Un'ottima performance per l'industria alimentare italiana, ma gli ostacoli sono dietro l'angolo

Vola il fatturato alimentare italiano, spinto soprattutto dall'export, ma in Italia le difficoltà del fuori casa colpiscono l'intera filiera.

28 Gen 2022 - 09:52
Un'ottima performance per l'industria alimentare italiana, ma gli ostacoli sono dietro l'angolo
[mp3j track="https://horecanews.it/wp-content/uploads/2022/01/Unottima-performance-per-lindustria-alimentare-italiana-ma-gli-ostacoli-sono-dietro-langolo.mp3" Title="Ascolta la notizia in formato audio"] Vola il fatturato alimentare che fa segnare una crescita del +16,5% spinta anche dal record storico per il Made in Italy alimentare all’estero per un valore vicino ai 52 miliardi per l’intero 2021, il massimo di sempre. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento tendenziale del fatturato industriale a novembre. L’emergenza sanitaria Covid – precisa la Coldiretti – ha provocato anche una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea. A preoccupare è però adesso è l’impennata dei contagi provocato da Omicron a livello nazionale che ha provocato un crack da 1,5 miliardi per il fatturato di bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi dall’inizio dell’anno, rispetto a prima della pandemia nel 2019. Come vi abbiamo raccontato nella nostra news "Caro benzina e Covid frenano i consumi degli italiani", Coldiretti ha tracciato un bilancio degli effetti sui consumi della variante Omicron a gennaio. I locali si sono svuotati per il timore provocato dalla rapidità di diffusione dei contagi, per lo smart working e per il calo del turismo ma anche per il fatto che milioni di italiani sono stati costretti a casa perché positivi al Covid, hanno avuto contatti a rischio e sono in quarantena o sono privi di green pass perché non vaccinati. Dopo le ottime performance del food made in Italy nel 2021, il 2022 è iniziato fra numerosi ostacoli. L'aumento di benzina e gasolio è destinato a contagiare l’intera economia, perché mentre salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani, che hanno meno risorse da destinare ai consumi, e al contempo aumentano vertiginosamente i costi per le imprese. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta il principale canale di commercializzazione per il fatturato. Le crescenti difficoltà devono necessariamente prevedere un adeguato e immediato sostegno economico, per salvare l’economia e l’occupazione della filiera agroalimentare nazionale che rappresenta la prima ricchezza del paese.
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