Pera dell'Emilia Romagna IGP, vendite a +50% mentre la produzione nazionale cala del 27%
Pera dell'Emilia Romagna IGP: vendite a +50% e superfici certificate quadruplicate in dieci anni, in controtendenza con il calo nazionale
BUSINESS & MERCATO - Mentre il settore pericolo nazionale e regionale attraversa una fase difficile, la Pera dell'Emilia Romagna IGP emerge come caso di eccellenza e tenuta produttiva. Nel 2025 le superfici certificate ad essa dedicate ammontano a 3.150 ettari, corrispondenti a quasi il 30% del totale regionale investito nella coltura. Il confronto con il dato di dieci anni prima risulta particolarmente eloquente: all'epoca la superficie IGP non raggiungeva i 700 ettari complessivi.
La campagna commerciale 2025/26 ha registrato volumi di vendita della Pera dell'Emilia Romagna IGP nettamente superiori alle stagioni precedenti: l'incremento quantitativo si attesta intorno al 50%, mentre l'incidenza sul totale del prodotto lavorato è raddoppiata rispetto all'annata precedente. Alla base di questi risultati c'è l'azione del Consorzio di tutela, che con una strategia orientata alla valorizzazione del prodotto ha rafforzato la visibilità del marchio IGP, producendo effetti concreti in termini di distintività commerciale.

Il Consorzio di Tutela della Pera dell'Emilia Romagna IGP ha avviato dal 2022 un nuovo percorso promozionale. Tra gli strumenti adottati figura il nuovo bollino, concepito come sigillo di qualità e territorialità per accrescere la riconoscibilità delle pere IGP tra consumatori, operatori e ristoratori. A questo si aggiungono campagne specifiche come il progetto "Perfetto Frutto Gourmet", realizzato anche grazie ai contributi del MASAF, e ulteriori iniziative sviluppate con il supporto della Regione Emilia-Romagna.
«Questo dato conferma la centralità del marchio IGP nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l'intero comparto», dichiara Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell'Emilia Romagna IGP. «Risultati che testimoniano l'importanza strategica della certificazione IGP, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l'IGP si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali», aggiunge Donati.

Sul piano nazionale, la raccolta di pere nel 2025 si è fermata a circa 293.000 tonnellate, con una contrazione del 27% rispetto al 2024, ben al di sotto della capacità produttiva. In Emilia-Romagna la produzione ha subìto una riduzione del 30% sull'anno precedente, con 174.000 tonnellate raccolte. Nonostante questo contesto, la qualità del prodotto si è confermata su livelli elevati, e la Pera dell'Emilia Romagna IGP ha mantenuto una presenza rilevante sui mercati.
I consumi italiani nel periodo luglio-dicembre 2025 hanno raggiunto 46.000 tonnellate, in flessione del 7% rispetto al 2024, calo attribuito principalmente alla ridotta disponibilità di prodotto. La contrazione dei consumi è risultata tuttavia più contenuta rispetto alla diminuzione dell'offerta. In termini di valore la riduzione si è limitata al 2%, dato interpretabile come indicatore di una buona capacità di valorizzazione del prodotto di qualità, con la Pera dell'Emilia Romagna IGP quale protagonista di riferimento.
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