Parlamento europeo rinvia l'accordo UE-Mercosur alla Corte di giustizia europea

Il Parlamento UE blocca l'accordo Mercosur rinviandolo alla Corte di Giustizia: il trattato viene sospeso dopo 25 anni di negoziati, tra plausi e critiche.

22 Gen 2026 - 12:14
Parlamento europeo rinvia l'accordo UE-Mercosur alla Corte di giustizia europea

NOTIZIE E DINTORNI - Il Parlamento europeo ha bloccato l'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur, rinviando alla Corte di giustizia dell'Unione Europea il complesso trattato commerciale con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay che dopo oltre 25 anni di negoziati sembrava concluso e che era stato firmato ufficialmente a metà gennaio 2026 in Paraguay, ma necessitava ancora dell'approvazione dell'Eurocamera per entrare in vigore.

La maggioranza dei deputati ha deciso in una votazione molto stretta (334 favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni) di sottoporre il testo alla Corte di giustizia per una verifica sulla sua compatibilità con i trattati e le regole dell'UE, decisione che di fatto sospende l'iter di ratifica e genera incertezza sul futuro dell'intesa.

La mossa non equivale a una cancellazione dell'accordo, ma impedisce che venga votato e confermato dai deputati prima che la Corte esprima un parere, un processo che può richiedere mesi se non oltre un anno, e potrebbe persino condurre all'abbandono definitivo del testo qualora i giudici ravvisino criticità giuridiche.

La Commissione e alcuni paesi sostenitori dell'accordo, come Germania e Spagna, affermano che si tratti di un passo indietro che rischia di danneggiare la credibilità dell'UE come partner commerciale globale, soprattutto in un momento in cui è sotto pressione da guerre tariffarie.

Contrastante la reazione delle realtà associative italiane.

Cia Campania: "Segnale importante, ora tutele vere per agricoltori e territori"

Il voto del Parlamento europeo che prevede l’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio significativo per fermare una ratifica che, allo stato attuale, non offre sufficienti garanzie al comparto agricolo europeo. È quanto evidenzia Cia–Agricoltori Italiani, sottolineando come l’Eurocamera abbia finalmente dato un segnale di ascolto alle istanze portate avanti dagli agricoltori. Per Carmine Fusco, commissario regionale di Cia–Agricoltori Italiani Campania, si tratta di “un primo risultato politico importante, frutto anche della forte mobilitazione messa in campo dalla nostra organizzazione a livello nazionale ed europeo”. “L’invio alla Corte di Giustizia “, dichiara Fusco, “non è un atto tecnico, ma una scelta che può aprire uno spazio concreto di revisione dell’accordo. Così com’è, il Mercosur espone l’agricoltura campana e meridionale a una concorrenza sleale, che rischia di colpire duramente le nostre filiere produttive.Parliamo”, prosegue,” di settori fondamentali per la Campania come zootecnia, cereali, ortofrutta e produzioni di qualità, che rispettano regole stringenti in materia sanitaria, ambientale e sociale. Non possiamo accettare che sul mercato europeo arrivino prodotti che non garantiscono gli stessi standard”. Secondo Fusco, “questa sospensione deve diventare un tempo utile per ottenere reciprocità vera, controlli rigorosi alle frontiere e clausole di salvaguardia automatiche. Senza questi strumenti, l’accordo resta inaccettabile per gli agricoltori e per i cittadini”.

Federvini: il voto del Parlamento europeo rischia di frenare nuove opportunità per l’export italiano

Il ricorso alla Corte di Giustizia, in assenza di un’approvazione in via provvisoria dell’accordo, rischierebbe infatti di tradursi in un suo sostanziale congelamento per un periodo potenzialmente superiore ad un anno, sottraendo alle imprese europee e italiane uno strumento fondamentale di competitività in una fase di grave incertezza globale.

Prendiamo atto della decisione del Parlamento europeo con rispetto istituzionale ma non possiamo nascondere il nostro rammarico e disorientamento- ha dichiarato il Presidente di Federvini Giacomo Ponti -. Il voto odierno sulla richiesta di adire la Corte di Giustizia, dopo un negoziato durato oltre vent’anni, giunge in un contesto economico globale estremamente delicato in cui le imprese hanno bisogno di certezze sul fronte degli scambi internazionali. L’accordo con il Mercosur rappresenta una preziosa opportunità di sviluppo e uno strumento essenziale di competitività: per questo auspichiamo che il dialogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione porti a superare rapidamente questa impasse per procedere speditamente verso l’applicazione dell’accordo” ha concluso il Presidente Ponti.

Copagri: approfittare della pausa forzata per migliorare il testo

Il presidente della Copagri Tommaso Battista ha commentato così a caldo l’approvazione da parte dell’Eurocamera di una risoluzione per chiedere il parere giuridico della Corte di Giustizia UE sulla conformità dell’intesa ai Trattati dell’UE: "L’odierna decisione del Parlamento Europeo accoglie le forti preoccupazioni della Copagri e degli agricoltori europei, che in più occasioni hanno manifestato perplessità in merito alle ricadute sul Primario dell’accordo commerciale l’Unione Europea e il Mercosur, e in particolare sulle produzioni maggiormente esposte, ovvero le carni, il riso, il mais, lo zucchero e il miele”.

“Nel ringraziare tutti gli europarlamentari, che ancora una volta hanno dato prova di grande sensibilità, dimostrando di dare ascolto alle legittime istanze del settore agricolo, ribadiamo la necessità di approfittare di questa ‘sosta forzata’ per continuare a lavorare sulle misure necessarie a garantire il pieno rispetto del principio di reciprocità e della sostenibilità delle produzioni in chiave ambientale e sociale, ma anche e soprattutto economica e commerciale, versante sul quale riveste un’importanza non secondaria l’accoglimento della proposta del governo italiano di abbassare dall’8% al 5% la soglia entro la quale attivare le clausole di salvaguardia sulle importazioni dei prodotti sensibili”, prosegue Battista.

“Il voto sull’intesa UE-Mercosur, di fatto, viene ora ‘congelato’ in attesa del parere della Corte, che non dovrebbe arrivare prima della fine dell’anno, ma il Parlamento Europeo ha comunque facoltà di portare avanti l’esame dei testi legislativi”, ricorda il presidente della Copagri, secondo cui “questo tempo in più rappresenta un’occasione irrinunciabile per intervenire sul versante dei controlli delle merci in entrata nell’UE, che vanno necessariamente incrementati e rafforzati”.

Unione Italiana Vini: "Voto ricorso fa male all'Europa"

Il voto odierno del Parlamento europeo non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto è sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione”. Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, ha commentato la decisione del Parlamento Ue che ha votato oggi in favore della richiesta alla Corte di Giustizia Europea per valutare la base giuridica dell’Accordo di partenariato UE–Mercosur. “I dieci voti di scarto in favore del ricorso – ha aggiunto Frescobaldi – senza un’approvazione in via provvisoria equivarrebbero a un congelamento dell’accordo fino a 18-20 mesi. Un ritardo che non ci possiamo permettere, ancor meno per il vino italiano che negli Stati Uniti chiuderà il 2025 con un calo attorno al 9%. Come ha giustamente ricordato oggi il ministro Lollobrigida, il Mercosur è un accordo vantaggioso non solo per l’industria ma anche per l’agricoltura, in grado di rafforzare il Sistema Italia dell’agroalimentare sia in chiave di mercato che di difesa dei nostri prodotti a marchio”.

Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: la progressiva eliminazione delle tariffe prevista dall’Accordo di partenariato potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l’8% del totale.

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