Settembre allunga la stagione degli hotel italiani

Settembre cresce nel turismo italiano, soprattutto grazie agli stranieri. Per alcuni hotel cambia già la gestione di personale, servizi e aperture

9 Sett 2026 - 10:25
Settembre allunga la stagione degli hotel italiani

INDAGINI E RICERCHE - Per molti hotel stagionali italiani agosto ha rappresentato a lungo il confine operativo dell’estate: dopo il picco delle vacanze iniziavano la riduzione del personale, la chiusura progressiva dei servizi e la programmazione delle manutenzioni. I dati più recenti suggeriscono però che quel confine sia diventato meno netto. Settembre pesa più di qualche anno fa, soprattutto grazie alla clientela straniera. Ma non è ancora corretto parlare di un nuovo mese di alta stagione valido per tutta l’ospitalità italiana.

La differenza è importante. Una crescita delle presenze non equivale necessariamente a un allungamento della stagione alberghiera, e un aumento di settembre potrebbe anche dipendere da uno spostamento dei viaggi rispetto ai mesi precedenti. È proprio distinguendo questi fenomeni che emerge il cambiamento più interessante.

Settembre cresce più di agosto

Nel 2018 le strutture ricettive italiane registrarono a settembre 45,7 milioni di presenze. Secondo i dati provvisori Istat, nel 2025 sono diventate 52,4 milioni, circa il 14,6% in più. Nello stesso periodo agosto è passato da 83,5 a 85,2 milioni, con una crescita di appena il 2%.

Il divario rimane molto ampio, ma si è ristretto. Nel 2018 le presenze di settembre equivalevano al 54,7% di quelle di agosto; nel 2025 il rapporto sale al 61,5%.

Non significa però che le vacanze si siano semplicemente spostate in avanti. Anche giugno è cresciuto molto: dalle 50,2 milioni di presenze del 2018 alle 59 milioni del 2025. Nell’insieme dei quattro mesi giugno-settembre, il peso di settembre passa dal 18% al 19%.

La fotografia è quindi quella di una stagione che tende ad allargarsi ai margini, più che di un agosto trasferito a settembre.

Il motore è soprattutto il turismo straniero

La trasformazione diventa ancora più evidente osservando la provenienza degli ospiti.

Nel settembre 2018 i residenti italiani avevano prodotto circa 19,1 milioni di presenze e gli stranieri 26,7 milioni. Nel settembre 2025 gli italiani sono ancora intorno a 19,2 milioni, mentre gli stranieri arrivano a circa 33,2 milioni. La quota internazionale passa così dal 58,3% al 63,4% delle presenze del mese.

Il confronto suggerisce quindi che il rafforzamento di settembre sia stato sostenuto soprattutto dalla crescita della domanda internazionale, mentre la componente italiana è rimasta sostanzialmente stabile.

Lo conferma l’intera estate 2025. Tra giugno e settembre le presenze straniere sono aumentate dell’8,3% rispetto al 2024, mentre quelle italiane sono diminuite dello 0,8%. Anche la spesa internazionale rimane consistente: secondo Banca d’Italia, nel solo settembre 2025 le entrate generate dai viaggiatori stranieri hanno raggiunto 6,1 miliardi di euro, il 2,9% in più rispetto a un anno prima.

Più turismo non significa automaticamente più domanda alberghiera

Nel settembre 2025 le presenze complessive nelle strutture ricettive italiane sono aumentate del 3,7% rispetto all’anno precedente. Negli alberghi la crescita è stata soltanto dell’1,2%, mentre nell’extralberghiero ha raggiunto il 7,4%.
Il dato suggerisce prudenza: settembre sta rafforzando il proprio peso nel turismo italiano, ma questo non significa che tutti gli hotel stiano beneficiando nello stesso modo dell’allungamento della stagione. Per una struttura alberghiera, quindi, il dato nazionale sulle presenze non basta per decidere se prolungare personale, servizi e forniture. Conta soprattutto ciò che accade nella singola destinazione, la composizione della clientela e l’andamento reale delle prenotazioni della struttura. È proprio questa differenza a rendere settembre un mese più difficile da classificare: in alcune aree può ormai funzionare come prosecuzione dell’estate, mentre in altre continua a segnare un netto rallentamento della domanda alberghiera.

