Il caffè conquista nuovi momenti di consumo: La Pavoni esplora la coffee mixology con Nicolò Zorlon

L’indagine AstraRicerche per La Pavoni fotografa nuovi consumi del caffè, dalla socialità al bar fino a iced coffee, aperitivo e mixology.

9 Sett 2026 - 14:21
Il caffè conquista nuovi momenti di consumo: La Pavoni esplora la coffee mixology con Nicolò Zorlon

INDAGINI E RICERCHE - Il caffè resta un rito quotidiano per gli italiani, ma iniziano a cambiare i momenti e le modalità di consumo. Secondo un’indagine condotta da AstraRicerche per La Pavoni, il 38,6% degli italiani associa il “bere un caffè fuori casa” soprattutto alla possibilità di incontrare altre persone e scambiare due chiacchiere. Accanto alla dimensione sociale emerge però anche una maggiore curiosità verso proposte e occasioni diverse da quelle tradizionali.

Il 41,3% degli intervistati si dichiara infatti incuriosito da preparazioni più sperimentali, come iced coffee e shakerati. Anche i momenti della giornata iniziano ad ampliarsi: l’11,1% immagina di consumare bevande a base di caffè durante l’aperitivo e l’8,6% dopo cena.

Percentuali ancora contenute, ma che indicano come il caffè stia trovando spazio anche al di fuori della colazione e della pausa, entrando progressivamente nel daytime, nell’aperitivo e nella mixology.

Il bar resta soprattutto un luogo di relazione

La componente sociale continua a incidere sulla scelta di consumare il caffè fuori casa. Oltre all’incontro con altre persone, il 33,4% indica come motivazione la comodità di trovarsi già in giro, una risposta particolarmente diffusa nella GenZ, mentre il 33,1% cita il desiderio di concedersi una pausa durante la giornata.

Alla funzione pratica si affiancano qualità ed esperienza. Quasi un italiano su quattro sceglie il bar per la qualità del caffè: il dato raggiunge il 23,8%, con un picco del 39% tra gli uomini Millennials. Il 20% cerca invece un’esperienza piacevole e curata, percentuale che sale al 28% tra le donne Millennials.

In questo scenario acquista rilievo anche la colazione fuori casa. Quasi due italiani su tre, il 64,8%, ritengono che negli ultimi anni sia diventata maggiormente capace di creare occasioni di incontro. Per il 43% degli intervistati rappresenta già oggi un vero momento di socialità, mentre un ulteriore 21,9% le attribuisce questo ruolo soprattutto nel weekend, negli appuntamenti di lavoro e negli incontri informali.

La tendenza si inserisce anche nel più ampio fenomeno internazionale del soft clubbing, che comprende format diurni come coffee party e DJ set in caffetteria e trasferisce nelle ore del giorno alcuni linguaggi tradizionalmente associati alla nightlife. Non si tratta quindi di sostituire l’aperitivo, ma di ampliare tempi e forme della convivialità, con il caffè presente in nuovi momenti della giornata.

Cresce la curiosità per specialty coffee e coffee mixology

L’apertura verso nuove modalità di consumo riguarda anche esperienze e prodotti legati al mondo del caffè. Il 22,8% degli intervistati si dichiara interessato a degustazioni ed esperienze guidate, mentre il 22,7% guarda con curiosità allo specialty coffee.

Tra i nuovi ambiti compare anche la coffee mixology. I cocktail a base di caffè interessano l’11,9% del campione, mentre i mocktail raggiungono il 5,8%. Si tratta ancora di pubblici circoscritti, ma i dati indicano un interesse per l’utilizzo dell’espresso anche in preparazioni destinate all’aperitivo e al dopocena.

Su questo terreno La Pavoni ha coinvolto Nicolò Zorloni, coffee specialist, co-founder di Nudo Artisan Coffee e Arabica Q-Grader, per esplorare l’incontro fra espresso e mixology contemporanea.

Il caffè sta ampliando il suo raggio d’azione: non è più soltanto il gesto della colazione o della pausa, ma una materia prima capace di accompagnare momenti diversi della giornata, dall’aperitivo al dopocena”, racconta Zorloni. “Nella mixology questo significa andare oltre l’Espresso Martini e lavorare sull’espresso per ciò che è davvero: un ingrediente dalla straordinaria complessità aromatica, capace di dialogare con distillati, vermouth, agrumi e componenti analcoliche senza perdere la propria identità. Proprio perché entra in ricette più articolate, precisione, costanza estrattiva e controllo diventano essenziali per trasformare una buona intuizione in un’esperienza sempre riconoscibile”.

Zorloni ha firmato per La Pavoni tre ricette fresche, semplici e replicabili, pensate per portare l’espresso oltre la tazzina. Le preparazioni utilizzano, tra gli altri ingredienti, tequila, vermouth e succhi di arancia e limone, combinando il caffè con note decise, amare e agrumate e inserendolo nelle occasioni della pausa e dell’aperitivo.

La Pavoni prepara P110, P120 e la nuova Diamante

L’evoluzione delle abitudini di consumo si accompagna, per La Pavoni, allo sviluppo della propria gamma professionale. L’azienda ha avviato l’Innovation Lab, un progetto che introduce un nuovo corso per le macchine professionali del marchio.

I primi modelli sviluppati secondo questo approccio saranno P110 e P120, attesi sul mercato a partire dai primi mesi del 2027, insieme alla nuova Diamante.

P110 e P120 sono state progettate intorno a tre elementi: precisione, semplicità d’uso e costanza estrattiva. Il manometro consente di controllare la pressione durante l’estrazione, mentre la dosatura programmabile permette di impostare quantità precise e replicabili. Il sistema PID gestisce la temperatura e la sua stabilità, mentre i comandi sono stati concepiti per agevolare il lavoro quotidiano.

Sono caratteristiche che trovano applicazione anche nella coffee mixology, dove l’equilibrio della ricetta dipende dalla possibilità di disporre di un espresso controllato e ripetibile.

I dati raccontano con chiarezza un cambiamento importante: il caffè non perde la forza del proprio rito, ma la estende a nuovi momenti, linguaggi ed esperienze. La Pavoni nasce nel segmento professionale e, attraverso alcuni dei suoi modelli più iconici, ha contribuito a scrivere la storia delle macchine da bar. Oggi vogliamo tornare a essere un punto di riferimento per i professionisti del settore, in continuità con questa eredità ma con uno sguardo attento alle nuove esigenze operative ed estetiche”, afferma Alessio Pezzoni, Amministratore Delegato di La Pavoni. “Il consumo fuori casa sta cambiando nei tempi, nelle modalità e nei contesti, e con esso evolve il lavoro del barista. Per questo le nuove macchine La Pavoni fanno sintesi tra design, tecnologia e qualità dei materiali, con l’obiettivo di semplificare le operazioni e garantire risultati precisi e costanti. Il concetto di ‘Innovation Lab’ segna l’inizio di un nuovo corso e di una strategia di medio-lungo periodo fondata su ricerca, sviluppo e consolidamento della rete commerciale e di assistenza, per rafforzare il ruolo di La Pavoni nel mercato professionale”.

Con P110, P120 e la nuova Diamante, La Pavoni punta quindi ad accompagnare i cambiamenti del consumo fuori casa attraverso una nuova generazione di macchine professionali che combina tecnologia, design e qualità dei materiali, mantenendo il legame con la propria storia nel settore delle macchine da bar.

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