Dentro Lair: il cocktail bar di Delhi che sta riscrivendo le regole della mixology in India
Se c'è un indirizzo da appuntarsi sul taccuino prima di atterrare a Nuova Delhi, è Lair. Un contenuto a cura di Nicole Cavazzuti.
BAR & WINE - A Delhi, Lair è molto più di un cocktail bar. Numero 8 nella classifica Asia's 50 Best Bars 2025 e 96esimo dei World's 50 Best Bars, rappresenta un tempio del bere miscelato.
Due sedi, una nella capitale e una nella moderna Gurgaon, raccontano due anime dello stesso progetto. A conquistare sono gli ambienti, la programmazione musicale e soprattutto una proposta drink che riesce nell'impresa più difficile: essere creativa senza diventare autoreferenziale.

Il format
Speakeasy contemporaneo con cucina, Lair nasce nel dicembre 2020 sotto l'insegna di Naaya Hospitality dalla visione di Jairaj Singh Solanki e Dhruv Raj Vij.
Gli spazi, progettati dallo studio Renesa, sono costruiti attorno a una palette essenziale di cemento nero, vetro e linee geometriche. Un'estetica minimalista e quasi cinematografica che prende le distanze dagli stereotipi più folkloristici spesso associati all'India.
La carta è condivisa tra le due sedi, anche se ogni team introduce leggere personalizzazioni nei drink signature, creando sfumature differenti tra Delhi e Gurgaon.
L'idea alla base del progetto è reinterpretare il concetto di speakeasy nell'era contemporanea, sostituendo il semplice effetto sorpresa con un'esperienza fondata su atmosfera, design e qualità dell'ospitalità.

La regia dietro il bancone
A guidare il programma beverage è Navjot Singh, una delle figure più influenti della nuova generazione di bartender indiani.
La sua firma emerge in una proposta che alterna cocktail immediati e leggibili a creazioni più complesse, senza mai perdere il contatto con il gusto del cliente. Un equilibrio non scontato in una scena asiatica dove la ricerca tecnica spesso tende a prevalere sulla bevibilità.
Lo storytelling di Flora & Fauna
Il menu dei cocktail, intitolato "Flora & Fauna", rappresenta la terza edizione dell'offerta del locale e si presenta come un esplorativo safari selvaggio. L'intera drink list è strategicamente divisa in 4 scenari che traggono profonda ispirazione dal mondo naturale, esplorando l'idea di associare un animale guida o un archetipo selvaggio a ogni miscela. Una di queste sezioni, denominata "01. Swift & Graceful", include creazioni come il "Midnight Orchard", un drink a base di Johnnie Walker Black Label, legno di sandalo, fava tonka e soda al Gondhoraj. Oltre ai capitoli tematici principali, l'offerta è completata dai "Lair specials", dove figurano opzioni uniche come il "Popcorn Drink" (realizzato con Smokelab Vodka, popcorn caramellati, sale marino e mela verde, dolce ma accattivante), il "Phoenix" e il "Chintapalli Gimlet". Per guidare al meglio i clienti, la carta include anche una scala di intensità ("Strength Guide") per ciascuna proposta.

La musica
Lair non vive di solo alcol.
La musica occupa un ruolo centrale e accompagna la serata fino a modificare progressivamente il ritmo del locale. Non è raro che l'atmosfera evolva da cocktail bar sofisticato a spazio quasi da club, senza mai perdere eleganza.
Accanto al beverage, la cucina sviluppa un percorso che parte dalle radici locali per aprirsi a influenze provenienti da diverse aree dell'Asia. Una proposta coerente con l'identità cosmopolita del progetto e capace di prolungare l'esperienza oltre il semplice momento dell'aperitivo.
Delhi o Gurgaon?
La sede di Vasant Vihar si trova in una delle poche aree pedonali della città.
Quella di Gurgaon, invece, si trova all'interno di un complesso commerciale ma ha un ingresso separato che la rende indipendente.
Il mio preferito? Non c'è. Top entrambi.






