ANIR Confindustria chiede una cabina di regia per la politica industriale dei servizi
ANIR Confindustria propone una cabina di regia nel Governo e presenta le priorità per la ristorazione collettiva, dalla revisione prezzi al lavoro.
ENTI E CONSORZI - ANIR Confindustria chiede una cabina di regia nel Governo, con una delega specifica ai servizi e un interlocutore istituzionale riconoscibile. La proposta è stata avanzata dal presidente Massimo Piacenti durante “Italia, Storie IMMENSE 2026 – Grande Ristorazione, Cibo Pubblico”, all'Auditorium dell'Ara Pacis di Roma.
L'associazione intende presentare ai leader politici nazionali un documento di proposte che affronta tre priorità: politica industriale dei servizi, applicazione della revisione prezzi e contrattazione nel settore della ristorazione collettiva.
«Per realizzare una politica industriale dei servizi serve una cabina di regia all’interno del Governo, con una delega esplicita e un interlocutore riconoscibile», ha dichiarato Piacenti, chiedendo che questa responsabilità trovi spazio nel Governo della prossima legislatura.
Sulla revisione prezzi, il presidente ha proposto una cabina di monitoraggio e annunciato un confronto con le altre associazioni.
«Sulla revisione ordinaria dei prezzi, il passo successivo è verificare come le pubbliche amministrazioni recepiscono e applicano le linee guida. Dobbiamo misurarne gli effetti concreti sui contratti».
L'attenzione riguarda anche le condizioni di lavoro e l'organizzazione di un servizio essenziale per scuole, ospedali, luoghi di lavoro e comunità.
«Salari, produttività e welfare devono essere affrontati insieme. La contrattazione deve riconoscere le specificità della ristorazione collettiva e valorizzare anche il contributo del welfare aziendale», ha sottolineato Piacenti.
Grande Ristorazione Italiana, le prime stime del Centro Studi ANIR
Durante l'evento, il direttore generale Paolo Valente ha presentato la prima rielaborazione del Centro Studi ANIR. La Grande Ristorazione Italiana vale circa 8,5 miliardi di euro di fatturato, comprende 4.300 imprese e occupa 150 mila persone. Al suo interno, la ristorazione collettiva rappresenta circa 4,5 miliardi di euro, con 1.000 imprese e 100 mila addetti. Le stime costituiscono una prima base per approfondire la conoscenza del settore.
«Con il lavoro del Centro Studi vogliamo definire e misurare il perimetro della Grande Ristorazione, rendendo riconoscibile una realtà industriale già presente nel Paese», ha spiegato Valente.
Il progetto punta a coinvolgere l'intera filiera, dall'industria alimentare alla distribuzione, dalla logistica alle tecnologie.
«L’obiettivo è costruire una rappresentanza capace di coinvolgere l’intera filiera, valorizzando le competenze e le attività che concorrono alla qualità del servizio».
Il direttore generale ha inoltre richiamato il lavoro avviato con i partner:
«L’interesse emerso nella nostra assemblea è una base concreta per rafforzare questo percorso. Vogliamo sviluppare rapporti diretti tra le nostre imprese e chi opera nella ricerca, nelle applicazioni e nello sviluppo, mettendo queste competenze al servizio della crescita del settore».
Le prossime iniziative dell'associazione
Le priorità emerse durante IMMENSE saranno raccolte in un documento destinato ai leader politici nazionali.
«Presenteremo ai leader politici nazionali un documento sintetico di proposte per la ristorazione collettiva e per il settore dei servizi. Chiederemo incontri e impegni precisi sulle priorità emerse», ha annunciato Piacenti.
«Vogliamo contribuire alla definizione di una politica industriale dei servizi, assumendoci le nostre responsabilità di imprese e chiedendo alle istituzioni obiettivi condivisi e un’interlocuzione stabile», ha concluso il presidente di ANIR Confindustria.








