CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana

A Roma Prati apre CAMPO, osteria moderna che celebra la cucina contadina italiana con materie prime d'eccellenza e sapori della tradizione

21 Gen 2026 - 16:30
CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana

RISTORANTI - A chiusura del 2025, il quartiere Prati di Roma si è arricchito di una nuova proposta ristorativa: CAMPO – eat local love season, inaugurato in Via Ezio 57, nelle immediate vicinanze della metropolitana Lepanto. Il locale nasce dall'iniziativa di un gruppo di soci ristoratori che hanno scelto di dare vita a un'osteria contemporanea radicata nei sapori della cucina contadina italiana. L'obiettivo è riportare sulle tavole romane quei piatti familiari e quella dimensione conviviale che rischiano di scomparire, reinterpretandoli con sensibilità attuale e una selezione rigorosa dei prodotti.

Il nome stesso del ristorante rivela immediatamente la filosofia del progetto: CAMPO richiama il legame con la terra, il rispetto dei cicli stagionali, la semplicità dei gesti tramandati di generazione in generazione. Lo spazio fisico dialoga perfettamente con questa visione: all'esterno, un ampio dehors immerso nel verde accoglie circa quaranta ospiti ed è fruibile durante tutto l'anno; all'interno, sessanta coperti distribuiti in un ambiente caratterizzato da materiali naturali, palette cromatiche grigie e tessuti chiari. La zona d'ingresso, con bancone dedicato, si presta agli aperitivi informali, mentre la seconda sala ospita la cucina dove il patrimonio gastronomico italiano viene riletto in chiave moderna.

Una proposta gastronomica che parla alla memoria

Il concept alla base del menu è quello della "cucina emotiva": una filosofia che intende recuperare il ricordo, salvare dall'oblio ricette antiche e celebrare i tempi lenti della preparazione. La carta si apre con il "campo di verdura", una sezione interamente dedicata agli ortaggi di stagione che esalta la materia prima attraverso cotture essenziali: zucca al forno arricchita con salvia, nocciole e mosto cotto, finocchi gratinati, patate schiacciate fino a renderle croccanti, cavolo e carote marinate, insalata di funghi freschi.

Gli antipasti attingono al repertorio popolare italiano: alici imbottonate, polpette realizzate con manzo e parmigiano, cuore di carciofo fritto, polenta accompagnata da porcini e tartufo. I primi piatti rappresentano un equilibrio tra memoria collettiva e sapienza tecnica: pasta e fagioli arricchita con cozze e cotica soffiata, lasagna verde al ragù – un omaggio alle radici emiliane dello chef – ossobuco servito con risotto allo zafferano, oltre ai grandi classici della tradizione culinaria romana.

Le proposte di carne e pesce privilegiano la qualità del prodotto: Tomahawk di pecora accompagnata da puntarelle, tentacolo di polpo rosticciato, brasato di manzo preparato con fondo bruno.
Si tratta di una cucina che rifugge gli artifici per concentrarsi sulla sostanza. Il pasto si conclude con un carrello dei dolci e una selezione di formaggi curata da Loreto Pacitti.

Tra le specialità della casa figurano la degustazione di polpette proposte in tre versioni (al pomodoro, con agnello e carciofi, picchiapò) e la fettuccina burro e parmigiano. La domenica, seguendo la tradizione delle case italiane, vengono serviti piatti fuori menu pensati per il pranzo domenicale. Numerose preparazioni sono disponibili anche nelle varianti gluten free o senza lattosio.

Alla guida della cucina c'è Mattia Chendi, 41 anni, di origini emiliane ma romano d'adozione, con un'esperienza professionale maturata tra l'Italia e l'estero che gli ha permesso di affinare una particolare sensibilità culinaria. La sua filosofia si riassume nel concetto di "cucina che ascolta la terra": gesti equilibrati, sapori immediatamente riconoscibili, valorizzazione delle materie prime e della loro storia. "Non cucino per stupire, ma per far ricordare", spiega. "La tradizione non è nostalgia: è una lingua viva, che va capita e reinterpretata".

Filiera di eccellenza e carta dei vini

La scelta degli ingredienti costituisce uno dei pilastri fondamentali del progetto CAMPO. Il locale collabora con realtà d'eccellenza del panorama agricolo e artigianale italiano: l'Azienda Agricola Travaglini, le produzioni ittiche di Urbano, i formaggi di Loreto Pacitti, la filiera de Le Galline Felici, le farine del Molino della Giovanna, il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP, gli oli dell'Oleificio Quattrociocchi, il riso Zaccaria, la pasta del Pastificio Mancini, il pane di Pane e Tempesta, le produzioni biologiche dell'azienda Ortuso e lo zafferano Monticiano. La proposta enologica conta circa settanta etichette, con una naturale predominanza di rossi italiani, studiata per accompagnare i piatti con coerenza e genuinità.

CAMPO si propone come uno spazio dove la qualità gastronomica si coniuga con prezzi accessibili, dove riscoprire il gusto della condivisione, il valore del tempo trascorso a tavola e il potere evocativo del cibo. Un'osteria moderna che restituisce valore e dignità alla semplicità culinaria.

CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana
CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana
CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana
CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana
CAMPO: l'osteria moderna che recupera la cucina contadina italiana
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