Paolo Griffa al Caffè Nazionale introduce il supporto psicologico per il team

Paolo Griffa al Caffè Nazionale avvia con Unobravo un percorso di supporto psicologico per migliorare benessere e relazioni nel team

30 Giu 2026 - 16:01
Paolo Griffa al Caffè Nazionale introduce il supporto psicologico per il team

NOTIZIE E DINTORNI - Nel settore Horeca, dove ritmi di lavoro, stagionalità e mobilità del personale incidono sulla quotidianità dei team, il tema del benessere psicologico entra sempre più nelle politiche organizzative. È il caso di Paolo Griffa al Caffè Nazionale, che ha integrato un percorso di supporto psicologico in collaborazione con Unobravo.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di offrire uno spazio di confronto a collaboratori di età e provenienze diverse, spesso lontani dalla propria rete familiare e sociale. “Abbiamo tanti lavoratori di età diverse, tutti provenienti da varie parti d'Italia. Vengono per lavorare e qui sono senza una rete di famiglia o amici. Come supporto hanno loro stessi e il team di lavoro, senza possibilità di uno sfogo esterno per condividere i problemi, che però si riflettono sul lavoro”, spiega Paolo Griffa, Chef Owner di Paolo Griffa al Caffè Nazionale. “Vogliamo dare un ambiente sano al team, con la possibilità di confrontarsi apertamente con professionisti su temi che altrimenti non avrebbero il coraggio di affrontare; oltre a interfacciarsi con tematiche più collettive per migliorare la relazione e la comunicazione di gruppo”.

Il quadro del MINDex 2026 sul lavoro e le emozioni

Il progetto si inserisce nel contesto descritto dal MINDex 2026, ricerca di Unobravo e Ipsos Doxa sull’educazione emotiva in Italia. Secondo l’indagine, solo il 16% dei lavoratori italiani si sente libero di esprimere le proprie emozioni in ufficio. Il 40% dichiara di misurare attentamente le reazioni, il 30% adatta il comportamento al contesto e alle persone, mentre il 14% tende a trattenere o nascondere il proprio vissuto emotivo.

Il 73% considera empatia, ascolto e gestione degli impulsi “molto” o “estremamente” importanti per costruire relazioni professionali efficaci. Tuttavia, per il 61% dei dipendenti le difficoltà nella gestione emotiva emergono almeno “ogni tanto” e per il 49% causano problemi relazionali “spesso” o “molto spesso”. Solo l’8% rileva iniziative concrete di supporto psicologico sul posto di lavoro, mentre per il 51% le policy dedicate alla salute mentale sono ancora agli inizi o non percepite.

“I dati del MINDex descrivono un modello di lavoro che chiede alle persone di performare in condizioni di compressione emotiva sistematica”, sottolinea Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo. “Solo il 16% dei lavoratori si sente libero di esprimere le proprie emozioni in ufficio, mentre quasi la metà riferisce conflitti relazionali ricorrenti: non sono numeri sul benessere individuale, sono numeri sul funzionamento organizzativo. Le aziende che ancora trattano il benessere mentale come un benefit accessorio stanno leggendo male il problema - e i costi. Programmi strutturati di sostegno psicologico non sono solo un investimento nella serenità dei dipendenti: sono anche una leva diretta su clima, retention e produttività”.

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