Crescono del 123% gli investimenti nel Foodtech in Italia

Boom degli investimenti nel foodtech italiano: raccolti 256 milioni nel 2025, più del doppio dell'anno scorso. Tutti i settori crescono.

8 Gen 2026 - 09:14
Crescono del 123% gli investimenti nel Foodtech in Italia

BUSINESS & MERCATO - Gli investimenti nel foodtech italiano hanno raggiunto nel 2025 quota 256 milioni di euro, registrando una crescita del 123% rispetto al 2024. Lo rivela il report annuale dell'Osservatorio Investimenti Foodtech pubblicato dalla società di consulenza TheFoodCons, che fotografa un settore in piena salute nonostante alcune criticità legate alla distribuzione geografica e alla parità di genere. Il debito ha dominato lo scenario con quasi 147 milioni di euro, pari al 57% degli investimenti totali, mentre si conferma la crescita dell'early stage e si registra la momentanea scomparsa del late stage.

Dopo il calo del 52% registrato nel 2024, il rimbalzo era ampiamente atteso, ma i risultati hanno superato le previsioni più ottimistiche, soprattutto considerando che le stime mondiali indicano un netto ridimensionamento degli investimenti nel settore. L'ecosistema italiano si presenta diviso in due a livello geografico, mentre è in corso una sorta di ricambio generazionale, testimoniato dalla crescita degli investimenti early-stage e growth.

L'analisi per entità del round conferma il dominio del debito, che ha letteralmente cannibalizzato gli investimenti con quasi 147 milioni di euro. Le note dolenti arrivano dall'assenza di Round C e B, mentre i Round A registrano risultati positivi con 57,34 milioni (+138%). Il nuovo che avanza vede l'ulteriore conferma di Seed (34,8 milioni, +128%) e Pre-Seed (8,2 milioni, +50%), mentre crolla il Crowdfunding con 8,7 milioni (-47%).

Tutti i settori chiudono in territorio positivo. L'Agritech si conferma per il quarto anno consecutivo la vera forza trainante del comparto con 136,2 milioni di euro (+166%), concentrando oltre la metà degli investimenti totali (53%). Medaglia d'oro della crescita al Pet-FoodTech con 8,4 milioni (+554%), mentre il subcomparto del Food Waste conquista il gradino più basso del podio con 13,9 milioni (+148%).

Segnali incoraggianti arrivano da tutti i comparti: Digital Food (20,6 milioni, +82%), Restaurant-Tech (12,6 milioni, +64,5%), Cibi e Ingredienti Innovativi (22,9 milioni, +72%), Food Retail (19 milioni, +93%) e Tecnologie Diverse (22,16 milioni, +54%).

Le criticità emergono dall'analisi per area geografica e dalla parità di genere. La distribuzione territoriale mostra una polarizzazione estrema verso il Nord Italia, che concentra l'89,15% degli investimenti con 228,3 milioni di euro. Il Veneto guida la classifica con 109,4 milioni, seguito da Lombardia con 63,6 milioni e Friuli Venezia-Giulia con 19,6 milioni. Al Centro restano 23,8 milioni (9,29% del totale) e al Sud solo 3,9 milioni (1,55%), con l'Emilia Romagna ai piedi del podio con 14,8 milioni, pari al 6% del totale.

Praticamente stabili i dati sulla parità di genere. Degli 86 deal totali, solo 20 hanno riguardato progetti con almeno un founder donna, pari al 23% contro il 25% del 2024. Leggermente migliore l'analisi sugli importi, con 37,5 milioni investiti, pari al 14,6% contro il 13% del 2024.

"Benché in qualche modo 'dopato' dal debito", dichiara Antonio Iannone di TheFoodCons "il report di quest'anno ci dice che il nostro ecosistema foodtech gode di ottima salute, candidando l'Italia ad un posto di primo piano nel panorama continentale. Dobbiamo considerare infatti che il nostro paese stia andando decisamente controcorrente rispetto al resto del mondo, che vedrà quest'anno un'ulteriore calo degli investimenti. Attribuire però esclusivamente al debito la crescita degli investimenti sarebbe riduttivo. Come già affermato l'anno scorso, è in corso un vero e proprio ricambio generazionale, avviatosi due anni fa, e che sta iniziando a dare i suoi frutti, come testimoniato dai round chiusi dalle startup più giovani".

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