Dal clima alla vigna: Franciacorta pubblica il IV Rapporto Ricerca & Sviluppo 2026

Il Consorzio Franciacorta pubblica il Rapporto Ricerca & Sviluppo 2026: uno studio su clima, vigneto e ricerca scientifica per il futuro della denominazione

31 Marzo 2026 - 16:29
Dal clima alla vigna: Franciacorta pubblica il IV Rapporto Ricerca & Sviluppo 2026

ENTI E CONSORZI - Il Consorzio Franciacorta ha pubblicato il IV Rapporto di Attività Ricerca & Sviluppo 2026, documento che rappresenta uno degli strumenti più significativi per comprendere l'evoluzione tecnica e scientifica del territorio. Il Rapporto analizza l'annata 2025 dal punto di vista agrometeorologico, fenologico ed enologico, delineando al contempo le principali linee di ricerca che orientano la viticoltura della denominazione. Nel corso degli anni la Franciacorta si è progressivamente affermata come laboratorio di innovazione vitivinicola, trasformando le dinamiche agronomiche ed enologiche del territorio in strumenti operativi a disposizione dei produttori.

Il 2025 si è distinto per una marcata variabilità stagionale: una prima parte dell'anno umida e instabile ha ceduto il passo a un'estate più calda ma senza eccessi prolungati, con un andamento complessivamente in linea con la media storica. Sul fronte idrico, l'anno idrologico 2024–2025 si è rivelato il più piovoso dal 1997, con precipitazioni superiori del 35% rispetto alla media. Nonostante le condizioni climatiche complesse, la maturazione delle uve ha evidenziato un equilibrio favorevole tra accumulo zuccherino e mantenimento dell'acidità.

Il Rapporto evidenzia il ruolo crescente dei sistemi di monitoraggio e dei modelli previsionali nella lettura dell'andamento stagionale e delle principali criticità del vigneto. Nel corso dell'anno sono stati effettuati oltre 285 rilievi fenologici su più di 50 vigneti monitorati, mentre il bollettino fitosanitario della denominazione ha registrato 39 emissioni, consolidandosi come strumento strategico di supporto decisionale per i viticoltori. L'integrazione tra dati meteorologici, cinetiche di maturazione e dinamiche epidemiologiche ha consentito interventi sempre più tempestivi e mirati nella gestione del vigneto.

Sul piano fitosanitario, il Rapporto documenta un'evoluzione dell'approccio alla difesa della vite: il modello si sposta da una logica prevalentemente reattiva verso un sistema preventivo basato sul monitoraggio continuo delle avversità e sull'utilizzo integrato dei dati raccolti nel tempo. Gli studi riguardano in particolare la peronospora, gli insetti fitomizi e le dinamiche epidemiologiche dei giallumi della vite, con l'obiettivo di migliorare l'efficacia degli interventi e ridurne l'impatto complessivo sull'ambiente.

La sostenibilità ambientale occupa uno spazio rilevante nella ricerca. I progetti in corso analizzano la qualità biologica dei suoli e la biodiversità del vigneto attraverso protocolli avanzati di zonazione, mentre specifiche sperimentazioni valutano l'impiego di biochar e biostimolanti naturali per migliorare fertilità e vitalità dei terreni. Completano il quadro i progetti dedicati ai vigneti plastic free e lo sviluppo di strumenti digitali per la gestione agronomica e fitosanitaria. La sostenibilità si configura così non più come obiettivo progettuale, ma come elemento strutturale della competitività della denominazione, all'interno di un modello di viticoltura orientato a principi rigenerativi.

Accanto alla dimensione agronomica, il Rapporto dedica spazio alla sperimentazione enologica, alle innovazioni tecnologiche applicate al settore e al ruolo crescente del laboratorio di microvinificazione, che consente di testare su scala ridotta nuovi protocolli di vinificazione e di affinamento. Nel corso del 2025 sono state condotte attività di microtiraggio e vendemmie sperimentali, accompagnate dallo sviluppo di protocolli sensoriali standardizzati per il monitoraggio qualitativo delle microvinificazioni. In questo ambito si inseriscono anche gli studi sulle potenzialità enologiche dell'Erbamat e i casi studio del progetto GrapePress4.0 applicati a Chardonnay e Pinot Bianco.

Sul tema del cambiamento climatico, i tecnici stanno sviluppando modelli agronomici attraverso vigneti sperimentali e sistemi avanzati di gestione dell'irrigazione, con l'obiettivo di garantire stabilità produttiva e qualità delle uve in condizioni ambientali sempre più variabili, lavorando sull'ottimizzazione delle risorse idriche e sull'adattamento del vigneto alle nuove condizioni ambientali.

Il Rapporto restituisce anche una fotografia aggiornata della denominazione. Nel 2025 la superficie vitata complessiva ha raggiunto 3.546,3 ettari: lo Chardonnay si conferma la varietà dominante con 2.744,6 ettari, seguito dal Pinot Nero con 678,6 ettari. Quest'ultimo ha fatto registrare una crescita significativa nell'ultimo decennio: dal 2014 al 2025 la sua quota è passata dal 14,8% al 19,1% del vigneto totale, con un incremento di circa 273 ettari.

"La ricerca rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti attraverso cui Franciacorta costruisce il proprio futuro. Il lavoro che portiamo avanti, dal monitoraggio climatico alle sperimentazioni agronomiche ed enologiche, nasce dall'esigenza di offrire ai produttori strumenti sempre più avanzati per interpretare il cambiamento climatico, migliorare la gestione del vigneto e rafforzare la qualità dei nostri vini. Questo Rapporto testimonia un percorso collettivo che unisce rigore scientifico, condivisione dei dati e visione di lungo periodo per la sostenibilità della denominazione", ha dichiarato Cesare Bosio, Vicepresidente del Consorzio Franciacorta con delega alla Ricerca & Sviluppo.

Nel complesso, il IV Rapporto di Attività Ricerca & Sviluppo restituisce l'immagine di una denominazione che individua nella conoscenza scientifica uno dei propri pilastri strategici. Attraverso una rete articolata di studi agronomici, sperimentazioni enologiche e monitoraggi climatici, la Franciacorta consolida la propria capacità di rispondere alle trasformazioni ambientali e produttive del presente, mantenendo al centro la qualità del vino e la sostenibilità del territorio.

Il Consorzio Franciacorta, fondato il 5 marzo 1990 e con sede a Erbusco, è l'organismo che garantisce e controlla il rispetto del disciplinare di produzione. Il Franciacorta è stato il primo vino italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nel 1995. Il Consorzio riunisce oltre 120 cantine ed è presieduto da Emanuele Rabotti. Le sue attività spaziano dalla tutela del marchio e del territorio alla promozione del vino e del metodo Franciacorta, fino all'informazione e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo della denominazione.

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