Quando settembre cambia davvero il lavoro dell’hotel

È soprattutto nelle strutture stagionali che questo cambiamento diventa organizzativo. Se le camere continuano a essere vendute, non basta posticipare la data di chiusura. Servono housekeeping, lavanderia, reception e manutenzione; occorre decidere fino a quando mantenere aperti ristorante, bar, spa o altri servizi; vanno riprogrammati acquisti, scorte, ferie e turnazioni. 

Anche i contratti stagionali possono dover coprire periodi più lunghi. Federalberghi rileva che nel 2024 i lavoratori stagionali delle aziende turistico-ricettive hanno lavorato mediamente 149 giornate, il 4,9% in più rispetto al periodo pre-pandemico. Il dato non dimostra che la causa sia settembre, ma indica che la durata del lavoro stagionale si sta già ampliando.

Esistono poi casi in cui il prolungamento è esplicito. Federalberghi Rimini segnala per settembre 2026 hotel che resteranno aperti fino al 27 del mese grazie alle prenotazioni già ricevute e a un calendario che comprende MotoGP, fiere ed eventi sportivi. In Sardegna, Delphina Hotels & Resorts ha programmato per alcune strutture del Nord dell’isola aperture fino a ottobre: il Resort Cala di Falco, per esempio, resta operativo fino al 25 ottobre 2026.

Sono esempi significativi, ma proprio perché specifici mostrano perché non sia ancora possibile generalizzare.

Perché settembre sta diventando più forte

Dietro il rafforzamento di settembre ci sono fattori diversi, che non incidono allo stesso modo su tutte le destinazioni. Il primo è la crescita della domanda internazionale, meno legata rispetto a quella italiana al calendario scolastico e alla concentrazione delle ferie in agosto. A questo si aggiunge la ricerca di periodi meno affollati e, in molte aree, con temperature più favorevoli per visitare città, praticare attività outdoor o alternare mare ed esperienze sul territorio.

Nel 2025 il 22% degli europei intenzionati a viaggiare indicava settembre, poco meno del 25% registrato sia a luglio sia ad agosto. Nel 2026 Booking.com rileva inoltre che il 42% dei viaggiatori intervistati programma soggiorni fuori dai periodi di picco e il 25% cerca destinazioni con temperature più fresche.

Anche eventi, fiere, congressi, manifestazioni sportive e city break possono sostenere la domanda dopo agosto. È proprio questa combinazione a rendere settembre più resistente nelle destinazioni che riescono ad affiancare al prodotto estivo motivazioni di viaggio diverse dal solo soggiorno balneare.

Non un nuovo agosto, ma un calendario meno rigido

I numeri non permettono quindi di dire che settembre sia diventato un mese aggiuntivo di alta stagione per l’intero comparto alberghiero italiano. Permettono però una conclusione più concreta: per gli hotel con forte clientela internazionale e per le destinazioni capaci di generare domanda anche attraverso eventi, outdoor, cultura o benessere, settembre è sempre meno un mese in cui iniziare automaticamente a smobilitare.

Il cambiamento non consiste nella scomparsa della stagionalità. Consiste piuttosto nella perdita di un confine operativo valido per tutti. La decisione su quando ridurre personale, servizi e forniture deve seguire più da vicino prenotazioni, provenienza della clientela e calendario della destinazione.

Settembre non è ancora un nuovo agosto nazionale. Ma per una parte dell’ospitalità italiana è già troppo importante per essere gestito come se l’estate fosse necessariamente finita il 31 agosto.

Fonti utilizzate per la realizzazione di questo approfondimento

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2019/12/C19.pdf

https://www.istat.it/comunicato-stampa/flussi-turistici-ii-trimestre-2025/

https://www.istat.it/comunicato-stampa/flussi-turistici-iii-trimestre-2025/

https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/rapporti-estero/turismo-internazionale/evidenze-mensili/documenti/2025/Commento-settembre-2025.pdf

https://roma.federalberghi.it/comunicati/comunicati.aspx?idel=1364&sito=nazionale

https://news.federalberghi.it/overview/a-san-marino-e-in-riviera-la-stagione-turistica-si-protrae-con-un-settembre-ricc.aspx

https://www.delphina.it/sardegna/blog/vacanze-settembre-ottobre.html

https://etc-corporate.org/news/europeans-eager-to-travel-with-growing-interest-in-quieter-places/

https://news.booking.com/bookingcom-research-reveals-how-climate-uncertainty-is-reshaping-peak-season-travel/

Compila il mio modulo online.