Nasce 'I Go Italian' per le insegne virtuose della ristorazione

Fondazione Made in Sicily ETS presenta 'I Go Italian', una rete di ristoratori nel mondo che valorizzano il riconoscimento UNESCO della cucina italiana.

9 Gen 2026 - 08:52
Nasce 'I Go Italian' per le insegne virtuose della ristorazione

RISTORAZIONE - Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come Patrimonio immateriale dell'Umanità ha acceso in tutto il mondo l'esigenza di tradurre questo prestigio in un impegno concreto e verificabile per le realtà ristorative davvero virtuose. Per rispondere a questa istanza, la Fondazione Made in Sicily ETS – nata per tutelare l'identità siciliana nel mondo e successivamente estesa all'intera Italia – ha dato vita al progetto I Go Italian: una rete internazionale che riunisce operatori della ristorazione impegnati ad adottare e rispettare un codice etico condiviso, che dà sostanza e continuità al riconoscimento UNESCO. L'adesione al network è certificata da un'insegna – I Go Italian – che attesta pubblicamente questo impegno quotidiano.

La prima insegna I Go Italian è stata consegnata il 10 gennaio 2026. Il progetto prende avvio formale ad un mese dalla proclamazione della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO avvenuta lo scorso il 10 dicembre a Nuova Delhi. Prima targa consegnata a Dario Bisso di Bisso Bistrot, ai Quattro Canti di Palermo rappresenta I valori del riconoscimento UNESCO, che il bistrot ha fatto suoi da sempre: è nato infatti nel cuore della città, all’interno degli spazi di un’antica libreria storica. Rappresenta bene il senso del premio che l’UNESCO ha conferito alla Cucina Italiana come vero e proprio processo narrativo.

Proprio questo processo, che l’UNESCO riconosce come patrimonio immateriale culturale, è alla base del programma I Go Italian. Pertanto è la condivisione di una visione che accomuna le decine di ristoratori che hanno già aderito al programma.

Il progetto sarà presentato a Milano il 15 gennaio 2026 a Presso la Sede di Assolombarda, ore 11,Via Chiaravalle 8. Parteciperanno molti ristoratori ed operatori italiani compresa una significativa rappresentanza estera.

Da sx: Giovanni Callea presidente fondazione Made in Sicily ETS, Cav Celestino Drago, Cav Vincenzo Andronaco e Davide Morico Vice presidente Fondazione Made in Sicily ETS

Hanno già richiesto la targa e saranno in gran parte presenti a Milano per la presentazione del progetto: Vincenzo Andronaco, fondatore e anima di Andronaco – Großhandel & Ristorazione Italiana, con base ad Amburgo, una delle realtà più solide e apprezzate, 10 punti vendita e 50.000 metri quadrati commerciali, nella distribuzione e promozione della gastronomia italiana autentica nel mercato tedesco; Celestino Drago, diventato una leggenda della cucina italiana a Los Angeles, dove ha rivoluzionato la scena gastronomica californiana con ristoranti cult come Il Pastaio e Drago Centro dove ha ospitato ed ospita star e politici di Hollywood; Michael Colomba, che in qualità di costruttore ha realizzato i primi 35 Starbuks degli Stati Uniti, oggi patron di BRELUNDI con sede a Boston, il primo fast food al mondo ispirato alla cultura gastronomica italiana; da Rotterdam Peppe Cappellano, rappresentante della nuove generazione di Chef con il suo Osteria Sala Federico. Manuel Maslah che opera invece a Berlino con La Piccola Cantina ed anche lui interprete della nuova scena gastronomica italiana all’estero. Dall’Olanda aderisce la rete Qualitalia di Fabio Cappellano da anni impegnata nella promozione e distribuzione della cucina italiana con i ristoranti Il Tartufo, Delft, ⁠La Vita é Bella, Rotterdam, ⁠Il Limone, Breda e con le Botteghe di prodotti italiani: Il Fico, Amsterdam, ⁠That’s Amore, Den Haag, Rosmarino, Delft, ⁠Osteria Federico, Rotterdam, ⁠La Zia Maria, Rotterdam.

Ed ancora realtà di prestigio internazionale quali lo Storico Gene & Giorgetti di Chicago, oggi gestito dalla terza generazione di emigrati dalla Toscana, rappresentato da Michelle Durpetti; Giorgio Linguanti da Melbourne, fondatore di That’s Amore Cheese, una delle più celebri aziende di formaggi italiani artigianali nel sud dell’Australia. Sempre da Melbourne Alessandra D’Angelo di FUNGHI E TARTUFO un punto di riferimento per la cucina vegana. Ed ancora da San Francisco ⁠Ilary Biondo di HILA GELATO CAFÉ, ⁠ ⁠Danilo Virzì di CAN GOURMET a Ibiza, miglior panino di Spagna del 2025; Alessandro Miceli MAMMA BELLA RESTAURANT Dubai; ⁠Sofana Bonjrada di MONDELLO RESTAURANT a Seattle; Elio Bartolotta di ELIO’s on fire PIZZA a Chicago; ⁠Andrea Jeriri, Chef a Londra; e Peppe Prestigiacomo di PEPPE RESTAURANT a LONDRA. Elio di LOCANDA ITALIANA a Tokyo. In Germania adesioni anche a Lubecca, Hannover, Colonia, Ratingen, Bielefeld, Eckernförde.

Numerose anche le adesioni in Italia tra le quali: ⁠Santo Manetta, RISTORANTE AL SORRISO a Bergamo, ⁠Salvatore Bilello di MACELLERIA BILELLO di Camporeale; Ignazio, Vittorio, Teresa Sparacello di MACELLERIA SPARACELLO F.P di Palermo; Marcello Bellavista, RISTORANTE BELLAVISTA a Torre Faro, Messina; Enzo Covato, Azienda Agricola COVATO a Modica; ⁠Daniele Gallina di MARENA a San Cipirello; Antonio Cottone, LA BRACIERA, Palermo; ⁠Alessandro Azzimati del RISTORANTINO LEONE a Palermo; Sebastiano Raciti, KURTISIA Restaurant - Santa Venerina Catania; Cristian Catalano e Giovanni Bonanno di Millesuoli a Palermo e Caltanissetta; Pasticceria Oscar a Palermo. Rosolino Palazzolo e Floriana Catanzaro dell’Orto di Rosolino, i produttori di caffè biologico a Terrasini, e vincitori a Lione di un premio internazionale con il loro liquore a base di frutto della passione coltivato in Sicilia (Maraquiello)

“Ogni itinerario UNESCO ha i suoi cartelli che segnalano le tappe del percorso, spiegano Giovanni Callea e Davide Morici promotori dell’iniziativa e membri del Comitato direttivo del Progetto - Questo progetto intende rendere evidenti quali sono i monumenti del riconoscimento UNESCO in Italia e nel mondo: i ristoranti di eccellenza italiana. I ristoratori sono i nostri veri ambasciatori ovunque ed allo stesso tempo il nostro comitato di accoglienza in Italia. ‘I go Italian’ è la cornice del valore che loro giornalmente costruiscono con il loro impegno, un valore che l’UNESCO ha riconosciuto, ed anche una responsabilità di cui farsi carico.

“Il riconoscimento UNESCO, nei termini in cui è stato conseguito, è stata una grande intuizione del comitato promotore ed un grandissimo sforzo narrativo del Ministero dell’Agricoltura, che è riuscito a dare voce ad una delle grandi identità del nostro paese, il progetto è anche un modo di dire Grazie alle persone che in questi anni hanno lavorato spesso in silenzio per questo successo.”

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