Il mercato globale della ristorazione vale 2,98 trilioni di euro

Il Foodservice Market Monitor 2026 di Deloitte, in anteprima a Tuttofood, fotografa un settore globale da quasi 3 trilioni di euro in crescita.

13 Maggio 2026 - 09:01
Il mercato globale della ristorazione vale 2,98 trilioni di euro

INDAGINI E RICERCHE - Il mercato globale della ristorazione si avvicina a un valore di 2,98 trilioni di euro nel 2025, con una crescita complessiva del +2,2% rispetto all'anno precedente. È quanto emerge dal Foodservice Market Monitor 2026 di Deloitte, condiviso in anteprima con Tuttofood 2026, la manifestazione in corso a Milano. A trainare la performance mondiale sono Europa (+6,0%) e Asia-Pacifico (+3,2%), mentre Nord America e Asia-Pacifico sono attesi come protagonisti della crescita futura, sostenuti dall'espansione dei modelli Quick Service Restaurant (QSR) e Street Food, indicati come i segmenti a più rapido sviluppo nei prossimi anni.

L'Italia si conferma settima al mondo per valore totale del mercato della ristorazione: nel 2025 il settore ha raggiunto gli 84 miliardi di euro, segnando un incremento dell'1% e superando stabilmente i livelli pre-pandemia. Il mercato nazionale resta altamente frammentato, ma le catene — storicamente sottorappresentate — stanno guadagnando terreno con decisione: la loro quota è passata dall'8% del 2019 all'11% attuale.

"Il foodservice sta entrando in una nuova fase caratterizzata dall'evoluzione dei modelli di consumo e dalla complessità della catena di approvvigionamento", ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma. "In questo contesto, TUTTOFOOD, la piattaforma leader nel settore alimentare dell'Europa meridionale, contribuisce a trasformare le intuizioni di mercato in concrete opportunità di business mettendo in contatto fornitori internazionali con oltre 4.000 acquirenti di spicco, supportati da un Buyers Program organizzato in collaborazione con ICE-Agenzia".

Sul fronte dell'internazionalizzazione, ICE-Agenzia sta contribuendo attivamente attraverso un programma di incoming che ha portato a Milano operatori internazionali selezionati, reclutati tramite la rete degli uffici ICE nel mondo, molti dei quali specializzati nel food service, favorendo l'incontro diretto con le imprese italiane. A completare l'offerta per i top buyer internazionali, nella giornata del 13 maggio è in programma nel CityLife Shopping District di Milano un retail tour dedicato ai nuovi format della ristorazione urbana — dal casual dining al quick service fino al segmento premium — organizzato da Retail&Food, con incontri diretti con manager e professionisti del settore.

Sul fronte delle tendenze globali, i dati del Monitor evidenziano come il packaging di qualità stia diventando un fattore determinante per la crescita delle consegne a domicilio: il 90% dei consumatori si dice disposto a ordinare una più ampia varietà di piatti in presenza di un packaging di alta qualità, e il 53% è disponibile a pagare un sovrapprezzo. La digitalizzazione resta invece un cantiere aperto: circa l'80% dei consumatori ha dichiarato di aver incontrato almeno una volta difficoltà con un kiosk elettronico, segnale che l'ottimizzazione dell'offerta digitale non è ancora uniforme tra i mercati.

Dal lato dell'offerta, il 41% degli operatori sta pianificando spazi dedicati alla consegna a domicilio e al take-away, mentre il 34% dei QSR punta su punti vendita esclusivamente da asporto. L'automazione avanza rapidamente, con il 74% degli operatori che introduce tecnologie per migliorare la produttività, anche se solo il 28% riferisce al momento benefici concreti in termini di redditività.

"Negli ultimi anni, la crescita del settore della ristorazione è stata determinata da due dinamiche principali: l'espansione dei modelli di ristorazione, con i fast food (QSR) che svolgono un ruolo fondamentale, e la crescente penetrazione delle catene di ristorazione, che si stanno dimostrando particolarmente efficaci nel coniugare servizio, qualità ed esperienza del cliente", ha affermato Tommaso Nastasi, senior partner e Strategy and Value Creation Leader di Deloitte. "Di conseguenza, il canale sta diventando sempre più attraente per l'intera catena del valore. Le partnership con catene strutturate consentono ai fornitori non solo di snellire gli sforzi commerciali e ottimizzare il costo del servizio, ma anche di impegnarsi in iniziative di co-sviluppo, offrendo proposte più personalizzate e, in ultima analisi, generando un maggiore valore in tutto l'ecosistema".

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