Accordo UE-India: nasce un'area di libero scambio tra potenze mondiali
UE e India siglano il più grande accordo di libero scambio mai realizzato dalle due parti: ampie riduzioni tariffarie per export e agroalimentare.
NOTIZIE E DINTORNI - Unione Europea e India hanno siglato oggi un accordo di libero scambio di portata storica. L'intesa rappresenta il più vasto trattato commerciale mai stipulato dalle due potenze economiche e consolida i rapporti tra la seconda e la quarta economia del pianeta. In una fase segnata da instabilità geopolitica e difficoltà economiche globali, l'accordo ribadisce la volontà comune di favorire il commercio internazionale attraverso regole condivise.
L'India non ha mai concesso a nessun altro partner commerciale un'apertura di mercato così ampia. Le aziende europee ottengono un vantaggio competitivo rilevante nei comparti industriali e agroalimentari, con l'opportunità di accedere in modo privilegiato a un mercato di 1,45 miliardi di consumatori, la popolazione più numerosa al mondo. Si tratta dell'economia in più rapida espansione tra quelle di grandi dimensioni, con un prodotto interno lordo di 3.400 miliardi di euro annui.
Per il settore agroalimentare europeo si aprono prospettive particolarmente interessanti. L'accordo abbatte o ridimensiona i dazi sulle esportazioni, che in media superano il 36% e risultano spesso proibitivi. Il vino vedrà i dazi indiani scendere dal 150% al 75% già dall'entrata in vigore dell'accordo, per poi arrivare progressivamente al 20%. L'olio d'oliva beneficerà di un azzeramento completo della tassazione nell'arco di cinque anni, partendo dall'attuale 45%. Per i prodotti agricoli lavorati, come pane e dolciumi, verranno eliminati dazi che oggi raggiungono il 50%.
Le produzioni agricole europee più delicate godono tuttavia di piena tutela: carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero restano fuori dalla liberalizzazione commerciale. Tutti i prodotti provenienti dall'India dovranno inoltre rispettare gli standard europei in tema di salute e sicurezza alimentare, che rimangono rigorosi.
A rafforzare ulteriormente la protezione del Made in Europe, è in corso di negoziazione un accordo specifico sulle Indicazioni Geografiche. Questo strumento permetterà ai prodotti agricoli europei tradizionali di rafforzare la loro presenza sul mercato indiano, contrastando le imitazioni che creano concorrenza sleale. Parallelamente all'accordo di libero scambio, ripreso nel 2022 dopo la sospensione del 2013, UE e India stanno infatti trattando anche un accordo sulla protezione degli investimenti. Le trattative per entrambi questi accordi aggiuntivi proseguono.
Italia del Gusto: una svolta operativa per l’export agroalimentare italiano
“L’accordo UE–India segna un punto di discontinuità reale per le nostre imprese,” ha dichiarato in una nota il Consorzio Italia del Gusto. “Non si tratta solo di un risultato politico, ma di uno strumento che può finalmente rendere sostenibile l’ingresso e la permanenza delle aziende italiane in un mercato finora quasi inaccessibile. La graduale riduzione dei dazi crea le prime condizioni minime di competitività per i prodotti di qualità europei.”
Secondo Italia del Gusto, l’India rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo dell’export agroalimentare italiano nel medio-lungo periodo, in particolare per i comparti dei prodotti premium ad alto valore aggiunto.
“Per molte PMI italiane l’India non è mai stata un’opzione reale, a causa dei costi di accesso, delle barriere tariffarie e della complessità normativa,” ha proseguito Italia del Gusto. “Oggi si apre invece la possibilità di pianificare strategie strutturate di ingresso, costruendo relazioni commerciali stabili e investendo in un mercato che ha un enorme potenziale di domanda per il Made in Italy autentico.”
Federvini plaude alla sigla dell’accordo di libero scambio
"La firma dell'accordo di libero scambio con l'India rappresenta un traguardo di straordinario valore per i nostri comparti e per l’economia europea nel complesso" ha dichiarato il Presidente di Federvini Giacomo Ponti. "Esprimiamo soddisfazione per l’impegno profuso dalla Commissione Europea nel rimuovere barriere che, per decenni, hanno reso le nostre produzioni marginali in un mercato dalle ampie prospettive di sviluppo. La riduzione progressiva dei dazi, che scenderanno fino al 20-30% nell'arco di sette anni, restituisce finalmente competitività ai nostri prodotti. In uno scenario internazionale segnato da instabilità e necessità di diversificazione, l’apertura dell’India costituisce una direttrice di crescita strategica per la resilienza della nostra filiera."
La Federazione auspica una tempestiva conclusione dell'iter di ratifica da parte delle istituzioni europee, affinché la filiera possa tradurre il nuovo assetto normativo in concrete prospettive di sviluppo, valorizzando l’autenticità e l’alto valore qualitativo che distinguono il patrimonio vitivinicolo, degli spiriti e degli aceti nazionale nel mondo.
Unione Italiana Vini: vantaggi notevoli per il vino
“Questa partnership offre una possibilità commerciale in un mercato con una classe media in rapida ascesa – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi –, ma soprattutto rappresenta una reazione chiara e positiva dell’Ue alle tensioni geoeconomiche sofferte dal Vecchio Continente. Il vino italiano ha estremo bisogno di politiche commerciali aperte per diversificare maggiormente un raggio di azione ancora limitato, se si considera che il 60% del proprio export è concentrato in soli 5 Paesi. Questo accordo, come quello con il Mercosur - per cui auspichiamo l’applicazione provvisoria - è perciò importante e dimostra l’importanza della diplomazia del business”.
Uiv rileva come oggi a fronte di esportazioni vinicole italiane pari a circa 8 miliardi di euro, l’export verso l’India si è fermato a soli 2,6 milioni di euro (7,7 milioni di euro di vino dall’intera area Ue), principalmente a causa di un dazio del 150% che ha fortemente limitato l’accesso al mercato. L'accordo tra le due aree che assieme sommano quasi un quarto del Pil mondiale proseguirà il proprio processo con la validazione e ratifica da parte delle istituzioni europee.
Diego Cusumano: per i produttori di vino è il nuovo "El Dorado"
“Per noi produttori di vini l’accordo UE-India ci spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità, e non parlo dell’India ma di tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia e Indonesia, ma anche Vietnam, regioni dove non vi è una cultura del vino, il cui consumo è bassissimo rispetto alla popolazione che invece beve molta birra.” spiega Diego Cusumano, produttore che ben conosce il mercato internazionale del vino.
“Con i dazi indiani precedentemente fissati al 150% – sottolinea il vignaiolo Cusumano – un vero vino italiano di qualità, poteva arrivare anche a costare 12-14 volte in più. Un prezzo davvero proibitivo per far si che questo mercato potesse anche solo avvicinarsi al nostro prodotto, ed infatti sino ad oggi il 70% del vino italiano esportato in India si è collocato nella fascia di prezzo entry-level, con quelli di livello superiore ad appannaggio della produzione francese.”
“La mia proposta – conclude Cusumano - è quella dunque di un grande budget di comunicazione finanziato dai Ministeri dell’Agricoltura, Made in Italy e Turismo, ma con gestione da parte di produttori e acclarati professionisti. Ci si accorgerà che un bicchiere di buon vino italiano ritorna in valore più di mille avatar botticelliane”.






