Health warning sul vino, per UIV segnale incoerente per il settore europeo
La bozza "Beca" della Commissione Salute del PE riapre il fronte degli health warning in etichetta. Unione Italiana Vini: approccio ideologico e punitivo.
ENTI E CONSORZI - Il settore vitivinicolo italiano ed europeo torna a fare fronte compatto contro l'ipotesi di health warning obbligatori in etichetta: la bozza pubblicata il 23 marzo dalla Commissione Salute del Parlamento europeo nell'ambito del piano "Beca" — Europe's Beating Cancer Plan — invita la Commissione a presentare "senza ulteriori indugi" proposte legislative in tal senso, suscitando la netta opposizione di Unione italiana vini - UIV.
Per il presidente di UIV, Lamberto Frescobaldi, la mossa rappresenta un passo indietro su un terreno già consolidato. "Colpisce e preoccupa — ha dichiarato — che si torni a mettere in discussione un equilibrio già raggiunto a livello europeo, ignorando deliberatamente sia il voto espresso dal Parlamento europeo solo tre anni fa, sia le indicazioni della Dichiarazione politica delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili. Si tratta di un'impostazione che rischia di alimentare un approccio ideologico e punitivo, anziché fondato su evidenze scientifiche e distinzione tra abuso e consumo responsabile".
La posizione di UIV è che riaprire questo fronte distolga l'attenzione dalle priorità di settore realmente urgenti. "Non è accettabile — ha proseguito Frescobaldi — che si continui a intervenire su temi già chiariti, distogliendo l'attenzione dalle vere priorità di sviluppo e competitività del settore vitivinicolo europeo. Invitiamo i parlamentari europei e la Commissione a correggere con decisione questa impostazione, evitando misure che colpirebbero indiscriminatamente un comparto simbolo dell'economia, della cultura e della sostenibilità europea".
L'avvio formale della discussione parlamentare sulla bozza è atteso nelle prossime settimane.






