Infestazioni delle derrate alimentari: cosa fanno le aziende per prevenirle?

Indagine Rentokil sui Quality Manager agroalimentari: 1 azienda su 10 colpita da infestazioni, rischio reputazionale importante e prevenzione integrata.

10 Giu 2026 - 10:10
Infestazioni delle derrate alimentari: cosa fanno le aziende per prevenirle?

NOTIZIE E DINTORNI - Le infestazioni delle derrate alimentari sono percepite dalle aziende italiane come una minaccia primaria per l'intera filiera agroalimentare, capace di generare danni operativi, economici e soprattutto reputazionali. Lo rivela l'indagine condotta da Rentokil – azienda specializzata nella gestione degli infestanti del gruppo Rentokil Initial – in collaborazione con mUp Research, che ha interrogato i Quality Manager del settore: 1 azienda su 10 ha riscontrato episodi di infestazione negli ultimi tre anni, mentre il 92,5% delle imprese indica nell'impatto sulla reputazione la principale criticità, seguito dai rischi per la sicurezza alimentare (87,6%), dagli impatti sulla continuità operativa (86,4%) e dalla possibile perdita delle certificazioni (77,8%).

L'esposizione al rischio non è uniforme. I player di logistica e distribuzione risultano più esposti della media, con un'incidenza degli interventi nell'ultimo triennio pari al 14,1%, probabilmente per una sottovalutazione del rischio nonostante la maggiore movimentazione delle merci e la complessità dei flussi operativi. Incide anche la dimensione aziendale: le realtà con almeno dieci dipendenti mostrano una maggiore incidenza rispetto alle imprese più piccole.

La risposta delle aziende è marcatamente preventiva. Il 77% dichiara di avere adottato un piano strutturato di monitoraggio e disinfestazione con interventi regolari, un ulteriore 11,2% effettua controlli trimestrali o semestrali, mentre il 4,4% non dispone ancora di un protocollo. Le strategie più diffuse sono i controlli periodici (70,2%), il rafforzamento di pulizia e igiene (62%) e gli interventi preventivi e strutturali (61,2%).

La ricerca che abbiamo condotto evidenzia uno scenario in cui le aziende si dimostrano sempre più inclini a incorporare un piano di pest management continuativo, supportate da operatori specializzati. Eppure, solamente il 6,7% delle stesse utilizza ad oggi le alte temperature per intervenire sulle infestazioni delle derrate.” – commenta Cristian Cavalletto, Business Unit Pest Control Director di Rentokil Initial Italia.

Il trattamento ad alte temperature rappresenta un'evoluzione rispetto ai pesticidi chimici tradizionali, verso cui i parassiti sviluppano rapidamente resistenze. Progettato su misura dopo un sopralluogo tecnico, raggiunge anche macchinari, intercapedini e aree difficilmente accessibili degli impianti agroalimentari.

Attraverso questo trattamento, introdotto in Italia per la prima volta nel 2007, la temperatura dell’ambiente viene portata progressivamente tra i 45°C e i 55°C in modo da agire su tutte le fasi vitali degli infestanti senza l’utilizzo di sostanze chimiche o nocive. Si tratta pertanto di una soluzione fortemente efficace che consente il riutilizzo immediato dei locali trattati, garantendo la continuità operativa, vista come una delle principali criticità da fronteggiare per l’86,4% delle aziende.” – conclude Cavalletto.

Completano l'offerta i trattamenti in atmosfera modificata con gas inerti, il monitoraggio digitale continuo Pest Connect attivo 24/7, le soluzioni di proofing per sigillare i punti di accesso e l'approccio Integrated Pest Management (IPM), che fa di Rentokil un partner strategico a 360° per produzioni sicure, conformi e tutelate.

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