Cacao e olio d'oliva: mercati in movimento tra rimbalzo dei prezzi e stabilità

Areté analizza cacao e olio d'oliva: prezzi del cacao in rimbalzo dopo i minimi, mercato EVO stabile nonostante la produzione spagnola sotto le attese.

17 Apr 2026 - 12:27
Cacao e olio d'oliva: mercati in movimento tra rimbalzo dei prezzi e stabilità

BUSINESS & MERCATO - Le ultime rilevazioni di Areté fotografano due mercati in una fase di transizione: il cacao, reduce da un crollo storico dei prezzi, registra un rimbalzo significativo pur in un contesto di consumi globali deboli e surplus produttivo; l'olio extravergine d'oliva mantiene invece una relativa stabilità delle quotazioni, sostenuta da un'offerta comunitaria ancora abbondante, nonostante la produzione spagnola si confermi al di sotto delle aspettative per la campagna in corso.

Il cacao tra surplus e volatilità

Nel primo trimestre del 2026, i dati sui grindings mostrano un quadro divergente: l'Europa segna un calo dell'8% su base annua, con volumi ai minimi dal 2011/12, e il Nord America scende del 3,8%; solo l'Asia cresce, con un +5% annuo su livelli record per il trimestre. Nel complesso, i volumi di macinazione nelle tre aree restano in calo del 4,4% su base annua, sui minimi dalla campagna 2016/17. Lo scenario Areté prevede consumi globali 2025/26 in crescita di appena lo 0,7% — contro una media storica del +2% — e una produzione in aumento del 3%, che porta il mercato in surplus di circa 222.000 tonnellate. Nonostante fondamentali più distesi, i prezzi della fava di cacao sul mercato ICE Europe hanno registrato un rimbalzo deciso: dai minimi sotto le 2.030 £/t di fine febbraio — pari a un -77% dai picchi di gennaio 2025 — le quotazioni sono risalite di circa il 26%, con punte oltre le 2.600 £/t. A guidare il recupero sono soprattutto fattori finanziari: prese di profitto, incertezze macroeconomiche e geopolitiche, e timori sulla prossima campagna che alimentano la volatilità.

L'olio EVO tra dati discordanti e stabilità dei prezzi

Sul fronte dell'olio d'oliva, Areté segnala che la produzione spagnola di marzo ha subito un'accelerazione, ma resta comunque inferiore del 10% rispetto alla campagna precedente. Le previsioni della Commissione UE — che stima per la Spagna un calo produttivo di appena il 3% — appaiono poco coerenti con i dati del MAPA: tra ottobre e febbraio le importazioni risultano inferiori del 5% (contro un +6% atteso), le esportazioni superiori dell'8% (contro +5%), i consumi domestici superiori dell'1% (contro +5%). Il quadro che emerge è quello di un'offerta meno abbondante sul mercato interno e di flussi più orientati all'estero. Ciononostante, il mercato comunitario appare ben approvvigionato, grazie anche all'offerta tunisina. Le quotazioni dell'EVO mostrano variazioni contenute tra il -1% e +1% tra marzo e la prima metà di aprile in Grecia, Andalusia e Milano. L'olio EVO nazionale italiano registra cali più sostenuti (-1,5%), riflesso di stock elevati: +43% rispetto all'anno precedente a fine marzo, con il solo EVO a +59%.

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