Inflazione, a giugno rallenta al 3%: segnali di maggiore stabilità per consumi e prezzi

A giugno l’inflazione rallenta al 3% su base annua. I dati Istat e l’analisi di Confcommercio indicano segnali di maggiore stabilità

1 Lug 2026 - 11:00
Inflazione, a giugno rallenta al 3%: segnali di maggiore stabilità per consumi e prezzi

NOTIZIE E DINTORNI - Dopo l’accelerazione registrata a maggio, l’inflazione rallenta a giugno. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna un incremento del 3% su base annua, mentre sul mese precedente non registra variazioni.

A contribuire alla frenata sono soprattutto gli alimentari non lavorati, la cui crescita annua scende dal 5,5% al 4,5%. Si riduce anche la dinamica dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, dal +3% al +2,7%, oltre a quella dei servizi di trasporto, dal +1,7% al +1,1%.

Restano invece sotto osservazione le componenti energetiche. I prezzi degli energetici regolamentati accelerano dal +5,6% al +9,3%, mentre quelli non regolamentati passano dal +12,5% al +12,9%.

L’inflazione di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari freschi, si attesta all’1,6%, in lieve diminuzione rispetto all’1,7% di maggio. Il dato depurato dai soli beni energetici scende invece dal 2,1% al 2%.

Sul fronte delle grandi componenti di spesa, i beni mantengono una crescita annua del 3,4%, mentre i servizi rallentano dal 2,8% al 2,6%. Il differenziale tra le due voci si porta così a -0,8 punti percentuali.

Segnali di rallentamento arrivano anche dal cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona: l’aumento tendenziale passa dal +1,9% al +1,6%. Più contenuta anche la crescita dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, dal +4,4% al +4,1%.

Nel confronto congiunturale, la stabilità dell’indice generale riflette la discesa dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,4%) e degli energetici non regolamentati (-0,3%), bilanciata dagli aumenti registrati nei servizi ricreativi, culturali e per la persona (+0,6%), nei trasporti (+0,5%) e negli energetici regolamentati (+0,3%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra infine un aumento dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua, in lieve calo rispetto al +3,2% rilevato nel mese precedente.

Confcommercio: quadro meno teso, ma resta l’attenzione sui bilanci familiari

Nel commentare i dati sui prezzi, Confcommercio rileva l’avvio di una fase meno critica sul versante dell’inflazione. Secondo Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi dell’associazione, la variazione mensile nulla e il ridimensionamento di alcune componenti alimentari ed energetiche possono contribuire a ridurre le preoccupazioni delle famiglie legate alla perdita di potere d’acquisto.

L’associazione evidenzia inoltre come il rallentamento dell’inflazione di fondo e la diminuzione dei prezzi alla produzione sul mercato interno possano rappresentare fattori favorevoli per i prossimi mesi. Pur senza considerare superate tutte le criticità, Confcommercio giudica oggi più limitate le tensioni interne al sistema economico rispetto alla fase di inizio primavera.

Il tema dei prezzi resta però centrale anche per la fiducia delle famiglie. In un'altra nota sul clima di fiducia, Confcommercio ha sottolineato che i nuclei familiari iniziano a risentire nuovamente dell’aumento del costo della vita nei propri bilanci, pur all’interno di un quadro complessivamente ancora positivo.

Secondo i dati Istat richiamati dall’associazione, a giugno il clima di fiducia dei consumatori è sceso da 93,4 a 92,4 punti, mentre quello delle imprese è salito da 94,2 a 95,2. In particolare, migliora il sentiment nel commercio al dettaglio e nei servizi, mentre il turismo continua a mostrare segnali di tenuta.

Per il comparto horeca, il rallentamento dei prezzi può quindi offrire un elemento di maggiore stabilità, ma il recupero della fiducia delle famiglie rimane un passaggio decisivo per sostenere consumi, occasioni fuori casa e domanda turistica nei mesi estivi.

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