Arachidi e mandorle: surplus globale e prezzi in tensione nel 2026
Surplus di scorte per le arachidi e domanda interna debole per le mandorle USA: Areté analizza le dinamiche dei due mercati nel 2026.
BUSINESS & MERCATO - Il mercato globale della frutta secca attraversa una fase di forte discontinuità. Le arachidi affrontano un eccesso di offerta con scorte ai massimi pluriennali, mentre le mandorle mostrano dinamiche più articolate, con esportazioni in crescita ma una domanda interna statunitense ai minimi storici. Lo rileva Areté nel suo ultimo aggiornamento sui mercati delle materie prime agricole.
Arachidi
Il mercato globale delle arachidi si trova in una fase di surplus, guidata principalmente dagli Stati Uniti. Secondo l'ultimo aggiornamento USDA, gli utilizzi per la campagna 2025/26 sono stati rivisti al ribasso, riflettendo una domanda interna debole e un calo delle esportazioni. A fronte di una produzione record, si registra un forte accumulo di scorte, attese ai massimi degli ultimi anni. In Sud America il quadro è più eterogeneo: in Argentina, nonostante un recente miglioramento delle condizioni meteo, la produzione è prevista in netto calo per la riduzione delle superfici coltivate e gli effetti della siccità. In Brasile le stime divergono — l'USDA prevede una produzione stabile, mentre gli operatori locali indicano un possibile calo significativo. Sul fronte dei prezzi, dopo aver toccato minimi pluriennali, si registra un lieve recupero nei primi mesi del 2026, sostenuto dalle incertezze sul raccolto argentino. Nel medio periodo, tuttavia, eventuali rialzi appaiono limitati dall'ampio cuscinetto di scorte disponibili.
Mandorle
Il mercato globale delle mandorle mostra dinamiche contrastanti tra domanda e offerta. Negli Stati Uniti, le spedizioni di febbraio sono cresciute del 17% su base mensile e del 12% su base annua, trainate dall'export (+27% mensile, +24% annuo), mentre il mercato interno resta debole, con un calo del 20% anno su anno nel solo mese di febbraio e del 18% cumulato dall'inizio della campagna, sui minimi dalla stagione 2012/13. Le esportazioni cumulate sfiorano le 535.000 tonnellate (+0,4% annuo), sostenute principalmente da Europa (33% del totale), India (18%) e Sud-Est asiatico (+49% annuo). Le scorte USA si attestano a circa 453.000 tonnellate (+3,5% annuo), mentre la produzione 2025/26 è stimata intorno a 1,22 milioni di tonnellate, in linea con la campagna precedente ma sotto le attese iniziali USDA di 1,36 milioni. In Australia, la produzione 2026 è attesa a circa 167.000 tonnellate (+7% annuo), con le esportazioni sostenute oltre 127.000 tonnellate nel periodo marzo-gennaio, trainate dalla Cina che assorbe oltre il 60% dei volumi. Sul fronte prezzi, le quotazioni USA restano elevate: la Carmel 23/25 EXW UK segna un incremento del 4% dall'inizio campagna, attestandosi intorno a 5.500 sterline per tonnellata. Nel medio termine si intravedono però pressioni ribassiste legate all'arrivo del nuovo raccolto australiano, alla debolezza della domanda interna e al possibile rallentamento dell'export verso il Medio Oriente.
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