Vino italiano: imbottigliamenti in calo, crescono le distanze tra grandi e piccole denominazioni

L’Annual Report 2026 di Valoritalia fotografa un mercato in rallentamento. Doc e Docg avanzano, arretrano gli Igt

18 Giu 2026 - 09:02
Vino italiano: imbottigliamenti in calo, crescono le distanze tra grandi e piccole denominazioni

INDAGINI E RICERCHE - L’Annual Report 2026 di Valoritalia restituisce l’immagine di un settore che continua a confrontarsi con una domanda meno dinamica rispetto al passato. 

Dopo il -2,1% registrato nel 2025, anche i primi mesi del 2026 mostrano un andamento negativo degli imbottigliamenti, segnale che la fase di rallentamento non può più essere letta come un episodio isolato ma come una condizione con cui la filiera è chiamata a misurarsi.

I dati evidenziano però un elemento altrettanto rilevante: il mercato non sta reagendo in modo uniforme.

Nel 2025 le produzioni certificate Doc e Docg hanno mantenuto un andamento positivo, crescendo rispettivamente dello 0,89% e dello 0,81%. 

Le Indicazioni Geografiche Tipiche hanno invece registrato una flessione superiore all’11%, passando da 451,7 a 401,3 milioni di bottiglie equivalenti. 

La differenza suggerisce che, in una fase caratterizzata da maggiore cautela negli acquisti, le denominazioni dotate di una forte riconoscibilità continuino a beneficiare di un vantaggio competitivo importante.

Indicazioni analoghe arrivano dall’analisi delle tipologie. I vini bianchi fermi crescono del 6,3%, gli spumanti dell’1,7% e i rosati del 5,7%, mentre i vini rossi arretrano del 13,2%

Una dinamica che appare coerente con quanto osservato negli ultimi anni nei principali mercati internazionali e che conferma il progressivo spostamento della domanda verso vini percepiti come più versatili e adatti a occasioni di consumo diversificate.

Se i dati sulle categorie raccontano l’evoluzione delle preferenze dei consumatori, quelli relativi alle denominazioni mettono invece in evidenza un altro fenomeno.

La dimensione sembra incidere sempre più sulla capacità di attraversare le fasi di mercato più complesse.

Le quindici principali denominazioni certificate da Valoritalia rappresentano oggi l’81% degli imbottigliamenti complessivi. Le restanti 204 si dividono il 19% rimanente. 

Anche sul piano consortile emerge una forte concentrazione: i primi quattordici Consorzi raccolgono l’83% dei volumi certificati. 

Il dato assume particolare rilievo osservando il comportamento delle realtà più piccole. Le denominazioni con imbottigliamenti inferiori a 10 mila ettolitri, che costituiscono circa il 70% delle denominazioni certificate da Valoritalia ma incidono per una quota minima dei volumi complessivi, hanno registrato nel 2025 una riduzione del 7,2%.

Secondo Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, la lettura congiunta degli indicatori disponibili, dai campioni inviati ai laboratori ai quantitativi imbottigliati, suggerisce un quadro che merita attenzione e che richiede strumenti di osservazione sempre più puntuali.

In questa direzione si inserisce Tessa, la nuova piattaforma digitale sviluppata da Valoritalia con Microsoft ed EOS, progettata per elaborare in tempo reale le informazioni provenienti dai processi di certificazione e trasformarle in strumenti di supporto per Consorzi e operatori.

Sul piano strategico resta aperta la questione indicata dal presidente Francesco Liantonio: come accompagnare un settore che da anni convive con una progressiva riduzione dei consumi e che deve trovare nuovi equilibri tra capacità produttiva, valore generato e sostenibilità economica delle filiere.

Il rapporto, che va oltre una osservazione congiunturale, restituisce l’immagine di un sistema che sta ridefinendo i propri assetti. Da una parte denominazioni e organizzazioni che dispongono di maggiore massa critica; dall’altra territori più piccoli chiamati a individuare strumenti adeguati a mantenere visibilità e competitività in uno scenario sempre più selettivo. 

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