Filiera del basilico, Consorzio Casalasco punta sulla lotta alla peronospora

Al Casalasco Innovation Center di Fontanellato una tavola rotonda su ricerca, competenze e assistenza tecnica a supporto dei produttori

28 Lug 2026 - 16:00
Filiera del basilico, Consorzio Casalasco punta sulla lotta alla peronospora

ENTI E CONSORZI - Il Consorzio Casalasco del Pomodoro punta a trasformare circa 5.000 tonnellate di basilico nel corso della stagione, nonostante gli eventi climatici sfavorevoli registrati nelle ultime settimane. A poco più di un anno dall’avvio del progetto, la nuova filiera sta proseguendo con risultati positivi e rappresenta un’opportunità per il Gruppo Casalasco e per il territorio.

Le prospettive del comparto e le principali criticità agronomiche sono state al centro della tavola rotonda organizzata venerdì 24 luglio nell’Auditorium del Casalasco Innovation Center di Fontanellato. L’incontro ha riunito rappresentanti della ricerca, dell’assistenza tecnica, dei servizi fitosanitari, dell’industria alimentare e del mondo agricolo, con particolare attenzione alla lotta alla peronospora.

La malattia costituisce una delle principali minacce per la coltura. Nel corso del confronto sono state quindi illustrate le soluzioni tecniche disponibili per contenerne gli effetti, insieme al contributo della ricerca e alle attività di trasferimento delle competenze rivolte ai produttori.

Gli interventi tecnici sono stati affidati a Giovanni Minuto, Direttore generale CERSAA di Albenga, Andrea Minuto, Direttore del Laboratorio Fitopatologico CERSAA di Albenga, Ruggero Colla, Direttore del Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna, sede di Piacenza, Gianni Bottino, Presidente del Consorzio del Basilico Genovese DOP, e Antonio Rossetto, Ricercatore di Open Fields.

Il confronto ha evidenziato il ruolo di una filiera integrata, nella quale programmazione agricola, assistenza tecnica e trasformazione industriale procedono in modo coordinato. Un modello che consente agli agricoltori di affrontare le difficoltà produttive con maggiore tempestività, consapevolezza e strumenti adeguati.

Fin dall’avvio della filiera del basilico, il Consorzio ha messo a disposizione dei propri soci e degli agricoltori coinvolti l’esperienza maturata nella gestione della filiera del pomodoro, insieme a un’organizzazione sempre più strutturata e integrata con la componente industriale.

Di fronte alla diffusione della peronospora, la cooperativa è intervenuta attraverso il monitoraggio delle coltivazioni, l’assistenza tecnica e l’individuazione di soluzioni per tutelare il potenziale produttivo.

“La nostra è una filiera completa, anche sul basilico, – spiega Davide Rocca, Direttore del Consorzio Casalasco – filiera in cui la componente agricola è essenziale. La gestione della peronospora è particolarmente importante per ottenere buone rese in campo e soprattutto un prodotto di qualità con buon profilo aromatico e colore. Per questo sono fondamentali il monitoraggio costante dei campi, la tempestività degli interventi ed un’assistenza tecnica agli agricoltori molto puntuale e qualificata.

Oggi abbiamo fatto un ulteriore passaggio: a breve istituiremo un tavolo permanete di confronto tra i diversi portatori di interesse non solo su un tema molto attuale come la peronospora ma più in generale sulle strategie preventive, sulla selezione varietale e sulle migliori pratiche agronomiche per ottenere un basilico sempre più sostenibile e sempre più di qualità”.

Il nuovo tavolo permanente avrà dunque il compito di ampliare il confronto oltre la gestione della peronospora, affrontando anche la prevenzione, la selezione varietale e le pratiche agronomiche.

“Una cooperativa deve aiutare i propri agricoltori nei momenti di difficoltà e Casalasco lo fa. Nel caso della peronospora, la forza del Consorzio – spiega Marco Sartori, Presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro - è che una filiera strutturata ed integrata come la nostra, permette di intercettare il problema rapidamente per mettere subito a disposizione degli agricoltori le soluzioni più efficaci per proteggere il loro raccolto”.

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