Casa 50 Napoli: cucina mediterranea e design d'autore in un palazzo nobiliare

In un palazzo nobiliare Casa 50 propone cucina mediterranea con filiera corta, cocktail bar e uno spazio di design firmato dall'architetto Maurizio Vesce

23 Gen 2026 - 09:41
Casa 50 Napoli: cucina mediterranea e design d'autore in un palazzo nobiliare

RISTORANTI - Al piano terra di un edificio nobiliare del primo Novecento in via Sannazaro 10 a Napoli troviamo Casa 50, uno spazio unico in città grazie al progetto dell'architetto Maurizio Vesce, che ha dato vita a un intervento che fonde restauro conservativo e linguaggio contemporaneo.
Il tutto nasce dalla richiesta del gruppo 50 Kalò, guidato da Ciro Salvo e Alessandro Guglielmini, che pensava ad un locale capace di trasmettere il calore domestico, dal design alla proposta culinaria. Il risultato: seicento metri quadri ridisegnati con un'estetica che respinge ogni ostentazione, privilegiando l'autenticità e l'intimità tipiche di un'abitazione.

Inaugurato a settembre 2025, Casa 50 celebra una cucina mediterranea contemporanea che fonde tradizione partenopea e visione evoluta del gusto. Elemento fondamentale dell'offerta è l'Orto di Casa 50, risorsa strategica che garantisce filiera cortissima fornendo gran parte delle materie prime vegetali utilizzate. Questa eccellenza agricola arricchisce un menu stagionale dove carni selezionate e pescato del Mediterraneo vengono esaltati dalla cottura a vista su forni Josper. La proposta è accompagnata da una carta vini curata che privilegia etichette campane, Champagne e una selezione di distillati per il cocktail bar.

Con 150 coperti distribuiti tra interno ed esterno, Casa 50 si presenta come spazio multi-scenario: dalla zona lounge del giardino, dove si trova il primo dei due bar, alla sala principale, fino all'area dedicata al live cooking con bancone e brace a vista, dove la preparazione dei piatti diventa performance visiva. Non soltanto un ristorante, ma uno spazio dinamico capace di intercettare pubblici differenti nel corso della giornata: dal brunch del weekend alla cena, dall'aperitivo al soft-clubbing con Dj set in giardino.

L'intervento architettonico tra storia e contemporaneità

L'intervento architettonico ha preservato gli elementi originali dell'edificio - cornici, modanature, maioliche floreali, tufo - integrandoli con materiali di ultima generazione selezionati con rigore. Il gres porcellanato Mutina si alterna alla resina di microcemento sulle superfici orizzontali, garantendo continuità visiva tra le diverse zone attraverso un dialogo di texture e finiture che stabilisce precise gerarchie spaziali. I banconi realizzati in marmo di Carrara levigato a lucido, che esalta grana cristallina e venature grigie, funzionano come elementi di orientamento visivo e tattile. Le pareti dialogano con rivestimenti e portali progettati dall'architetto in legno massello di noce nazionale: la venatura naturale genera una quinta calda che valorizza l'illuminazione soffusa, creando un effetto avvolgente con profondità cromatica intensa.

Un rosso mattone caratterizza l'identità cromatica del progetto, declinandosi in diverse texture e finiture che guidano gli ospiti attraverso ambienti dall'atmosfera distinta: dal giardino esterno alle quattro sale interne, fino alla zona brace con bancone e sgabelli. Quest'ultima area si configura come spazio scenografico dove attrezzature, tecnologia Josper e un'affettatrice Berkel d'epoca diventano architettura. Fotografie d'autore, libri e arredi dalle linee essenziali completano un sistema dove ogni componente risponde a un equilibrio tra intimità e rigore formale.

Il dialogo tra maioliche storiche e ceramica contemporanea

Il nucleo concettuale dell'intervento risiede nell'incontro tra le maioliche originali del palazzo - oltre 130 anni di tradizione ceramica napoletana con decorazioni floreali policrome - e il gres porcellanato Mutina Heritage della collezione Time, selezionato per interpretare la matericità della pietra naturale in chiave attuale.
Il recupero delle maioliche storiche ha richiesto un intervento specialistico di pulitura, consolidamento e integrazione delle porzioni mancanti, salvaguardando l'autenticità cromatica e la texture smaltata tipiche della produzione ceramica partenopea del primo Novecento. L'accostamento con il gres Mutina non rappresenta semplice vicinanza, ma un'operazione compositiva che sfrutta dimensioni, finiture e tonalità differenti per generare ritmo e gerarchia spaziale.

L'intervento di restauro di Casa 50 dimostra come l'architettura d'interni possa veicolare narrazione: ogni selezione materica, ogni dettaglio costruttivo racconta un'idea di contemporaneità che valorizza senza cancellare, che dialoga senza imporre. Casa 50 si colloca così nel panorama della ristorazione d'autore italiana come esempio di progettazione consapevole, dove il design non costituisce decorazione ma struttura portante dell'esperienza gastronomica.

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