Cosa mangiano i bambini a scuola: dalla merenda alle prime scelte autonome
Il panino resta la merenda più diffusa nella primaria. I dati ISS raccontano differenze territoriali e abitudini alimentari degli adolescenti
INDAGINI E RICERCHE - Il ritorno sui banchi riporta al centro anche il tema dell’alimentazione durante le ore trascorse a scuola. A richiamare l’attenzione sul pane come alimento della merenda è l’Alleanza per il pane, che in vista della ripresa delle lezioni sottolinea il ruolo di questo prodotto nella dieta di bambini e ragazzi e auspica che anche in aula trovi spazio l’insegnamento di una corretta alimentazione.
La riflessione, però, non riguarda soltanto la scuola primaria. Le abitudini cambiano con l’età, aumenta l’autonomia nelle scelte e diventa più ampio l’ambiente nel quale i ragazzi decidono cosa mangiare. Per questo i dati sui bambini possono essere un punto di partenza utile per guardare anche a ciò che accade negli anni successivi.
Una fotografia dettagliata della merenda dei più piccoli arriva da OKkio alla SALUTE, il sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Un’analisi pubblicata a maggio 2026 sul Bollettino Epidemiologico Nazionale e basata sui dati raccolti nel 2023 in 2.578 scuole e su 43.217 bambini della terza primaria mostra quali alimenti vengono consumati durante la ricreazione e come alcune abitudini siano cambiate rispetto al 2014.
A livello nazionale il panino è l’alimento più frequentemente consumato a metà mattina, con il 17,9%, davanti al succo di frutta, al 15%, alla frutta, al 14,3%, e alle merendine, al 13,9%. Gli snack salati si attestano all’11,8%.
Il confronto a dieci anni mostra alcuni spostamenti. Nel 2014 il succo di frutta occupava il primo posto con il 19,8%, mentre nel 2023 scende al 15%. La frutta passa dal 18,3% al 14,3%, mentre le merendine salgono dal 12,7% al 13,9%. Il panino resta molto diffuso, pur registrando una diminuzione rispetto alla precedente rilevazione.

Nord e Sud, merende molto diverse
Le differenze territoriali sono marcate. Il panino passa dal 12,8% al Nord al 18% al Centro e al 25,8% al Sud. Per la frutta accade il contrario: 19,4% nelle regioni settentrionali, 12,6% al Centro e 7,1% al Sud. Le merendine oscillano dal 13,3% al Nord al 16,3% al Centro e al 13,5% al Sud, mentre cornetti e brioche arrivano al 10,1% nel Mezzogiorno contro il 7,1% registrato sia al Nord sia al Centro.
Sapere quale alimento viene scelto, tuttavia, non basta a valutare l’equilibrio complessivo dello spuntino. I dati nazionali OKkio alla SALUTE 2023 indicano che il 66,9% dei bambini consuma una merenda abbondante di metà mattina. Il 10,9% non fa colazione e il 36,5% la consuma in maniera inadeguata; tutti e tre gli indicatori mostrano un trend in aumento.

È in questo contesto che si inserisce il messaggio dell’Alleanza per il pane. “Il nostro auspicio è che, anche in aula, il nostro pane torni ad avere lo spazio e la considerazione che si merita, non soltanto nei consumi dei giovani, ma anche nell’insegnamento della corretta e sana alimentazione”, afferma la portavoce Carlotta Trucillo.
Anche la scuola interviene direttamente su queste abitudini. Nel 2023 il 48% degli istituti coinvolti da OKkio alla SALUTE ha distribuito alimenti considerati sani, contro il 43% del 2019. Il 27,7% ha promosso iniziative per incoraggiare sane abitudini alimentari coinvolgendo attivamente le famiglie, una quota in calo rispetto al 34% del 2019.

Cosa succede quando i bambini diventano adolescenti
Ma il tema non si esaurisce con la primaria. La sorveglianza HBSC dell’ISS, che nel 2022 ha coinvolto studenti di 11, 13, 15 e 17 anni nelle scuole secondarie, mostra che il 54,1% degli adolescenti italiani fa colazione tutti i giorni di scuola. La frequenza diminuisce all’aumentare dell’età, soprattutto nel passaggio dagli 11 ai 15 anni. Solo il 32,7% consuma frutta almeno una volta al giorno tutti i giorni e il 27,8% mangia quotidianamente verdura.

Questi indicatori non sono direttamente confrontabili con quelli di OKkio alla SALUTE, perché riguardano età e comportamenti diversi, ma mostrano che la questione dell’alimentazione continua ben oltre l’infanzia. Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’educazione civica comprendono infatti esplicitamente anche educazione alimentare, salute e benessere.
Con l’adolescenza cambia però anche il contesto della scelta. Il ragazzo dispone di maggiore autonomia e alle opportunità presenti dentro e intorno alla scuola si aggiungono oggi quelle accessibili attraverso lo smartphone. È qui che entrano in gioco food delivery, social media, influencer e, più in generale, i cosiddetti digital food environments.
Lunedì 7 settembre HorecaNews proseguirà l’approfondimento proprio da questo punto: come cambiano le scelte alimentari degli adolescenti quando l’ambiente nel quale scoprono, valutano e acquistano il cibo si estende alle piattaforme digitali e ai social.








