Delivery e take-away trainano i consumi fuori casa: il packaging conta
Delivery per il 49% degli italiani, 73% tra i giovani. Il packaging sostenibile è ormai un criterio d'acquisto per 7 consumatori su 10.
INDAGINI E RICERCHE - Un italiano su due (49%) utilizza oggi il delivery — quota che tra i giovani di 18-30 anni balza al 73% — e il take-away raggiunge il 63% degli italiani. È la fotografia scattata dall'indagine "Stili di vita in trasformazione: gli italiani tra cibo, packaging e sostenibilità", realizzata da Ipsos Doxa per Comieco e presentata a Parma in occasione dell'apertura della Paper Week 2026.
Un quadro in cui la cucina si è fatta ibrida: il 98% degli italiani prepara ancora pasti in casa e per l'83% è pratica quotidiana, ma cibo pronto da supermercato, take-away e delivery si sono stabilmente insediati nelle abitudini, affiancando la tradizione senza sostituirla.
In questo scenario, il packaging ha smesso di essere un elemento neutro. La sostenibilità dell'imballaggio influenza le scelte d'acquisto del 77% degli italiani, la praticità — richiudibilità e porzionatura — del 75%, la tipologia di materiale del 72%. Qualità e prezzo degli alimenti restano i fattori determinanti per 9 italiani su 10, ma la confezione è ormai un criterio consolidato nella lista della spesa e, per estensione, nella scelta di un servizio di delivery o take-away.

Tra i materiali, carta e cartone — tra i più diffusi nella gastronomia, nella grande distribuzione e nel comparto take-away/delivery — raccolgono consensi per la riciclabilità (48%), la sostenibilità (37%) e la leggerezza (29%). Il messaggio che funziona di più presso i consumatori è "100% riciclabile", mentre le certificazioni tecniche e i claim come "carbon neutral" risultano meno efficaci.
Un dato chiarisce quanto l'imballaggio abbia cambiato ruolo nel rapporto tra produttore e consumatore: il 96% degli italiani legge le istruzioni di conferimento in etichetta, che è diventata la prima fonte informativa sulla raccolta differenziata, citata dal 32% degli intervistati, davanti a Google (24%) e al sito del proprio Comune (24%).
Sul fronte della raccolta differenziata, emerge un divario tra intenzioni e comportamento reale. Il 74% degli intervistati si assegna un voto alto (8-10) sul proprio modo di differenziare, ma solo il 20% promuove gli italiani nel complesso. L'88% ammette di ricorrere all'indifferenziato quando ha dubbi sul materiale — tra i 18-30enni la quota sale al 94% — mentre il 72% lo fa per fretta o comodità. I dubbi più frequenti riguardano gli imballaggi in carta e cartone sporchi di cibo (24%) e quelli composti da più materiali (22%).






