Export vini DOP in calo nel primo quadrimestre 2026

Nomisma Wine Monitor: nel primo quadrimestre 2026 crollano le esportazioni dei vini Dop europei, Spagna maglia nera. Bene solo bianchi e spumanti.

3 Agosto 2026 - 12:36
Export vini DOP in calo nel primo quadrimestre 2026

INDAGINI E RICERCHE - Il primo quadrimestre 2026 si chiude con un calo generalizzato dell'export dei vini Dop europei, secondo il nuovo Report di Nomisma Wine Monitor. Nessuno dei principali paesi esportatori registra un aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: l'Italia perde il 6,2%, la Francia il 3,4%, la Germania il 5,5%, mentre la Spagna segna il dato peggiore con un -8,5%.

"I dati evidenziati nell'ultimo Report Wine Monitor mettono in luce un export dei vini Dop a doppia velocità dove, in uno scenario di mercato complessivamente in recessione, i bianchi e gli spumanti limitano le perdite mentre molti vini rossi continuano a calare, per quanto non manchino, nella categoria, alcune denominazioni con vendite oltreconfine in aumento" dichiara Denis Pantini, Responsabile Nomisma Wine Monitor.

Sul fronte degli spumanti, lo Champagne chiude il quadrimestre con un +3% nei volumi, mentre i Cremant francesi mettono a segno un +19,4%. In Italia il Prosecco tiene sulle quantità esportate (-0,8%), e l'Asti prova un rimbalzo (+1% a volume) dopo un 2025 negativo, sostenuto anche dagli acquisti cinesi. Il Cava spagnolo, invece, arretra di oltre il 9% a volume.

Tra i vini bianchi fermi, crescono i bianchi di Borgogna e Loira (+6% a volume ciascuno) e soprattutto Bordeaux (+16%). In Italia reggono i bianchi siciliani e toscani, con l'export a valore rispettivamente a +2,8% e +3,3%. Segno negativo invece per i Riesling della Mosella (-11%) e per i bianchi veneti (-4%).

Sui vini rossi gli aumenti restano marginali. La Borgogna cresce del 3% a valore ma cala di pari percentuale a volume. Prosegue il trend negativo di Bordeaux, il cui export a valore scende del 19% (-8% a volume). Anche i rossi Dop italiani soffrono: Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore, mentre il Piemonte limita i danni (-2,5% a valore) crescendo del 9% a volume. In Spagna, la Rioja segna -7,5% a valore e -6% a volume.

"Per quanto il trend di mercato sia abbastanza delineato a seconda della categoria di vino considerata, l'andamento nell'export delle singole denominazioni suggerisce comunque di non generalizzare, dimostrando come i fattori responsabili delle performances di mercato siano di natura congiunturale e strutturale nello stesso tempo, con la seconda componente che in molti casi sta prevalendo, purtroppo, sulla prima" conclude Pantini.

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