L'agroalimentare italiano cresce: export a 67 miliardi e nuovi record produttivi

L'export agroalimentare italiano raggiunge 67 miliardi nei primi 11 mesi 2025. Crescono vino, formaggi e prodotti da forno

22 Gen 2026 - 14:43
L'agroalimentare italiano cresce: export a 67 miliardi e nuovi record produttivi

INDAGINI E RICERCHE - L'export agroalimentare Made in Italy ha raggiunto quasi 67 miliardi di euro nei primi undici mesi del 2025, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato che supera la performance generale delle esportazioni nazionali, cresciute del 3,1% nello stesso arco temporale. 

Tra le categorie che hanno trainato questa crescita spiccano caffè, prodotti della panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca, confermando la forza del comparto sui mercati internazionali.

Nel complesso, l’andamento dei flussi lascia prevedere una chiusura d’anno che possa assestarsi intorno ai 73 miliardi di euro, segnando un nuovo record.

Crescita economica sostenuta da investimenti pubblici

Durante il terzo trimestre 2025, nonostante le incertezze dello scenario globale incerto per tensioni e politiche commerciali, il settore agroalimentare italiano ha continuato a registrare performance positive. Il successo è attribuibile alla capacità imprenditoriale e alla ricchezza dell'offerta produttiva nazionale.

Il quadro positivo è stato rafforzato da interventi pubblici senza precedenti: dall'inizio del suo mandato, il Governo ha messo a disposizione del comparto primario oltre 15 miliardi di euro, attingendo a fondi nazionali ed europei.

Sul fronte macroeconomico, il Prodotto interno lordo italiano è salito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% su base annua nel terzo trimestre. Il valore aggiunto del comparto agricolo ha segnato un +0,8% sul trimestre precedente e un +0,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. L'occupazione nel settore primario è aumentata dell'1% rispetto al secondo trimestre 2025 e dell'1,5% su base annua.

Un impulso significativo è arrivato dalla produzione vinicola della campagna 2025/2026, stimata intorno ai 47 milioni di ettolitri (+8%), che colloca l'Italia al primo posto mondiale per volume. Risultati incoraggianti si registrano anche per il pomodoro da industria, con un raccolto cresciuto dell'11% rispetto al 2024, e per la frutta estiva, come pesche e nettarine, la cui produzione è aumentata dello 0,5%.

L'incremento della fase primaria ha stimolato anche i ritmi dell'industria alimentare: l'indice della produzione industriale ha guadagnato il 3% rispetto al secondo trimestre 2025 e il 4,5% rispetto al terzo trimestre 2024. Nei primi nove mesi dell'anno i consumi alimentari delle famiglie italiane sono accelerati del 4%, confermando il recupero dei volumi per numerosi prodotti. Tra gli aumenti più significativi: uova (+6,7%), pane (+3,1%), ortaggi freschi (+2,9%), passate di pomodoro (+2%), formaggi freschi (+3,9%), yogurt (+4,9%), carni avicole (+2%) e vini spumanti (+5,8%).

La Dieta Mediterranea, basata su qualità delle materie prime, stagionalità e diversità produttiva, continua a consolidare nel tempo la competitività delle filiere nazionali e l'attrattività dei prodotti italiani. A questo si aggiunge il recente riconoscimento UNESCO della "cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bio-culturale", iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Un risultato che valorizza saperi, territori e tradizioni, sostenendo ulteriormente l'immagine dell'agroalimentare italiano sui mercati.

Le performance dei singoli comparti

Cereali – La produzione di frumento duro in Italia ha toccato circa 3,6 milioni di tonnellate (+3,4%), favorita dall'aumento delle rese e da condizioni climatiche più favorevoli, con un profilo qualitativo complessivamente buono. I prezzi sono passati da 290,92 euro/ton a luglio a 271,50 euro/ton a settembre, per poi attestarsi a 274,90 euro/ton a dicembre 2025. Il frumento tenero ha raggiunto circa 2,5 milioni di tonnellate, in lieve contrazione rispetto al 2024, con prezzi da 247,61 euro/ton a luglio a 245,42 euro/ton a ottobre, fino a 246,79 euro/ton a dicembre 2025. Per il mais, la superficie coltivata è salita a circa 541 mila ettari (+9,2%), con rese di 10,2 t/ha (+2,5%) e produzione di 5,5 milioni di tonnellate (+11,9%). Il prezzo a settembre 2025 si è attestato a 238,56 euro/ton, con un incremento del 6,1% rispetto a settembre 2024 (224,88 euro/ton).

