Ristorazione vero motore di crescita del commercio locale

La ristorazione è in forte crescita mentre 86mila negozi di vicinato chiudono in dieci anni. I dati Nomisma fotografano il commercio locale.

15 Apr 2026 - 09:00
Ristorazione vero motore di crescita del commercio locale

INDAGINI E RICERCHE - In un decennio segnato dalla scomparsa di oltre 86.000 negozi di vicinato — con un saldo negativo che supera le 106.000 unità rispetto al picco del 2018 — la ristorazione si afferma come l'unico comparto in decisa controtendenza: tra il 2015 e il 2025 le unità locali sono cresciute del +26,2% e gli addetti del +69,4%, aggiungendo oltre 55.000 esercizi alla rete nazionale. È quanto emerge dalla prima edizione dell'Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare.

Il quadro generale descrive un'Italia profondamente disomogenea. A fronte di un calo medio delle unità locali del -6,7% su scala nazionale, il Mezzogiorno mostra una tenuta superiore alla media, con crescite a Trapani (+7,8%), Crotone (+7,0%) e Napoli (+4,6%). Le contrazioni più severe colpiscono invece province come Ancona (-21,3%), Pesaro-Urbino (-20,0%) e Mantova (-19,9%). Tra le città metropolitane, ad eccezione di Napoli, Messina e Reggio Calabria — tutte in territorio positivo — il segno è ovunque negativo, con flessioni particolarmente marcate a Bari (-14,8%), Roma (-9,7%) e Torino (-9,3%).

Sul fronte occupazionale il dato è sorprendentemente inverso: gli addetti crescono in tutte le province italiane, con un incremento medio nazionale del +21,2%. Tra le province metropolitane primeggia Roma con +30,4%, seguita da Palermo (+27,9%) e Milano (+27,3%). Un segnale che indica una trasformazione strutturale del settore, con esercizi mediamente più grandi e organizzati, piuttosto che una sua espansione capillare.

A livello settoriale, i dati confermano una polarizzazione netta. I comparti più colpiti dalla desertificazione sono cultura e svago (-28,0% di esercizi, -19,5% di addetti) e tessile-abbigliamento (-21,4% di unità, con un saldo negativo di 55.570 esercizi), insieme a ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Segnali più incoraggianti arrivano dalla cura della persona (+0,4% unità, +27,5% addetti) e dal commercio di articoli per l'edilizia. La ristorazione, tuttavia, distacca tutti i comparti: la crescita dei ricavi nel periodo 2015-2024 si attesta al +54,6%, con i bar a +51,2%.

Sul versante immobiliare emerge un paradosso significativo: mentre i prezzi di compravendita dei negozi sono scesi in media del -9,0% a livello nazionale, i canoni di locazione sono aumentati del +12,9%, accentuando la pressione finanziaria sugli esercenti locali. A Milano, ad esempio, i canoni sono saliti del +16,1% nonostante un calo dei prezzi di vendita del -7,0%. L'incremento più elevato degli affitti si registra a Siracusa (+35,2%), Nuoro (+34,7%) e Udine (+34,6%).

Per rispondere a questo scenario, Nomisma ha elaborato un Manifesto della Reciprocità articolato in dieci punti programmatici, che propone un «Patto di Reciprocità» rivolto a imprenditori e amministrazioni locali come strumento per contrastare la desertificazione commerciale e ricostruire modelli di sviluppo territoriale sostenibili. «Dalla lettura dei dati, risulta evidente, come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori (ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l'edilizia) siano sostenuti da fattori esogeni (boom turistico, effetti della pandemia da Covid-19 e bonus edilizi), mentre per le restanti categorie merceologiche la desertificazione commerciale non ha incontrato ostacoli nell'ultimo decennio. Queste considerazioni imporrebbero tanto ai decisori pubblici, quanto agli operatori privati, di compiere scelte coraggiose per salvaguardare socialità, integrazione e sicurezza dei contesti urbani e rurali: la costruzione di reti in grado di convogliare sui territori i consumi dei cittadini è una sfida da cogliere al più presto», ha commentato Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma.

Tra i soggetti intervenuti alla presentazione, Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia, ha ricondotto l'impegno dell'azienda a una logica di prossimità territoriale: «I dati dell'Osservatorio raccontano la crisi del commercio locale, un fenomeno che impoverisce i territori, riduce le occasioni di relazione e rende più fragili e meno sicure le nostre vie e le comunità; tuttavia, le persone continuano a riconoscere al commercio di prossimità un valore fondamentale. Proprio per questo in Edison investiamo in una rete territoriale strutturata per essere vicini alle esigenze dei nostri clienti, attraverso partner che siano imprenditori locali e che non gestiscano semplicemente punti vendita, ma siano attori economici e sociali dei territori. Da questa logica di reciprocità nasce anche il progetto delle Scuole dei Mestieri, un'iniziativa che guarda alle nuove generazioni e ai mestieri tecnici, alcuni dei quali rischiano di scomparire, e dove i nostri partner svolgono con entusiasmo un ruolo formativo fondamentale».

Davide Scaramuzza, Direttore Divisione Welfare Solutions Pellegrini, ha illustrato il posizionamento della propria azienda in chiave di responsabilità territoriale: «La Pellegrini da oltre 60 anni si occupa di erogare servizi per il benessere delle persone in modo sostenibile: cerchiamo di contribuire alla crescita dei nostri clienti ponendo sempre attenzione all'intera filiera di attori coinvolti, al territorio e alle comunità in cui operiamo. Ne sono esempio i progetti legati al Giubileo, dove abbiamo messo a punto un Buono Pasto creato appositamente e una rete di esercizi locali convenzionati "Amici del Pellegrino", e quello legato all'organizzazione di webinar e alla fornitura di ricette salutari dedicati alla rete di esercenti. Ma il nostro impegno si spinge oltre e riguarda la comunità e il territorio in cui operiamo. Dal 2014 l'azienda sostiene infatti la Fondazione Ernesto Pellegrini ETS, la cui prima attività è stata la creazione e la gestione del Ristorante Solidale Ruben a cui si affianca il progetto Futuro Prossimo, una forma di welfare che non distribuisce solo aiuti ma che rigenera capacità».

Giovanni Lucchetta, Presidente di TreCuori Spa Società Benefit, ha infine sottolineato il valore operativo del Patto di Reciprocità: «Dell'Osservatorio di Nomisma abbiamo apprezzato lo spirito, che non si limita a studiare il problema della desertificazione commerciale, ma analizza buone pratiche nel mercato per identificare le caratteristiche che le rendono efficaci e virtuose. Tra queste, su tutte si distingue il Patto di Reciprocità, un vero e proprio 'enzima' che, quando presente, permette alle progettualità di essere davvero efficaci e generative nell'attirare e trattenere risorse nel commercio di prossimità. Ci auguriamo che imprenditori e amministratori pubblici lo colgano adottandolo nelle proprie progettualità».

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