Arancia Rossa di Sicilia IGP, campagna chiusa con oltre 24 milioni di kg

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP chiude la campagna 2025/2026 con oltre 24 milioni di kg, nonostante i danni provocati dal ciclone Harry agli agrumeti.

21 Lug 2026 - 16:12
Arancia Rossa di Sicilia IGP, campagna chiusa con oltre 24 milioni di kg

ENTI E CONSORZI - La campagna 2025/2026 dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP si è conclusa con oltre 24 milioni di chilogrammi di prodotto, nonostante i danni provocati dal ciclone Harry negli agrumeti dell’areale della denominazione.

L’evento meteorologico, caratterizzato da raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari, ha causato perdite di prodotto in campo e reso più complesse anche le successive fasi di lavorazione. Produttori, confezionatori e operatori della filiera hanno dovuto affrontare maggiori costi, una selezione più rigorosa negli stabilimenti e ulteriori passaggi di controllo.

«Quella appena conclusa è stata un’annata che ci ha messo di fronte a qualcosa che non avevamo mai visto prima – sottolinea Gerardo Diana, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP – il ciclone Harry ha generato danni enormi, con raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari e conseguenze pesanti sia in campo, sia nelle fasi successive di lavorazione, eppure i nostri soci, sostenendo direttamente i costi e affrontando l’emergenza con grande senso di responsabilità anche nei confronti del consumatore, hanno saputo gestire una crisi straordinaria con intelligenza, organizzazione e lungimiranza».

Nonostante la riduzione della disponibilità iniziale, la filiera è riuscita a mantenere la presenza dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP sul mercato, un risultato conferma il ruolo della denominazione nella tutela, nella tracciabilità e nella riconoscibilità del prodotto.

Il saldo della campagna viene quindi valutato positivamente: «Alla luce di tutto questo il saldo finale va letto come un successo – prosegue Diana – perché partivamo da una situazione in cui si stimavano danni molto rilevanti, tra perdite agricole, prodotto caduto a terra e ulteriori scarti in lavorazione; invece, l’essere riusciti a portare avanti la campagna, garantendo qualità e serietà al mercato, è un segnale di grande forza dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP che esce da questa prova più forte, più consapevole e più organizzata di prima».

Crescono online e vendita diretta

Tra i dati della stagione emerge anche l’ulteriore crescita delle vendite online e dei canali diretti, che hanno contribuito a mantenere il rapporto tra la denominazione e i consumatori durante una campagna particolarmente complessa.

Dopo il ciclone, il Consorzio ha inoltre avviato un confronto con la grande distribuzione per sostenere la presenza del prodotto sugli scaffali e valorizzare il lavoro svolto dalla filiera nella selezione delle arance conformi agli standard previsti dall’Indicazione Geografica Protetta.

«Come Consorzio vogliamo continuare a dire la nostra, con ancora più convinzione – conclude Gerardo Diana – e per questo rivolgo un grazie sincero a tutti i nostri consorziati che hanno dimostrato che anche davanti a un evento estremo è possibile fare sistema, difendere il prodotto, tutelare il territorio e rafforzare la reputazione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP».

I numeri del Consorzio

Il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP è nato nel 1994 per promuovere e tutelare in Italia e all’estero le tre varietà della denominazione: Tarocco, Moro e Sanguinello.

La realtà riunisce più di 500 aziende agricole associate e oltre 7.200 ettari certificati IGP, dei quali 1.000 condotti in regime biologico, distribuiti in 32 comuni. Alla filiera fanno inoltre riferimento migliaia di lavoratori, sei intermediari di mercato e più di 70 centri di confezionamento.

Sono oltre 300 le etichette autorizzate a utilizzare la denominazione protetta come ingrediente in prodotti elaborati, trasformati o composti e inserite nell’albo consortile.

Nel 2025 l’Arancia Rossa di Sicilia IGP ha confermato il terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a Indicazione Geografica, secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita. Nel 2023 occupava la quinta posizione.

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