Pubblici esercizi, quasi un'impresa su tre è guidata da donne
Nei pubblici esercizi il 28,8% delle imprese è guidato da donne, quota superiore alla media nazionale. I dati FIPE-Confcommercio alla vigilia dell'8 marzo.
RISTORAZIONE - Nei pubblici esercizi italiani la presenza femminile ha assunto i contorni di una realtà strutturale. Secondo i dati 2024 elaborati dal Centro Studi di FIPE-Confcommercio, le imprese attive guidate da donne sono 94.347, pari al 28,8% del totale, una quota che supera nettamente la media nazionale dell'imprenditoria femminile, ferma al 22%. Sul fronte occupazionale, le donne rappresentano il 50,7% della forza lavoro del comparto, corrispondenti a circa 565.000 unità, con una crescita annuale che sfiora i 6 punti percentuali. Un quadro che si inserisce in un contesto nazionale in miglioramento: secondo le rilevazioni ISTAT di gennaio 2026, il tasso di occupazione femminile in Italia ha superato la soglia dei 10 milioni di lavoratrici.
Il presidente di FIPE-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, inquadra il fenomeno in termini di impatto territoriale e sociale: "Il dinamismo del nostro settore trae oggi una linfa vitale dalla presenza femminile, la cui spinta imprenditoriale non solo supera la media nazionale, ma funge da vero traino per l'intero comparto, generando ricadute sociali profonde e positive su tutti i territori." Stoppani sottolinea anche la dimensione culturale del tema: "Sostenere e incentivare il lavoro femminile nei Pubblici Esercizi non solo migliora la condizione femminile, ma migliora il settore perché spinge verso scelte di welfare economico e sviluppo culturale, fatto di pari diritti, doveri, dignità e opportunità. Anche l'opportunità per tutte le donne di poter scegliere orgogliosamente dietro quali "fornelli" stare: di casa propria, di un grande ristorante, della propria vita."
Sul significato concreto di questi numeri interviene Valentina Picca Bianchi, Presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di FIPE-Confcommercio, che collega la leadership imprenditoriale femminile alla capacità di generare modelli inclusivi nei territori: "La realtà del nostro comparto parla chiaro: le donne non rappresentano solo una componente essenziale della forza lavoro, ma guidano i pubblici esercizi con visione e determinazione. Avere quasi un'impresa su tre a trazione femminile significa innestare nei territori modelli di business naturalmente orientati all'inclusione, capaci di generare nuovo lavoro per altre donne e di sperimentare soluzioni concrete per l'equilibrio tra professione e famiglia."
Il quadro nazionale mostra progressi, ma anche distanze ancora significative dagli standard europei. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 57,6%, una base su cui la Federazione intende continuare a costruire in vista dell'avvicinamento alla media UE del 71%. A questo si affianca l'impegno sul fronte della sicurezza, con il progetto #SicurezzaVera, siglato insieme alla Polizia di Stato per prevenire e contrastare la violenza di genere.
Picca Bianchi chiude con un appello diretto alle istituzioni: "Le celebrazioni dell'8 marzo non bastano: è necessario un impegno costante. Come FIPE continuiamo a investire in formazione, mentoring e sicurezza, ma alle istituzioni chiediamo un'alleanza coraggiosa. Gli incentivi economici sono fondamentali, ma da soli non bastano se non smantelliamo le barriere sistemiche che rallentano l'accesso ai ruoli decisionali. Dobbiamo imporre un vero e proprio cambio di paradigma: l'empowerment femminile è la chiave di volta per la competitività di tutta l'Italia."






