Un cappuccino su cinque è vegetale: come cambia la colazione degli italiani

La colazione italiana cambia: meno latte e biscotti, più vegetale e salutismo. I dati NielsenIQ sulla GDO che si riflettono anche nel fuoricasa.

21 Maggio 2026 - 11:57
Un cappuccino su cinque è vegetale: come cambia la colazione degli italiani

INDAGINI E RICERCHE - La colazione degli italiani sta cambiando in modo strutturale e il mercato lo certifica con i numeri: secondo i dati NielsenIQ, nella distribuzione moderna il comparto breakfast vale 9,2 miliardi di euro, pari a quasi il 12% dell'intero giro d'affari food & beverage in Italia. Un mercato che non arretra — il sell-out a valore cresce del 3,7% — ma che si trasforma profondamente nei prodotti scelti, nei gusti e nelle abitudini, con ripercussioni dirette anche sul canale fuori casa.

Il segnale più eloquente per il mondo del bar arriva dal cappuccino. Come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore, da una ricerca condotta da Eumetra per De'Longhi emerge che la versione classica con latte vaccino resta la preferita, soprattutto tra gli over 55, ma che un 18% degli italiani lo prepara già con latte di soia, avena, mandorla o cocco. Un dato che racconta un cambiamento di gusto ormai consolidato, non più una nicchia.

Le bevande vegetali nel loro complesso hanno guadagnato 23 punti di quota in cinque anni nella GDO, arrivando a coprire quasi il 3,5% del giro d'affari complessivo del breakfast. Un mercato ancora inferiore rispetto al latte vaccino, che da solo vale il 23% del giro d'affari della prima colazione, ma in crescita costante e significativa.

Sul fronte opposto, i prodotti totemici della colazione italiana mostrano segni di cedimento. Il latte, pur restando la bevanda più consumata al mattino con il 23% del giro d'affari della prima colazione, ha perso oltre 34 milioni di litri di vendite tra il 2019 e il 2025, scendendo da 1.765 a 1.730 milioni di litri. I biscotti seguono la stessa traiettoria: -1,1% a volume nel solo 2025, stabili a 1,7 miliardi di euro a valore solo grazie all'aumento del prezzo medio, salito dell'1% a 4,66 euro al chilo.

A guadagnare spazio sono invece prodotti dal vissuto più moderno e salutistico. Yogurt greco, kefir, bevande vegetali e bowl — preparate su base di avena, yogurt greco o skyr e arricchite con frutta secca (+3,9% a volume) o gocce di cioccolato (+6,7% a volume) — intercettano una domanda sempre più orientata al benessere e alla praticità. Come sottolinea Fulvio Zorzetto di NielsenIQ: "In 86 casi su 100 la colazione è fatta sia bevendo che mangiando qualcosa e sempre più spesso è improntata al salutismo, con la preferenza per prodotti con pochi zuccheri, ricchi di fibre e ad alta digeribilità".

Un altro fenomeno in crescita è quello della colazione salata, trainato dal trend globale dello "sugar detox" e dalla riscoperta delle uova, proteiche, versatili ed economiche, che hanno registrato un aumento di quasi l'8% negli acquisti in GDO nel corso del 2025. Nuove abitudini che aprono spazi di offerta ancora poco esplorati nel canale bar.

La fotografia complessiva è quella di un consumatore più consapevole, che non rinuncia alla colazione — l'80,7% degli italiani la ritiene importante e solo il 10% la salta sempre — ma la vuole diversa: più equilibrata, più varia, più in linea con i propri stili alimentari. Per il bar, conoscere questi cambiamenti non è più un esercizio culturale: è una necessità competitiva.

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