Futura 2026, la cucina italiana come linguaggio culturale

Futura 2026 celebra il decennale degli Ambasciatori del Gusto a Trieste. Stanley Tucci premiato come Ambasciatore Benemerito.

31 Marzo 2026 - 15:50
Futura 2026, la cucina italiana come linguaggio culturale

EVENTI - Si è conclusa con successo la tre giorni di Futura 2026, l'evento dedicato alla cucina italiana come linguaggio culturale, strumento di dialogo e leva per la sostenibilità. Il convegno "Radici, Confini, Visioni", svoltosi a Trieste, ha riunito istituzioni, chef e partner internazionali per celebrare anche il decennale dell'Associazione Ambasciatori del Gusto, nata nel 2016 e oggi rete di oltre 250 professionisti impegnati nella promozione del patrimonio gastronomico italiano nel mondo.

La prima giornata ha ospitato l'assemblea annuale, durante la quale sono stati presentati 28 nuovi Associati e 7 nuovi Partner. Il Direttore Generale Gianluca De Cristofaro ha tracciato il percorso dell'Associazione, dalla prima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo fino alle Olimpiadi Milano Cortina 2026: "Un cammino costruito sulla condivisione, sulla responsabilità culturale e sulla capacità di guardare al futuro mantenendo salde le radici", ha dichiarato, aggiungendo che "La coerenza costruisce fiducia, la fiducia costruisce memoria, la memoria costruisce l'eredità".

Tra i momenti più significativi dell'evento, il conferimento del titolo di Ambasciatore del Gusto Benemerito a Stanley Tucci, per il suo contributo alla diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo. Nel suo intervento, l'attore e autore ha sintetizzato lo spirito del convegno: "La cucina italiana è semplicemente straordinaria, perché racconta storie di persone, territori e relazioni", sottolineando come essa rappresenti un linguaggio capace di "nutrire non solo corpi ma anche culture e connessioni umane".

Il panel con gli chef Antonia Klugmann, Carlo Cracco, Cesare Battisti e Alessandro Gilmozzi ha approfondito il rapporto tra cucina, territorio e innovazione. Klugmann ha definito il confine non come limite ma come "porta aperta alla contaminazione"; Cracco ha posto l'accento sulla coerenza personale; Battisti ha richiamato il valore della cura nel tramandare il patrimonio gastronomico. Gilmozzi ha ricordato che il nome Futura "è nato pensando al femminile", per riconoscere il ruolo delle chef imprenditrici che "danno la loro vita alla cucina e ai progetti culturali, portando avanti una visione che unisce tradizione, innovazione e responsabilità".

In collegamento, il Direttore aggiunto della FAO Maurizio Martina ha inquadrato la cucina italiana nelle sfide globali contemporanee, definendo le tradizioni enogastronomiche "un baluardo di autenticità" di fronte alle pressioni ambientali e sociali sui sistemi agroalimentari. Il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha evidenziato come la pluralità culturale italiana costituisca "una straordinaria ricchezza da valorizzare", indicando Trieste come simbolo di questa identità plurale.

La Cena di Gala ha visto ai fornelli alcuni dei Fondatori dell'Associazione — Chicco Cerea, Carlo Cracco, Marco Sacco e Lele Usai — che hanno ricevuto un premio speciale per il loro impegno nel decennio di attività. L'ultima giornata è stata dedicata a un'esperienza immersiva sul caffè, con degustazione guidata e approfondimenti sulla tostatura insieme al partner Essse Caffè, in omaggio alla tradizione triestina. Vito Campanelli, Ambassador di Essse Caffè, ha commentato: "10 anni di Ambasciatori del Gusto sono un bel successo, ma ritengo sia ancora un inizio perché il potenziale è veramente enorme", annunciando l'attesa per Futura 2027.

Futura 2026 è stata realizzata in collaborazione con Io Sono Friuli Venezia Giulia, con il contributo di PromoTurismo FVG e in co-organizzazione con il Comune di Trieste, con il supporto di partner tecnici tra cui il Consorzio del Prosciutto di San Daniele e il Consorzio per la tutela del formaggio Montasio.

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