Si chiama Brinner e sta rivoluzionando le abitudini alimentari contemporanee!

A Roma da Bap si può gustare il Brinner, trend del breakfast-dinner, ovvero una colazione servita all'ora di cena: moda o nuova abitudine destinata a restare?

9 Marzo 2026 - 16:31
Si chiama Brinner e sta rivoluzionando le abitudini alimentari contemporanee!

RISTORANTI - Bap, la caffetteria-bistrot-ristorante di via Raffaele Cadorna 5, nel quartiere Pinciano-Salario a Roma, ha lanciato il primo Brinner romano: ogni primo venerdì del mese, dalle 19.30 alle 23.30, i piatti tipici della colazione diventano protagonisti della tavola serale. Il debutto è avvenuto il 6 marzo 2026. Il Brinner — neologismo nato dalla fusione di breakfast e dinner — è un fenomeno nato negli Stati Uniti che sta progressivamente conquistando anche l'Europa, fondato sulla scelta di consumare uova, pancake, cereali, yogurt, waffle e lievitati fuori dai loro orari convenzionali.

"Il successo del brinner riflette un cambiamento profondo nel rapporto tra persone e cibo. Non si tratta solo di cosa si mangia, ma di quando e perché lo si sceglie. Il cibo diventa sempre più uno strumento di benessere emotivo, libertà e identità e noi ci teniamo ad essere i primi portavoce in città di questo movimento", raccontano i fondatori di Bap, Giulia Mauceri, Marianna Gallo e Matteo Anselmi.

Il menu alla carta alterna novità e classici della casa: il Bap Toast, il Pastrami, l'Egg bagel, la Bistecca di verza viola, il Bap Thai, il Poche Smoked salmon, pancake dolci e salati, hummus di ceci. Ogni settimana è previsto un piatto speciale dello chef — si è partiti con il manzo alla Wellington con verdure arrosto. Completano l'offerta la viennoiserie (tra cui il fiocco, la Sacher suisse, la Noirè rosè, pera e mirtilli), le torte come la Tarte au citron e la Cheesecake, e l'intera proposta di caffetteria: Caffè Americano, Dirty Coffee, Espresso Tonic, Ice Latte, Batch Brew, Golden Milk, Acai Milk, Matcha Latte e altro. Per l'occasione è stata creata una drink list dedicata con cocktail classici e signature — Bloody Mary, Martini d'Inverno, Matcha Fizz, Gin Tonic, Americano, Pink Velvet — oltre a birre artigianali in bottiglia, estratti e soft drink. A fare da sottofondo, un dj set chill out.

Bap è un progetto avviato nel luglio 2024 da tre giovani fondatori con legami familiari: Giulia Mauceri (classe 1990), Marianna Gallo (classe 1996) e lo chef Matteo Anselmi (classe 1994). Marianna e Matteo sono sposati; Giulia è la compagna del padre di Marianna. Il fil rouge del progetto è la Torrefazione 68, storica torrefazione artigianale romana oggi alla terza generazione — della quale Giulia fa parte — che nel tempo ha aperto ai mercati internazionali di Londra e New York, curando anche aperture all'interno della Trump Tower. "L'idea iniziale era quella di creare una vetrina per i prodotti della torrefazione, ma poi tutti insieme abbiamo deciso di dare vita ad un locale più strutturato, polivalente, che riunisse sotto lo stesso tetto tutte le passioni e le competenze di ognuno di noi. Da Bap tutto è specialty, non solo il caffè. Dalla cucina alla pasticceria, tutto è costruito con estrema cura; non c'è una cosa più importante dell'altra. Tutto è al top", raccontano i tre.

Il nome nasce da un aneddoto familiare: "Nostro figlio da piccolo per indicare qualcosa buona, invece di dire 'top' usava il termine 'bap', e allora tutti noi in famiglia abbiamo cominciato ad utilizzarlo. Dunque ci è venuto spontaneo usarlo per il nome del nuovo locale, anche perché ci piaceva l'idea che anche lui, seppur ancora piccolo, potesse mettere qualcosa di suo, così come abbiamo fatto tutti", raccontano Marianna e Matteo. Il claim che sintetizza la visione è Taste the Connection.

Ognuno dei tre fondatori porta competenze distinte: Marianna Gallo ha un percorso nella ristorazione in Italia e all'estero, è sommelier ed esperta di mixology; Giulia Mauceri, con formazione economica e un passato nella moda e negli eventi, si occupa di marketing e sviluppo; lo chef Matteo Anselmi ha maturato esperienze in ristoranti fine dining come Acquolina e Convivio dei Troiani. La caffetteria è affidata al latte artist Gianmarco Frosoni (classe 1994), con una proposta che include monorigini a rotazione — tra cui Panama Geysha Don Elvira — e un blend 100% arabica a bassa acidità (Brasile, Nicaragua, Colombia) concepito per avvicinare anche i palati meno abituati agli specialty. "Abbiamo scelto di inserire, oltre alle referenze specialty, una miscela personale che possa comunque rappresentarci: apriamo in una zona dove ci sono altre caffetterie specialty e dunque vogliamo differenziarci. Inoltre siamo convinti che le acidità troppo strong non siano per tutti i palati, quindi abbiamo cercato di trovare una soluzione più equilibrata così da avvicinare i consumatori 'più classici' a dei caffè di alta qualità, però senza traumatizzarli", racconta Giulia Mauceri.

Lo spazio, curato da Studio Drill, si sviluppa su circa 150 mq totali — 110 di sala, 40 tra cucina e laboratorio — con uno stile che mescola estetica scandinava e giapponese, colori naturali e un grande bancone in legno rivestito in resina, più basso del solito, pensato per favorire la continuità tra barista e ospite. I coperti sono 40 a pranzo e circa 30 a cena. Al format principale si affianca Bap Vascette, sede più piccola in Piazza delle Vaschette 15, nel quartiere Borgo Pio.

Compila il mio modulo online.