Calo dei consumi e nuove strategie: il futuro dell'alcol nei dati di Roland Berger
Report Roland Berger: consumo alcol mondiale verso il dimezzamento al 2050. Dati su calo regionale, normative e strategie per le aziende.
INDAGINI E RICERCHE - Il mercato globale dell'alcol si trova davanti a una trasformazione strutturale, secondo il report "The Future of Alcohol: Tech, Politics, and Structural Decline" di Roland Berger. Lo studio prevede, in uno scenario inerziale, un possibile dimezzamento dei volumi globali tra il 2020 e il 2050, spinto da consumatori sempre più orientati alla salute e da normative più stringenti. Tra il 2014 e il 2024 il consumo pro capite è già in calo o stagnante ovunque, con tassi di decrescita annua (CAGR) di -1,1% in Nord America, -0,7% in Europa Occidentale e -1,3% nell'Asia Pacifico: unico segmento resiliente, il Luxury.
Sul fronte normativo, i mercati in via di sviluppo inaspriscono le regole quasi al doppio della velocità dei mercati maturi (3,5 modifiche annue contro 2,0).
Tre le direttrici indicate da Roland Berger per il settore beverage. La prima è il segmento No-Lo Alcohol e Functional Drink: trainato dai consumatori "sober curious" (Millennials e Gen Z), prevede bevande a basso o nullo contenuto alcolico formulate con estratti vegetali come kava e radice d'oro, o ingredienti sintetici capaci di riprodurre gli effetti sociali dell'alcol senza impatti sulla salute.
La seconda riguarda l'intelligenza artificiale, applicata al flavour-driven consumer engagement — abbinamenti cibo-bevanda basati su dati personali, genetici e ambientali — e all'AgroTech, dove il lievito diventa piattaforma biologica per applicazioni in agricoltura, salute e bellezza tramite l'upcycling delle cellule.
La terza è l'approccio alla regolamentazione: le aziende dovranno passare dalla resistenza alla collaborazione attiva con gli enti regolatori, trasformando il cambiamento normativo in vantaggio competitivo.
Un parallelo storico arriva da Stefano Sorrentino, Partner di Roland Berger e co-autore del report: "L'industria del tabacco ha già affrontato questa fase oltre dieci anni fa. Grazie a significativi investimenti in ricerca e sviluppo, al lancio di prodotti innovativi a rischio potenzialmente ridotto, e ad un approccio di trasformazione scaturito dal suo interno, l'industria ha saputo reinventarsi e tornare a crescere, incontrando il favore di consumatori e regolatori. L'industria delle bevande alcoliche dovrà necessariamente seguire lo stesso percorso".
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