Gavi Docg, il mercato interno torna a crescere e l’export consolida i risultati

Il Consorzio Tutela del Gavi chiude il 2025 con oltre 12 milioni di bottiglie esportate. In Italia le vendite tornano a crescere dopo dieci anni

16 Giu 2026 - 11:41
Gavi Docg, il mercato interno torna a crescere e l’export consolida i risultati

ENTI E CONSORZI - Dopo dieci anni di flessione, il Gavi Docg torna a crescere sul mercato italiano e supera il milione di bottiglie vendute. Un segnale che accompagna un 2025 ancora una volta trainato dall'export, con oltre 12 milioni di bottiglie destinate ai mercati esteri, pari al 91% della produzione complessiva.

Il dato emerge dal bilancio annuale diffuso dal Consorzio Tutela del Gavi, che conferma la forte presenza internazionale della denominazione, oggi distribuita in tutti i principali mercati mondiali, dall'Europa al Nord America, fino ad Asia e Medio Oriente.

Gran Bretagna resta il principale mercato per il Gavi Docg, con 7 milioni di bottiglie vendute nel 2025, oltre il 60% dell’intero export. Gli Stati Uniti mantengono il secondo posto con circa 1,5 milioni di bottiglie, pari al 13% delle esportazioni, mentre la Germania si colloca al terzo posto con una quota del 5,6%. Seguono Russia, Irlanda e Malta, ciascuna con oltre 300.000 bottiglie in circolazione. Continua inoltre la crescita del Canada, che registra un aumento del 43% rispetto al 2023, mentre gli Emirati Arabi confermano il proprio ruolo di principale mercato del Medio Oriente.

In Asia il Giappone rimane il primo Paese di riferimento, ma l’evoluzione più evidente riguarda la Cina. Nel giro di due anni le esportazioni di Gavi Docg sono passate da meno di 10.000 bottiglie nel 2023, pari allo 0,06% del totale, a oltre 100.000 bottiglie nel 2025, portando la quota allo 0,82%.

In Italia la distribuzione geografica dei consumi evidenzia una forte concentrazione nel Nord del Paese. Il Piemonte si conferma il principale mercato interno, passando dal 42,46% dei volumi nazionali nel 2023 al 44,19% nel 2025. Le altre regioni settentrionali assorbono complessivamente il 40,96% dei consumi nel 2025, mentre Centro e Sud seguono a distanza. L’incremento della quota piemontese viene attribuito al crescente interesse per l’enoturismo e ai maggiori investimenti realizzati dalle cantine del territorio per favorire il contatto diretto tra consumatore e produttore.

Cambiano anche gli equilibri tra i canali di vendita. La grande distribuzione organizzata resta il principale sbocco commerciale, ma la sua incidenza scende dal 58% del 2023 al 52% del 2025. Parallelamente cresce il peso del canale Horeca, che passa dal 42% al 48% delle vendite.

Commentando i risultati, il presidente del Consorzio Tutela del Gavi, Maurizio Montobbio, osserva: «I dati ci confermano che il Gavi DOCG è uno dei vini bianchi italiani in buona salute. Stiamo attraversando crisi internazionali, dazi e conflitti dimostrando solidità grazie al lavoro condiviso tra produttori, Consorzio e istituzioni, tanto in vigna e in cantina quanto sui mercati, locale e internazionale. Siamo consapevoli che il Gavi - classico e contemporaneo insieme, storico nelle radici, versatile nell'abbinamento - incontra i gusti di consumatori esigenti e diversi tra loro e questo ci dà fiducia sul mercato domestico».

Montobbio sottolinea inoltre come la ripresa delle vendite in Italia rappresenti un’opportunità per valorizzare ulteriormente il vino anche attraverso l’offerta enoturistica: «Guardiamo con interesse alla sua crescita, seppur accennata, che ci dice che c'è ancora spazio per lavorare sul valore del nostro vino in Italia, anche proponendoci come destinazione enoturistica. In un momento in cui il consumatore cerca sempre più il contatto diretto con il prodotto e con chi lo fa, la cantina diventa il luogo di scoperta e di relazione dove si sta spostando il consumo esperienziale del vino, rispetto al ristorante».

Guardando alle prospettive future, il presidente richiama l’attenzione sull’evoluzione dei mercati e sulla necessità di preservare gli elementi che hanno sostenuto la crescita della denominazione: «Per quanto riguarda le sfide che ci attendono, dovremo osservare con attenzione la dinamicità di mercati e continuare a lavorare per mantenere sempre un’identità chiara, l’attenzione alla qualità e l’ottimo rapporto qualità/prezzo che negli anni è stata la nostra forza».

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