Obesità infantile, i Pastai di Unione Italiana Food chiedono rigore scientifico

I Pastai di Unione Italiana Food intervengono sull’obesità infantile: le evidenze scientifiche non attribuiscono alla pasta un ruolo causale

28 Lug 2026 - 11:12
Obesità infantile, i Pastai di Unione Italiana Food chiedono rigore scientifico

ENTI E CONSORZI - Le evidenze scientifiche disponibili non attribuiscono alla pasta un ruolo causale nell’insorgenza del sovrappeso e dell’obesità infantile. È la posizione espressa dai Pastai di Unione Italiana Food in riferimento all’articolo pubblicato dalla BBC sul tema, con la richiesta di riportare il dibattito su un piano rigorosamente scientifico.

Secondo la letteratura internazionale, l’obesità infantile è un fenomeno complesso e multifattoriale, legato all’equilibrio complessivo della dieta, agli stili di vita, all’attività fisica e a diversi fattori ambientali e comportamentali. Le evidenze attuali non individuano invece nella pasta, né negli altri alimenti centrali della tradizione mediterranea, una causa diretta del sovrappeso.

Inserita nelle corrette porzioni all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata, la pasta rappresenta uno dei pilastri della Dieta Mediterranea. Gli studi più recenti ne confermano il contributo all’adeguatezza nutrizionale della dieta e al benessere metabolico e cardiovascolare. L’abbinamento con verdure, legumi e altri alimenti di origine vegetale consente inoltre di comporre pasti completi ed equilibrati.

Queste indicazioni sono riportate anche nel Consensus Statement “Healthy Pasta Meal”, rinnovato nel 2025 da Unione Italiana Food, dalla Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA) e dal CEPEA. Il documento, sottoscritto da 29 scienziati provenienti da 9 Paesi, ribadisce il ruolo della pasta in un modello alimentare equilibrato, evidenziando che il suo consumo non è associato all’obesità e può contribuire al benessere metabolico, cardiovascolare e nutrizionale.

“Quando si affrontano temi delicati come l'obesità infantile è fondamentale evitare semplificazioni che rischiano di distogliere l'attenzione dalle vere cause del fenomeno. Come industria alimentare crediamo sia nostro dovere promuovere un'informazione corretta, fondata sulle evidenze scientifiche e su una cultura dell'equilibrio alimentare. La pasta è da sempre uno dei simboli della Dieta Mediterranea e continua a rappresentare un alimento pienamente coerente con uno stile di vita sano, nell'ambito di un'alimentazione varia ed equilibrata”, dichiara Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.

Margherita Mastromauro

Sul contributo nutrizionale dell’alimento interviene anche Silvia Migliaccio, Presidente Società Italiana Scienza dell'Alimentazione (SISA).

“Le evidenze attuali confermano che la pasta, se consumata nell'ambito di una dieta equilibrata, contribuisce all'adeguatezza nutrizionale, al benessere metabolico e alla sostenibilità ambientale” - commenta Silvia Migliaccio, Presidente Società Italiana Scienza dell'Alimentazione (SISA) - “Il consumo di pasta è stato anche collegato a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, senza aumentare l'incidenza del diabete, migliorando il senso di sazietà, fornendo al contempo proprietà antiossidanti e prebiotiche. La ricerca in corso suggerisce possibili effetti cronobiologici, come il miglioramento del sonno e della regolazione circadiana, soprattutto quando la pasta viene consumata a cena. Nel complesso, la pasta emerge come un alimento nutrizionalmente prezioso, culturalmente significativo e rispettoso dell’ambiente che sostiene sia la salute umana che quella del pianeta quando integrato in un modello alimentare equilibrato”.

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