Il sale nelle ricette contro il caldo: trend inglese o 'segreto' italiano?

Il sale reidratante conquista i bar UK per l'ondata di caldo, ma in Sicilia è tradizione da almeno un secolo: seltz e acqua salata da Catania a Trapani.

17 Lug 2026 - 10:08
Il sale nelle ricette contro il caldo: trend inglese o 'segreto' italiano?

NOTIZIE HORECA - Mentre l'Europa affronta la sua terza ondata di calore in meno di cinquanta giorni, con temperature record in Germania (oltre 41°), in Spagna (oltre 45°C) e persino nel Regno Unito, che a fine giugno ha registrato il suo giorno più caldo di sempre, un ingrediente insospettabile sta guadagnando terreno nei bar e nei ristoranti britannici: il sale. Non più solo condimento, ma vero e proprio strumento di sopravvivenza gastronomica al caldo.

Ci siamo chiesti se si tratta di una moda passeggera londinese o di un trend destinato a stabilizzarsi e abbiamo scoperto che le tradizioni gastronomiche regionali conoscevano già questo "segreto"!

Il caso britannico: dal chiosco indiano al cocktail bar di Marylebone

Nel Regno Unito il fenomeno è raccontato da testate come The Guardian: le bevande salate tradizionalmente vendute per strada in India e Messico, note per le proprietà reidratanti, vengono ora presentate come rimedio in un Regno Unito sempre più assediato dal caldo. Al ristorante Jikoni di Marylebone il lime fresco viene abbinato al sale nero e completato con acqua frizzante, in un drink ispirato al nimbu paani indiano. Da Vesper, il locale dello chef Jackson Boxer nell'East London, si serve invece un gin tonic analcolico con Pentire, distillato dalle botaniche costiere e dal sale marino della Cornovaglia.
Dietro il fenomeno non c'è solo l'emergenza climatica, ma una tendenza gastronomica più ampia. Cameron Malik-Flynn, co-fondatore dell'agenzia food&beverage Malik Acid World (che lavora con Burberry e Nike), descrive il sale come un gusto chiave sulla flavour wheel contemporanea, capace di far emergere il sapore degli altri ingredienti e rendere un drink "più adulto e ricercato". Parallelamente, si registra la gentrificazione del sale stesso come categoria merceologica: marchi come Maldon, Halen Môn e Dorset Sea Salt propongono fiocchi hand-harvested in packaging da boutique, seguendo la stessa traiettoria di nobilitazione già vista per olio d'oliva e tonno in scatola.

Il contesto climatico rende plausibile un'espansione del fenomeno oltre Manica. I primi segnali di contagio si vedono già in Francia dove il filone "salato" sta investendo il mondo dei gelati, presentandosi come salati a base di pomodoro, cetriolo e avocado, indicati come una delle grandi tendenze dell'estate 2026.

Per l'Italia non è una novità, è un ritorno alle origini

Ecco il punto che gli operatori italiani non dovrebbero perdere di vista: presentare questo trend come una novità che "arriva" dal Regno Unito rischierebbe di essere fuorviante. In Italia il sale contro il caldo è tradizione consolidata siciliana, non moda importata.A Catania il seltz limone e sale è un rito che risale al 1896, servito nei chioschi storici in stile liberty della città, eredi diretti degli acquafrescai borbonici del Regno di Napoli, una pratica che, non a caso, sopravvive ancora oggi anche a Napoli. A Messina la stessa bevanda, preparata con succo di limone, acqua frizzante ghiacciata e sale, è un classico dei chioschi di Piazza Cairoli. A Palermo esiste una variante analoga chiamata acqua e zammù, all'anice. A Trapani, il sale marino integrale locale, quello delle storiche saline, viene tradizionalmente usato in casa per preparare bevande saline fai-da-te contro la spossatezza estiva, un rimedio "della nonna" che la sanità popolare cita ancora oggi.

F&B e mixology: un'opportunità di carta, non solo una curiosità

Sul fronte mixology l'Italia non insegue affatto Londra: la anticipa. I distillati e i cocktail salati sono un trend già radicato nel Belpaese da tempo, esploso nel 2022 secondo la stampa di settore ma nato addirittura nel 2019, con gin territoriali come il sale di Romagna o l'acqua dell'Etna in Sicilia diffusi ormai "da Nord a Sud". 

Per chi lavora nel foodservice, il trend britannico offre uno spunto concreto di lavoro sulla carta bevande estiva: drink a base di sale, agrumi e acqua frizzante o tonica, magari con sali aromatizzati o affumicati a fare da elemento distintivo. È un territorio in cui la sapidità bilancia dolcezza e acidità, permette di ridurre lo zucchero (assecondando un trend di consumo ormai strutturale) e regala un posizionamento più "adulto" e ricercato al drink, sia analcolico che alcolico.

Il racconto più corretto di questo fenomeno che è esploso nel Regno Unito non è che "il trend arriva anche da noi", ma piuttosto che gli inglesi stanno riscoprendo con enfasi mediatica, complice l'ondata di calore, un principio gastronomico che l'Italia pratica da almeno un secolo.

La vera opportunità, per la ristorazione italiana, sta proprio qui: raccontare questa continuità e legarla alle tradizioni culinarie e di beverage locali, per farne un tratto distintivo, mostrando come in fatto di tendenze il Belpaese continui a fare scuola. Bisogna solo imparare a raccontarlo meglio.

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