Il mercato ittico italiano cresce ancora: salmone protagonista nel retail e fuori casa

Il retail ittico italiano supera i 4 miliardi di euro, trainato dalla crescita del salmone. I dati mostrano anche un cambiamento di abitudini di consumo

21 Maggio 2026 - 10:38
Il mercato ittico italiano cresce ancora: salmone protagonista nel retail e fuori casa

INDAGINI E RICERCHE - Il mercato ittico italiano continua a espandersi e nel 2026 supera i 4 miliardi di euro nel canale retail. Il dato è stato presentato a Milano durante il Norwegian Seafood Seminar, l’appuntamento annuale promosso dal Norwegian Seafood Council nell’ambito della fiera TuttoFood, dove operatori italiani e norvegesi della filiera si sono confrontati sull’andamento dei consumi e sulle prospettive del comparto. 

Secondo le analisi illustrate nel corso del seminario, il valore del comparto ittico retail in Italia raggiunge quota 4.012 milioni di euro, con una crescita del 3,6% rispetto al 2025 e del 6,3% nel biennio 2024-2026. A sostenere il mercato sono soprattutto i prodotti confezionati, che aumentano più rapidamente rispetto al pesce venduto a peso variabile e conquistano ulteriori quote di mercato. 

L’evoluzione dei consumi riflette anche un cambiamento nelle priorità degli italiani. La ricerca realizzata da NielsenIQ evidenzia come il 54% dei consumatori consideri oggi la qualità più importante del prezzo nelle scelte alimentari, contro il 44% rilevato un anno fa. Tra gli elementi che incidono maggiormente sugli acquisti figurano sicurezza alimentare e freschezza (64%), qualità e garanzie di sicurezza (61%), sostenibilità ambientale (52%) e tracciabilità dell’origine (49%). 

«I numeri mostrano un cambiamento strutturale nelle priorità dei consumatori», osserva Andrea Succi, Consumer Panel Sales Lead di NielsenIQ. «Anche in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, cresce la ricerca di qualità, sicurezza e valore nutrizionale. Il pesce, e in particolare il salmone norvegese, beneficia di questo cambiamento grazie a un posizionamento sempre più forte in termini di affidabilità, qualità percepita e versatilità di consumo». 

Tra le categorie più dinamiche si conferma il salmone. L’Italia è oggi il sesto mercato mondiale per il consumo di salmone atlantico e il terzo per il salmone norvegese, con consumi cresciuti del 6% nel 2025. Nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni norvegesi verso il mercato italiano hanno registrato un incremento del 4%. Nel retail, il salmone genera 757 milioni di euro di fatturato nei prodotti a peso fisso, trainato soprattutto dal fresco confezionato (+12,9%) e dal congelato (+3,2%), mentre il segmento dell’affumicato resta il principale per valore con 565 milioni di euro e una sostanziale stabilità. Crescono in particolare i discount, mentre la private label raggiunge i 320 milioni di euro, pari al 42% del mercato retail del salmone. 

Anche il consumo fuori casa continua a sostenere la categoria. Secondo Circana, nel 2025 gli ordini di salmone nel canale out of home sono aumentati del 15,6%, a fronte del +3% registrato nei consumi domestici. Il sushi rappresenta il principale motore di questa crescita: il 69% degli ordini fuori casa di salmone avviene infatti in questo formato. 

«Il salmone è oggi una delle categorie alimentari più capaci di intercettare i nuovi modelli di consumo», spiega Matteo Figura, Executive Foodservice Director di Circana. «La crescita del sushi e dei format quick service ha ampliato le occasioni di consumo e reso il salmone un prodotto quotidiano, accessibile e trasversale. Il fuori casa continua a rappresentare il principale acceleratore di questa evoluzione». 

Nel corso del seminario sono emersi segnali di cambiamento anche per baccalà e stoccafisso. Lo stoccafisso confezionato cresce del 3,4% e raggiunge i 5,8 milioni di euro, sostenuto soprattutto dai prodotti ready to eat, che valgono il 71% del totale, e dall’incremento del surgelato (+10,9%). In crescita anche la private label (+12,9%).
Il baccalà registra invece una lieve flessione dell’1,6%, attestandosi a 20,7 milioni di euro, ma mostrano segnali positivi le preparazioni surgelate (+2,9% in volume) e il ready to eat (+19%). Continua invece il calo del prodotto tradizionale “da ammollare”, che perde il 18,5%, confermando il progressivo orientamento dei consumatori verso soluzioni più pratiche e veloci da preparare. 

«Il Seafood Seminar rappresenta ogni anno un importante momento di confronto per tutta la filiera ittica italiana e norvegese», commenta Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council. «L’obiettivo è offrire agli operatori una fotografia aggiornata del mercato, condividendo dati, insight e tendenze che aiutino a comprendere come stanno evolvendo consumi, distribuzione e modelli di acquisto. I numeri presentati quest’anno mostrano una crescita nelle vendite al dettaglio di prodotti a peso fisso per salmone e stoccafisso, mentre il baccalà è in calo. Se consideriamo, invece, il consumo fuori casa, il salmone ha mostrato una forte crescita, mentre lo stoccafisso è piuttosto stabile. Anche per il baccalà si registra un calo delle porzioni nell'Out Of Home, che può essere spiegato dalle quote di pesca del merluzzo inferiori negli ultimi anni». 

Secondo Gangsø, il mercato italiano continua quindi a mostrare interesse verso i prodotti ittici, ma con abitudini di consumo sempre più orientate alla praticità, alla sostenibilità e alla tracciabilità. Un contesto nel quale il seafood norvegese punta a consolidare ulteriormente il proprio posizionamento grazie all’evoluzione dell’offerta e all’attenzione verso le nuove esigenze dei consumatori. 

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