Comparto molitorio 2025, traina la panificazione e vola l'export delle farine

Italmopa: nel 2025 volumi molitori in crescita per tenero e duro. Farine a tenero +2,6%, fatturato a 2,405 miliardi. Bene pizza, export e panificazione.

12 Giu 2026 - 12:03
Comparto molitorio 2025, traina la panificazione e vola l'export delle farine

ENTI E CONSORZI - Nel 2025 il comparto molitorio nazionale ha registrato un andamento positivo dei volumi produttivi sia per il frumento tenero sia per il frumento duro: è il quadro reso noto da ITALMOPA – Associazione Industriali Mugnai d'Italia (FederPrima/Confindustria) nel corso della propria Assemblea Generale. Per la macinazione del frumento tenero l'incremento complessivo delle farine è stimato al 2,6% rispetto al 2024, passando da 4,302 a 4,414 milioni di tonnellate, con un fatturato del comparto che dovrebbe attestarsi intorno ai 2,405 miliardi di euro (+1,9% sui 2,360 miliardi del 2024). In lieve flessione, invece, il fatturato del comparto a frumento duro.

A trainare la crescita è soprattutto la panificazione e i prodotti sostitutivi, principale canale di commercializzazione con oltre il 58% del totale delle farine prodotte in Italia. Qui la produzione segna un +3,3%, spinta dalla richiesta della grande distribuzione e da un'offerta sempre più diversificata, in risposta alle esigenze variegate dei consumatori: si consolida così un trend pluriennale di crescita dei consumi dopo le flessioni del passato.

Si rafforzano i canali della ristorazione. La richiesta dal comparto pizza, fresca e soprattutto surgelata, supera il 2,0%, mentre le farine destinate alla pasta fresca registrano un nuovo, costante incremento dell'1,6%. Particolarmente vivace l'export, a +9,5%, sostenuto dal crescente apprezzamento all'estero per l'alta qualità e la versatilità delle farine italiane.

Più articolato il quadro della pasticceria e dei grandi lievitati, in leggera contrazione (-0,9%) nonostante la maggiore domanda di farine per i dolci da ricorrenza, in particolare quelli natalizi. Restano in flessione anche le farine destinate ai prodotti per la prima colazione e alle merendine, penalizzati dalle nuove abitudini alimentari.

Chiude il quadro la vendita allo scaffale, in riduzione dell'1,4%: un ridimensionamento che conferma il rientro rispetto agli eccezionali fenomeni di accaparramento da parte dei consumatori nella prima fase dell'emergenza Covid. Sul fatturato del tenero hanno inciso la riduzione media del prezzo delle farine (-4,1%) rispetto al 2024 e l'incremento delle quotazioni dei sottoprodotti della macinazione (+17,9%).

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