Il Monferrato punta sul vino come motore di sviluppo: tre Consorzi uniti per un piano triennale

Tre Consorzi del Monferrato presentano ad Acqui Terme un piano triennale 2026-2028 per rilanciare il Monferrato come brand vitivinicolo territoriale.

6 Marzo 2026 - 11:34
Il Monferrato punta sul vino come motore di sviluppo: tre Consorzi uniti per un piano triennale
Da sinistra: Francesco Billari, Paolo Ricagno, Magda Antonioli, Danilo Rapetti, Vitaliano Maccario e Stefano Ricagno

ENTI E CONSORZI - Il 3 marzo 2026, al Teatro Ariston di Acqui Terme, si è tenuto il convegno "Il futuro del Monferrato nasce dal vino – Economia, società, paesaggio", evento che ha sancito l'avvio di un percorso strategico condiviso tra tre realtà consortili del territorio: il Consorzio Tutela Vini d'Acqui, il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio per la Tutela dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti DOCG.

Cuore dell'appuntamento è stata la presentazione di un piano triennale di rilancio dell'ecosistema vitivinicolo del Monferrato. L'impostazione scelta supera la logica delle singole denominazioni per abbracciare una prospettiva integrata e sistemica, riconoscendo nella filiera vitivinicola il baricentro economico, sociale e culturale delle colline iscritte nel patrimonio mondiale UNESCO dal 2014.

La sessione, moderata dal giornalista Raffaele Ricciardi, si è aperta con i saluti istituzionali dell'Assessore Regionale Paolo Bongioanni, del Sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti, del Vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Ravetti e del Consigliere Regionale Marco Protopapa. Sono poi intervenuti i Presidenti dei tre Consorzi promotori – Paolo Ricagno, Vitaliano E. Maccario e Stefano Ricagno – formalizzando pubblicamente un'alleanza orientata ad affrontare in modo congiunto le sfide del mercato globale, del ricambio generazionale e della sostenibilità economica delle imprese agricole, con al centro il valore complessivo del territorio.

Stefano Ricagno, Presidente del Consorzio per la Tutela dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti DOCG, ha dichiarato: "È tempo di riportare la filiera al centro del sistema vitivinicolo. Dietro ogni bottiglia di vino non c'è solo un prodotto, ma un intero mondo che parte dal viticoltore e coinvolge ogni attore sociale ed economico. Abbiamo semplificato troppo la comunicazione negli anni passati; ora la nostra missione è far capire e valorizzare le peculiarità di questa filiera, lavorando concretamente affinché torni a essere il vero motore del futuro del Monferrato."

Vitaliano E. Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, ha inquadrato l'iniziativa in una cornice più ampia: "Il Piemonte enologico è un mosaico di diversità che va tutelato nella sua interezza. Dalle grandi cooperative ai piccoli produttori, ognuno è un tassello fondamentale per affrontare mercati complessi e instabilità geopolitiche. Abbiamo un patrimonio di vitigni autoctoni unico al mondo: l'unione di questi tre Consorzi nasce proprio dalla volontà di trasformare questa varietà in un'unica, potente idea comune per la difesa e la promozione del territorio."

Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela Vini d'Acqui, ha chiuso il giro di dichiarazioni sottolineando: "Fare squadra tra Consorzi è un atto di coraggio e visione: da soli non si vincono le sfide dei mercati globali. Rappresentiamo un territorio che esprime cinque denominazioni di prestigio e 150 milioni di bottiglie: non abbiamo nulla da invidiare ad altri territori. Dobbiamo essere i primi ambasciatori orgogliosi della nostra terra, facendo sì che ogni turista che arriva tra queste colline trovi nei nostri vini l'anima del Monferrato."

Il programma ha incluso contributi di carattere scientifico e accademico. Francesco Billari, Rettore dell'Università Bocconi e Professore di Demografia, ha posto l'accento sul ruolo delle dinamiche demografiche come chiave interpretativa del futuro: partendo dai record globali registrati nel biennio 2024–2025 e dai dati specifici delle province di Alessandria e Asti, ha evidenziato come il calo della natalità e la progressiva contrazione del peso delle nuove generazioni rendano necessarie strategie mirate per la tutela del capitale umano, configurando l'Italia come laboratorio di innovazione per la tenuta del sistema produttivo.

Magda Antonioli, Senior Professoressa di Economia e Politica del Turismo, Direttrice del Master in Economics of Tourism e Responsabile del Tourism Lab (CLEACC) presso l'Università Bocconi, ha illustrato come turismo esperienziale ed enogastronomia rappresentino leve decisive per lo sviluppo. A fronte di una domanda internazionale sempre più consapevole, ha indicato la necessità di un'offerta integrata e di una comunicazione capace di intercettare anche la Gen Z. Nel raffronto con Langhe e Roero, il Monferrato – pur riconosciuto dall'UNESCO – è chiamato a costruire un proprio brand, valorizzando identità, paesaggio e il coinvolgimento attivo della comunità locale.

Matteo Casagrande Paladino, Direttore Generale di Colline e Oltre S.p.A. – società partecipata da Intesa Sanpaolo insieme a Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore, con sede a Pavia dove si trova anche la Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo dedicata alle aziende dell'agroalimentare italiano – ha portato la case history dell'Oltrepò Pavese. Dal 2021 la società lavora per definire come un'azione coordinata tra finanza, istituzioni e operatori locali possa generare interventi concreti di rilancio e qualificazione nei settori alberghiero, ristorativo ed enogastronomico, proponendosi come modello di riferimento per il Monferrato.

Le linee guida operative del piano triennale sono state presentate da Andrea Pirola, CEO di WHITEmc e advisor marketing e strategico del progetto. La roadmap 2026-2028 si articola in tre fasi consecutive – ricostruzione, espansione e consolidamento – con l'obiettivo di rigenerare la competitività del territorio e trasformare il Monferrato in un brand territoriale riconoscibile. Tra i macro-obiettivi figurano il sostegno del prezzo medio a protezione della marginalità della filiera e l'intercettazione di nuovi trend di consumo, tra cui mixology, moderazione e convivialità informale. Il progetto, descritto da Pirola come "sistemico, misurabile e replicabile", prevede di costruire una base solida in vista della futura fase di export, attraverso un mix di canali tradizionali – televisione, media generalisti, GDO e trade – e strumenti digitali, quali social media, ambassador ed esperienze dirette sul territorio, per comunicare autenticità e sostenibilità a scala globale.

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