Rocha: al Castello di Rocca Cilento arriva la cucina di Salvatore Notaro

Il Castello di Rocca Cilento aggiunge un nuovo tassello al proprio percorso con Rocha, il ristorante fine dining guidato da Salvatore Notaro con due proposte...

1 Giu 2026 - 09:58
Rocha: al Castello di Rocca Cilento arriva la cucina di Salvatore Notaro

RISTORANTI - Dalla collina che domina l'entroterra cilentano, il Castello di Rocca Cilento osserva il territorio da secoli. Le sue origini risalgono all'età medievale e la sua storia attraversa alcune delle vicende più significative del Regno di Napoli. Nel 1487, dopo la Congiura dei Baroni, Ferdinando I d'Aragona ne dispose il rafforzamento affidando il progetto all'architetto fiorentino Giuliano da Maiano.

Per lungo tempo la sua funzione è stata quella di presidio e controllo, oggi quelle mura svolgono un ruolo completamente diverso. Dopo oltre dieci anni di interventi strutturali e di recupero, la famiglia Sgueglia ha trasformato la fortezza in una destinazione dedicata all'ospitalità, con una crescente apertura verso un pubblico internazionale che ha progressivamente ridefinito il significato di questo luogo.

Il ristorante Rocha nasce qui. Dopo le camere e gli eventi, arriva la cucina con una formula fine dining.

La scelta della proprietà è ricaduta sul giovane Salvatore Notaro, ventotto anni, e un background professionale molto solido costruito accanto prima a Francesco Franzese da Casa del Nonno 13,  poi con Luigi Salomone da Re Santi e Leoni, e proseguito nelle brigate di Enrico Bartolini al Mudec di Milano, di Norbert Niederkofler al St. Hubertus e del Capri Palace insieme ad Andrea Migliaccio e Salvatore Elefante.

La proposta gastronomica si sviluppa attraverso due percorsi distinti, una scelta che aiuta a comprendere anche il ruolo che Rocha è chiamato a svolgere all'interno del castello.

“Radici” guarda più direttamente al patrimonio gastronomico cilentano. «Un viaggio essenziale dentro la carta», si legge in una sorta di prefazione ad un menu dove piatti come Cilento 1466, Riso provola, pepe e..., Cozze e patate o Partenope mostrano una volontà esplicita di raccontare la tradizione locale attraverso una sensibilità contemporanea.

“Visione”, che abbiamo avuto modo di provare, rappresenta invece il lato più personale della cucina di Notaro. La presentazione del percorso è piuttosto chiara: «Qui non c'è tradizione da seguire: c'è interpretazione».

La presenza di due proposte non sembra una scelta casuale. Riflette la natura stessa del luogo che ospita Rocha. Da una parte il desiderio di offrire agli ospiti del castello una chiave di accesso al territorio attraverso la cucina; dall'altra la possibilità di lasciare spazio a una ricerca più personale, costruita sulle esperienze maturate dal cuoco nel corso del proprio percorso professionale.

Visione si muove proprio lungo questa seconda direttrice. Tra i passaggi più interessanti compare Burro 21, una quenelle costruita attraverso ventuno elementi in fermentazione che restituisce immediatamente l'attenzione dedicata alla tecnica e alla stratificazione dei sapori.

Più avanti arriva Vongole fujute e ritrovate, evidente riferimento a uno dei racconti più celebri della cucina napoletana, dove il piatto non si limita alla citazione, utilizza quella memoria come punto di partenza per costruire una lettura personale.

Una logica simile attraversa anche Agnello e sedano “Capra”, preparazione che lavora sul gioco tra richiami, suggestioni e materia prima senza cercare scorciatoie narrative. È uno dei piatti che restituisce meglio la volontà di costruire una cucina personale piuttosto che una semplice rilettura della tradizione.

A chiudere il percorso è "Ù Pitittù", dessert che guarda al bianco mangiare senza riproporlo in maniera letterale. Miele, burro nocciola, cremosità e gelato di capra costruiscono un finale che rimane coerente con l'impostazione del menu.

Rocha sembra così di non scegliere tra radici e interpretazione ma di mantenere aperte entrambe le strade. Una opzione che appare coerente con una struttura che oggi accoglie pubblici differenti: chi soggiorna nel castello e desidera incontrare il territorio anche attraverso la tavola e chi, invece, si avvicina al ristorante per conoscere più da vicino la cucina di Salvatore Notaro.

Se il recupero dell’antica fortezza ha richiesto oltre dieci anni di lavoro, per Rocha il tempo delle verifiche comincia adesso. La struttura ha già trovato una propria collocazione nel mondo dell'ospitalità. Tocca ora alla cucina scrivere il capitolo successivo.

Ristorante Rocha
Via Castello, 1
Rocca Cilento
Contatti : +39 3335877468 +39 0974832392
E-mail: info@castellodiroccacilento.it

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