Tavoli pieni, incassi assenti: maxi indagine fiscale in Alto Adige

Indagine in Alto Adige su cinque società della ristorazione: contestati 9 milioni di ricavi non dichiarati e crediti d’imposta per corsi mai svolti

28 Lug 2026 - 14:56
Tavoli pieni, incassi assenti: maxi indagine fiscale in Alto Adige

NOTIZIE HORECA - Un sistema di evasione fiscale, basato anche sulla cancellazione delle ordinazioni dopo il servizio ai tavoli, sarebbe stato utilizzato da un gruppo imprenditoriale attivo nella ristorazione in Alto Adige. Gli accertamenti della Guardia di Finanza di Bolzano hanno interessato cinque società che gestiscono complessivamente più di dieci tra ristoranti e baite del territorio.

Secondo quanto riportato da il Dolomiti, le verifiche avrebbero permesso di individuare circa 9 milioni di euro di ricavi sottratti alla dichiarazione fiscale. L’indagine è stata condotta dai militari della Compagnia di Merano attraverso l’analisi di file informatici e documenti cartacei acquisiti nel corso delle attività ispettive.

Le comande cancellate dopo il servizio

Dalla documentazione sarebbe emersa l’esistenza di un sistema contabile distinto da quello ufficiale. I dati dichiarati dalle società restituivano infatti l’immagine di locali caratterizzati da un’affluenza piuttosto limitata, mentre la ricostruzione effettuata dagli investigatori avrebbe evidenziato volumi d’affari superiori.

Il metodo contestato sarebbe stato applicato nelle diverse attività riconducibili allo stesso gruppo. Le ordinazioni venivano inizialmente registrate attraverso un palmare e regolarmente servite ai clienti. In un secondo momento, tuttavia, le comande associate ai tavoli sarebbero state eliminate dal sistema, rendendo impossibile ricostruire fiscalmente le consumazioni effettuate.

Attraverso il confronto tra i dati informatici e la documentazione disponibile, le Fiamme Gialle hanno quindi ricostruito quello che ritengono essere stato il reale andamento economico delle attività coinvolte.

I crediti d’imposta per i corsi di formazione

L’indagine ha riguardato anche alcune spese dichiarate per la formazione dei dipendenti. Secondo la ricostruzione investigativa, i rappresentanti legali delle società avrebbero attestato lo svolgimento di corsi che in realtà non sarebbero mai stati realizzati.

A richiamare l’attenzione degli investigatori è stata anche la natura delle attività formative indicate nella documentazione. Si trattava di percorsi di informatica avanzata collegati alla trasformazione digitale delle imprese e destinati a lavoratori impiegati come cuochi, camerieri e addetti al lavaggio.

La certificazione di questi costi avrebbe permesso al gruppo di maturare circa 350 mila euro di crediti d’imposta, successivamente impiegati per ridurre le somme dovute al Fisco.

Al termine degli accertamenti, sette persone coinvolte a diverso titolo nella gestione aziendale sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Bolzano. Le ipotesi formulate riguardano l’emissione e l’utilizzo di fatture false e l’indebita percezione di erogazioni pubbliche. È stata inoltre contestata la responsabilità amministrativa a cinque persone giuridiche.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le eventuali responsabilità potranno quindi essere accertate definitivamente soltanto attraverso una sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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