Etichette alimentari, prorogato l'obbligo di indicazione d'origine

Prorogato fino a fine 2026 l'obbligo di indicare l'origine in etichetta per pasta, riso, pomodoro, latte, formaggi e carni. Più trasparenza per i consumatori.

8 Gen 2026 - 11:51
Etichette alimentari, prorogato l'obbligo di indicazione d'origine

NORME E LEGGI - Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha firmato un decreto interministeriale che estende fino al 31 dicembre 2026 l'obbligo di indicare l'origine dei prodotti alimentari sulle confezioni. Il provvedimento, sottoscritto insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero della Salute, rappresenta un'importante garanzia di trasparenza per i consumatori italiani.

"Conoscere l'origine dei prodotti che si acquistano è un diritto", ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida commentando la firma del decreto. Il ministro ha sottolineato come questa misura rappresenti una garanzia sia della qualità del prodotto finale sia del lavoro svolto quotidianamente dagli agricoltori e allevatori italiani. Sapere da dove proviene il cibo che finisce sulle nostre tavole costituisce infatti un elemento fondamentale per scelte di acquisto consapevoli e informate.

Il decreto di proroga dell'obbligo di indicazione dell'origine degli alimenti riguarda diverse categorie di prodotti di largo consumo. Sulle confezioni di riso dovrà continuare a essere specificata la provenienza della materia prima, così come per le paste alimentari di grano duro, prodotto simbolo della tradizione gastronomica italiana.

L'obbligo si estende anche ai derivati del pomodoro, inclusi sughi e salse preparate a base di pomodoro, alimenti presenti quotidianamente sulle tavole degli italiani. Anche tutti i tipi di latte e i prodotti lattiero-caseari dovranno riportare chiaramente l'indicazione di origine in etichetta, permettendo ai consumatori di identificare la provenienza di questi alimenti fondamentali nella dieta mediterranea.

Infine, il decreto interministeriale include nell'obbligo anche le carni di ungulati domestici, garantendo piena tracciabilità anche per questa categoria di prodotti. La proroga fino alla fine del 2026 assicura continuità normativa e tutela i consumatori nel loro diritto di conoscere l'origine degli alimenti che acquistano.

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