La pasta italiana conquista il mondo: oltre il 60% della produzione vola all’estero
Secondo un'elaborazione Unione Italiana Food su dati ISTAT i mercati europei restano il cuore dell'export italiano, America e Oceania in crescita
BUSINESS & MERCATO - La pasta italiana continua a guadagnare terreno nel mondo, confermandosi uno dei prodotti simbolo del Made in Italy e un pilastro dell’export agroalimentare. I numeri del 2025 raccontano una crescita costante sui mercati internazionali, nonostante uno scenario globale segnato da incertezze geopolitiche ed economiche.
Con 4,2 milioni di tonnellate prodotte su un totale mondiale di 17 milioni, l’Italia resta il principale punto di riferimento del settore. Non solo per i volumi, ma anche per la diffusione del prodotto: il consumo interno si attesta a 23,3 kg pro capite l’anno, mentre oltre il 60% della produzione nazionale prende la via dell’estero, raggiungendo più di 200 Paesi.
Secondo i dati elaborati da Unione Italiana Food su base Istat, nel 2025 le esportazioni hanno toccato quota 2.456.940 tonnellate, segnando un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente. In termini di valore, il comparto ha sfiorato i 4 miliardi di euro, attestandosi a 3.969 milioni.
Il mercato europeo si conferma centrale: circa 1,3 milioni di tonnellate sono state destinate ai Paesi dell’Unione, pari al 51,9% dell’export totale, in crescita del 4% su base annua. La restante quota, pari al 49,1%, si distribuisce tra i mercati extra UE, con una presenza significativa in America (17,6%) e Asia (10,6%), seguite da Oceania (2,0%) e Africa (1,1%).
Tra i principali importatori restano saldamente ai primi posti Germania, con 466.422 tonnellate (+3,7%), Stati Uniti con 315.018 tonnellate (+4,3%) e Francia con 292.341 tonnellate (+4,7%). Più contenuto, invece, il dato del Regno Unito, che registra una lieve flessione dell’1,4% fermandosi a 279.342 tonnellate.
Accanto ai mercati consolidati emergono segnali di crescita in alcune aree: l’Australia registra un aumento del 17,4%, il Canada del 9,9% e la Polonia del 5,2%. All’interno dell’Unione europea si segnalano progressi anche in Spagna (+4%) e nei Paesi Bassi (+6,4%). Su scala globale, l’Oceania cresce del 12,9% e l’America del 4,5%, mentre si osserva una contrazione in Asia (-6,7%) e Africa (-7,6%), indicativa di un contesto internazionale disomogeneo.
Il ruolo dell’export resta dunque strategico per il settore. “Essere protagonisti nei mercati esteri, con oltre il 60% della produzione esportata, significa ribadire la leadership della pasta italiana quale ambasciatrice del Made in Italy nel mondo – sottolinea Margherita Mastromauro Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food – Alle incertezze geopolitiche in atto, i pastai italiani hanno risposto ancora una volta dimostrando impegno, passione e capacità di rafforzare le relazioni commerciali con tutti i partner internazionali”.