Vino – La campagna mondiale 2025/2026 è stimata a 232 milioni di ettolitri (+3%), con l'Italia che mantiene la leadership globale grazie ai suoi 47 milioni di ettolitri (+8%). Le giacenze a luglio 2025 ammontano a 40,6 milioni di ettolitri, di cui 38,2 di vino, stabili rispetto a luglio 2024. I consumi interni di bollicine sono cresciuti del 5,8% in volume e del 5% in valore nei primi nove mesi del 2025.

Olio EVO – L'annata 2025/26 si caratterizza per una media carica produttiva, con una crescita rispetto alla campagna precedente, trainata soprattutto dalle regioni meridionali. Di conseguenza, i listini medi dell'extravergine italiano sono scesi mediamente poco al di sotto di 8 euro/kg. Nei primi nove mesi 2025 l'export ha raggiunto 303 mila tonnellate (+17%).

Ortofrutta – Nei primi otto mesi 2025 le esportazioni sono salite del 3,9% in quantità e del 6,3% in valore, con un saldo commerciale ancora positivo a 1.739 milioni di euro. Il risultato è stato generato soprattutto dai prodotti trasformati, con 1.680 milioni di euro, mentre i prodotti freschi hanno contribuito con 59 milioni.

Carni bovine – In Italia, nei primi nove mesi 2025, la produzione è cresciuta dell'1,2%, in controtendenza rispetto al contesto UE (-4% nei primi otto mesi). I prezzi dei ristalli sono aumentati fino al +45% su base annua, i vitelloni +25% rispetto al terzo trimestre 2024, i vitelli +15% e le vacche +43%.

Carni avicole – Nei primi nove mesi 2025 la produzione è salita del 4,3%, mentre l'export è cresciuto del 2,3% con un saldo commerciale positivo per oltre 70 mila tonnellate. I prezzi del pollo vivo a fine settembre si sono attestati a 1,58 euro/kg (+17% su settembre 2024) e a novembre a 1,60 euro/kg (+7%). Nei primi nove mesi 2025 le carni avicole rappresentano il 44% degli acquisti complessivi di carne, con volumi in aumento del 3% e valore del 9,7%.

Carni suine e salumi – In Italia, nel periodo gennaio–agosto 2025, l'export di salumi è aumentato del 5,7% sia in volume che in valore. Crescono le esportazioni di prosciutti disossati (+1,8% in volume e +3,7% in valore), di insaccati (+5,3% in volume e +6,9% in valore) e di prosciutti cotti (+8,7% in volume e +5,2% in valore). In lieve recupero anche i consumi domestici di salumi (+0,7% in volume nei primi nove mesi del 2025).

Lattiero-caseari – La produzione UE di latte vaccino nei primi nove mesi del 2025 è in lieve aumento (+0,5%) e a settembre il prezzo medio si è attestato a 53,4 euro/100 kg. In Italia, nei primi nove mesi del 2025, la produzione di latte vaccino è cresciuta dello 0,3% e a ottobre 2025 il prezzo alla stalla è risultato pari a 57,3 euro/100 litri. Tra gennaio e agosto 2025 l'export di formaggi è aumentato del 14,9% in valore e del 5,6% in volume. Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano si registra un +2,2% in volume e un +20,4% in valore. Il Parmigiano Reggiano conferma una dinamica molto positiva, con prezzi in continua ascesa e variazioni a doppia cifra.

Ovicaprino – Il Pecorino Romano ha visto prezzi assestati a 12,5 euro/kg nel periodo gennaio–settembre 2025, con export in crescita dell'1,7% in volume nei primi otto mesi 2025. Il latte ovino si è attestato a circa 160 euro/100 lt (Iva inclusa) nel terzo trimestre 2025 nell'areale sardo. Sul fronte delle carni, a settembre i listini hanno raggiunto 5,04 euro/kg per agnelli leggeri (8–12 kg) e 4,81 euro/kg per capi pesanti (12–20 kg), rispettivamente +14% e +19%, con macellazioni in aumento del 4%.

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