Costi energetici alle stelle per bar, ristoranti e hotel: +70% rispetto al 2019
Le bollette energetiche pesano sempre di più sui costi di bar, ristoranti e hotel. I numeri di Confcommercio Energia portano l'Horeca sullo sfortunato podio.
INDAGINI E RICERCHE - Le bollette energetiche continuano a rappresentare un peso insostenibile per le imprese della ristorazione e dell'ospitalità. Secondo l'Osservatorio Confcommercio Energia (OCEN) di gennaio, nel 2025 la bolletta elettrica delle imprese del terziario di mercato risulta più alta del 28,8% rispetto al 2019, anno considerato l'ultimo "normale" prima della pandemia e delle successive turbolenze dei mercati energetici. Ancora più marcato l'aumento per il gas, che nello stesso periodo segna un incremento del 70,4%.
Il confronto tra il quarto trimestre del 2025 e quello del 2019 evidenzia rincari ancora più significativi: +38,9% per l'energia elettrica e +52,6% per il gas.
Nel corso del 2025 i prezzi all'ingrosso del gas e dell'energia elettrica in Italia hanno registrato una fase di riduzione nei primi cinque mesi dell'anno. Rispetto ai livelli di inizio 2025, il gas ha segnato un calo del 28% e l'energia elettrica del 36%. Tuttavia, nella parte finale dell'anno si è assistito a una nuova risalita dei prezzi, con bollette per le imprese che restano ampiamente superiori ai livelli pre-Covid.
A incidere in modo rilevante sulle bollette elettriche non è soltanto la componente energia, che rappresenta circa il 60% del totale, ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a pesare per quasi il 20% dopo la conclusione delle misure emergenziali.
I settori più colpiti
Secondo l'analisi di Confcommercio, i settori più penalizzati, sommando i costi della bolletta elettrica con quella del gas dell'ultimo trimestre 2025, sono gli alberghi di medie dimensioni con 9.117 euro di spesa media mensile. Seguono i negozi di grandi dimensioni con 5.979 euro, gli hotel di piccole dimensioni con 5.263 euro, i negozi alimentari con 2.334 euro, i ristoranti con 2.083 euro, i bar con 1.009 euro e i negozi non alimentari con 855 euro.
Questi dati confermano come il costo dell'energia continui a rappresentare un freno alla competitività delle imprese del terziario di mercato.
Il confronto europeo
I dati risultano ancora più penalizzanti nel confronto con gli altri Paesi europei. Nel 2025, il prezzo medio dell'energia elettrica in Italia all'ingrosso è maggiore del 79,6% rispetto alla Francia, del 78,7% rispetto alla Spagna e del 27% rispetto alla Germania.
Tra il 2019 e il 2025, l'energia elettrica in Italia è aumentata del 122%, quasi il doppio rispetto alla Francia (+64%) e tre volte e mezzo rispetto alla Spagna (+36%).
Le richieste di Confcommercio
Alla luce di questi dati e in vista di un nuovo intervento normativo in materia di energia, Confcommercio ha inviato una lettera al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per sollecitare l'adozione di strumenti strutturali a tutela delle imprese, in particolare delle piccole e medie.
Nel documento si sottolinea la necessità di rendere permanenti gli interventi sugli oneri di sistema e di avviare una riforma del mercato elettrico che consenta il disaccoppiamento del prezzo dell'energia da quello del gas, garantendo alle PMI prezzi più stabili e sostenibili.
Confcommercio auspica inoltre una maggiore partecipazione delle PMI ai meccanismi di Energy Release e il rafforzamento degli strumenti di supporto alla domanda, come il Conto Termico, per accompagnare le imprese nel percorso di transizione verso l'autoproduzione e l'efficienza energetica.






