Franchising, la Lombardia genera il 32,3% del giro d’affari nazionale
La Lombardia genera il 32,3% del fatturato nazionale del franchising, con 12,6 miliardi di euro, 23.219 punti vendita e 128.683 addetti
INDAGINI E RICERCHE - La Lombardia si conferma la prima regione italiana per rilevanza economica nel franchising, con 12,6 miliardi di euro di giro d'affari nel 2025, pari al 32,3% dei 39 miliardi generati complessivamente dal settore in Italia.
A delineare il quadro è il Rapporto Assofranchising Italia 2026 – Strutture, Tendenze e Scenari, realizzato da Patrigest insieme a TEHA Group. Il peso della Lombardia emerge anche dai dati sulla rete commerciale e sull'occupazione: nella regione operano 197 insegne, alle quali fanno capo 23.219 punti vendita, il 37% dei 62.449 presenti sul territorio nazionale.
Gli addetti sono 128.683, corrispondenti al 39% dei 327.200 occupati nel franchising italiano. La regione concentra quindi circa un terzo del fatturato e quasi quattro lavoratori su dieci dell'intero comparto.
Il mercato nazionale cresce nell'occupazione e consolida la rete
Il franchising italiano rappresenta l'1,7% del PIL nazionale. Nel 2025 il comparto ha raggiunto un giro d'affari di 39 miliardi di euro, sostenuto soprattutto da GDO, abbigliamento e ristorazione, che insieme generano il 75% del fatturato complessivo.
La rete commerciale rimane sostanzialmente stabile: i punti vendita passano da 62.902 a 62.449, con una flessione dell'1%. L'occupazione registra invece un incremento del 12%, superando i 327.200 addetti, con una media superiore a cinque lavoratori per esercizio.
Il mercato è composto prevalentemente da reti di piccole dimensioni: il 64% conta meno di 50 punti vendita. Accanto a queste opera un gruppo di catene medio-grandi, pari al 7% del totale, che comprende realtà con un numero di esercizi compreso tra 200 e 500 e guida la crescita del settore.
Tra i comparti più dinamici figurano GDO, cura della persona, salute, pet care e auto e riparazioni, sostenuti dall'evoluzione dei consumi e dalla maggiore attenzione degli italiani al benessere.
Sul fronte internazionale, il 41% dei brand italiani è già presente all'estero, mentre un ulteriore 20% prevede di avviare un percorso di espansione nei prossimi tre anni.
Milano è il principale polo del franchising lombardo
All'interno della Lombardia, la distribuzione delle attività evidenzia una forte concentrazione nell'area metropolitana di Milano. Il capoluogo ospita 132 brand, circa due terzi delle 197 insegne attive nella regione.
Alle imprese con sede a Milano fanno capo 19.248 punti vendita, che impiegano 113.879 addetti e generano un fatturato superiore a 11,1 miliardi di euro. Una cifra che corrisponde a quasi l'88% del giro d'affari regionale.
Al di fuori del capoluogo, Monza e Brianza costituisce il secondo bacino lombardo sia per fatturato sia per numero di punti vendita, con 383,6 milioni di euro e 1.002 esercizi.
Bergamo conta 17 insegne, un giro d'affari superiore a 323 milioni di euro e quasi 2.000 occupati. Seguono Varese, con 258 milioni di euro, Brescia, con 200 milioni, e Como, che sfiora i 190 milioni.
Il modello del franchising è presente anche a Mantova, Lecco, Lodi e Pavia, province caratterizzate da volumi più contenuti e da una minore densità abitativa.
Assofranchising: accesso al credito e personale tra le priorità
“I dati evidenziano come la Lombardia rappresenti il principale hub nazionale del franchising, grazie alla concentrazione di marchi, competenze imprenditoriali e servizi avanzati” – afferma Massimiliano Maffioli, Presidente di Assofranchising. “La forte leadership di Milano si combina con una rete di province dinamiche che contribuiscono allo sviluppo del settore, confermando la capacità del territorio lombardo di attrarre investimenti, creare occupazione e sostenere la crescita delle reti in franchising. In questo scenario, Assofranchising svolge un ruolo centrale nel rappresentare e accompagnare le imprese, mettendo a disposizione competenze, strumenti e occasioni di confronto per affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione. Tra le priorità c’è certamente l’accesso al credito, che resta un elemento determinante soprattutto per chi vuole avviare o ampliare un’attività, ma anche la ricerca e la valorizzazione delle competenze e del personale, sempre più strategiche per sostenere la crescita delle reti. Il nostro obiettivo è continuare a essere al fianco delle imprese, favorendo condizioni che permettano al franchising di esprimere pienamente il proprio potenziale di sviluppo, innovazione e occupazione”.








