Dazi Usa: in vigore la nuova tariffa al 10% sul vino europeo

Nuovi dazi Usa al vino al 10%, ma indagine su sovraccapacità produttiva preoccupa Uiv: -360 milioni di export in 14 mesi.

27 Lug 2026 - 11:02
Dazi Usa: in vigore la nuova tariffa al 10% sul vino europeo

ENTI E CONSORZI - Sono entrati in vigore i nuovi dazi statunitensi sul vino europeo, fissati al 10% omnicomprensivo, una misura che l'amministrazione Trump ha inquadrato nella Section 301 del Trade Act e che risulta leggermente migliorativa rispetto al regime precedente. Negli ultimi 14 mesi, dal cosiddetto Liberation Day dell'aprile 2025, il vino italiano negli Stati Uniti ha registrato un -16% sul valore delle vendite, pari a -360 milioni di euro, secondo i dati dell'Osservatorio Uiv (Unione Italiana Vini). Parallelamente alla nuova tariffa, è stata avviata un'indagine su presunte pratiche sleali legate alla sovraccapacità produttiva, sempre nell'ambito della Section 301, che potrebbe portare all'introduzione di ulteriori dazi.

Il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha commentato: “I nuovi dazi al 10% flat sono leggermente migliorativi rispetto ai precedenti. Fin qui è una notizia confortante, ma preoccupano le indagini sulla sovraccapacità produttiva che rischiano di generare ulteriori tariffe; la speranza è che questa seconda decisione resti nell'ambito dell'accordo Ue-Usa dello scorso agosto e non superi il tetto del 15%. Se c'era la possibilità di stabilizzare definitivamente le posizioni sul piano commerciale, il riferimento a queste indagini rischia di alimentare l'incertezza in un momento in cui già la svalutazione del dollaro e il calo del potere di acquisto stanno facendo molto male al vino. Siamo convinti che di questo il nostro Governo e Bruxelles terranno conto”.

Il primo dispositivo normativo, spiega la nota, è motivato dall'asserita inadeguata lotta al lavoro forzato da parte dei Paesi partner, Ue compresa. Il secondo, relativo alla sovraccapacità produttiva, è oggetto di un'indagine autonoma da cui potrebbero derivare nuovi dazi.

Per il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti: “Dall'istituzione dei dazi, per il vino italiano ed europeo non è stato possibile stabilizzare le vendite con gli Stati Uniti. Se ci sono dei settori che si sono dimostrati in grado di reagire commercialmente alle tariffe, lo stesso non si può dire per il vino, che è un bene voluttuario e quindi più esposto al risparmio da parte di una domanda già in calo sulle quantità consumate. Il vino oggi ha bisogno di aiuto e necessita di un budget straordinario per la promozione all'estero a partire proprio dagli Usa”.

I numeri diffusi da Uiv fotografano un settore in forte ridimensionamento sulla principale piazza mondiale del vino: a fine 2024 le spedizioni italiane negli Stati Uniti valevano quasi 2 miliardi di euro, quasi un quarto del totale delle esportazioni made in Italy. Lo scorso anno le vendite si sono fermate a 1,76 miliardi di euro, e i primi cinque mesi di quest'anno risultano i peggiori dal 2017, sia a valore che a volume.

Tra le tipologie più penalizzate nei primi cinque mesi dell'anno (tendenziale complessivo al -15,5%) figurano i rossi fermi imbottigliati (-18%) e i bianchi (-17%), mentre lo spumante contiene la flessione all'11%. A soffrire maggiormente sono le fasce di prezzo alla cantina fino a 6 euro, che rappresentano oltre l'80% della produzione tricolore diretta negli Stati Uniti.

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