Salumitalia: qualità, certificazioni e fiducia nei Consorzi guidano le scelte degli italiani
Una ricerca Salumitalia evidenzia il ruolo di qualità, certificazioni e fiducia nei Consorzi di Tutela nelle scelte degli italiani
INDAGINI E RICERCHE - Per gli italiani il cibo rappresenta molto più di una necessità quotidiana. È un elemento legato al benessere personale, alla socialità e all'identità culturale. In questo contesto si inserisce la ricerca "La percezione di consumo e la valorizzazione di mercato dei Salumi DOP e IGP", presentata durante il convegno "Salumi DOP IGP e scelte di consumo" organizzato a Milano, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione dell'assemblea annuale di Salumitalia – Consorzi Indicazione Geografica.
Lo studio, realizzato da EngageMinds HUB, il centro di ricerca dell'Università Cattolica specializzato nell'analisi dei comportamenti alimentari, ha approfondito il modo in cui i consumatori percepiscono i salumi a Indicazione Geografica, il valore attribuito alle certificazioni e il ruolo svolto dai Consorzi di Tutela.
Come è stata condotta l'indagine
La ricerca ha coinvolto oltre 1.000 italiani, selezionati attraverso un campione rappresentativo della popolazione nazionale per genere, età, professione e area geografica. Attraverso la metodologia CAWI e l'utilizzo di strumenti scientifici come il Psychological Food Involvement (PFI) e il Food Choice Questionnaire (FCQ), i ricercatori hanno analizzato non solo le abitudini di acquisto, ma anche le motivazioni psicologiche che orientano le scelte alimentari.
Tra gli obiettivi dello studio figuravano la comprensione del significato attribuito alla qualità, il valore percepito delle certificazioni DOP e IGP, il legame tra prodotti e territorio e l'efficacia dei Consorzi di Tutela agli occhi dei consumatori.
Il cibo come esperienza emotiva e sociale
Uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca riguarda il rapporto emotivo che gli italiani intrattengono con il cibo. Il 70% del campione dichiara infatti di vivere l'alimentazione con un forte coinvolgimento emotivo.
Il cibo viene percepito come uno strumento capace di contribuire all'equilibrio personale e di rafforzare le relazioni sociali. Da un lato rappresenta un'espressione dell'identità individuale e dello stato d'animo; dall'altro è considerato un mezzo in grado di favorire l'incontro e la condivisione tra persone e culture diverse.
La quota di consumatori con un elevato coinvolgimento alimentare risulta superiore tra le donne (61% contro il 55% del campione totale), tra le persone appartenenti alla fascia reddituale intermedia (61%) e tra i residenti nel Sud e nelle Isole (61%).
Salute, gusto e convenienza restano i principali criteri di scelta
Quando si tratta di acquistare prodotti alimentari, gli italiani continuano a privilegiare tre aspetti fondamentali: salubrità, gusto e accessibilità economica.
Secondo la ricerca, salute e gusto rappresentano entrambi fattori decisivi per il 92% degli intervistati, mentre il prezzo è considerato importante dall'88% del campione.
L'attenzione alla salute aumenta con l'età: raggiunge il 98% tra i consumatori di età compresa tra i 56 e i 70 anni, mentre scende all'88% nella fascia tra i 18 e i 34 anni. Percentuali più contenute si registrano anche tra chi possiede una licenza media o inferiore (87%) e tra chi dichiara un reddito inferiore a 1.200 euro mensili (89%). Al contrario, la fascia di reddito compresa tra 1.201 e 2.500 euro si dimostra la più sensibile al tema della salute, con il 95%.
Anche il piacere associato al cibo assume un ruolo rilevante. Il 97% degli intervistati tra i 56 e i 70 anni considera le sensazioni piacevoli un elemento chiave nella scelta alimentare, mentre tra i giovani tra i 18 e i 34 anni la percentuale si attesta all'87%. A livello territoriale, il Nord-Est mostra una maggiore attenzione a questo aspetto (96%) rispetto al Sud e alle Isole (90%).
La fiducia nei Consorzi di Tutela
Tra gli aspetti più rilevanti emersi dall'indagine figura il livello di fiducia attribuito ai Consorzi di Tutela.
Nella graduatoria degli organismi ritenuti più affidabili dai consumatori, i Consorzi occupano il terzo posto, preceduti soltanto dai NAS e dalle autorità sanitarie locali. Complessivamente, il 92% degli intervistati dichiara di riporre nei Consorzi una fiducia media (47%) o elevata (45%).
La presenza di un Consorzio è inoltre considerata una delle caratteristiche distintive dei salumi certificati: viene indicata dal 74% degli intervistati per i prodotti DOP e dal 71% per quelli IGP. Tra gli altri elementi maggiormente associati alle Indicazioni Geografiche emergono il legame con il territorio (74% per le DOP e 82% per le IGP) e i controlli svolti dagli organismi autorizzati (75% per le DOP e 77% per le IGP).
La fiducia nei Consorzi risulta particolarmente elevata tra gli over 56.
Certificazioni e qualità: un legame sempre più forte
La ricerca evidenzia una relazione molto stretta tra qualità percepita e sistemi di certificazione.
Per l'84% degli intervistati un salume è considerato di qualità quando è sottoposto al controllo di un ente certificatore, mentre per l'82% la qualità è associata direttamente alla presenza delle certificazioni DOP o IGP.
Anche l'appartenenza dell'azienda produttrice a un Consorzio di Tutela rappresenta un fattore rilevante: l'81% del campione considera infatti più qualificato un salume realizzato da un'impresa aderente a un Consorzio.
DOP e IGP, certificazioni conosciute e apprezzate
L'indagine mostra una conoscenza diffusa delle certificazioni di qualità. L'86% degli intervistati dichiara di conoscere le DOP, mentre l'84% afferma di conoscere le IGP, anche se circa il 40% non si sente pienamente sicuro del loro significato.
Poco più del 10% dichiara invece di non conoscere o di conoscere soltanto superficialmente questi sistemi di tutela.
La familiarità con le Indicazioni Geografiche cresce tra i consumatori senior, tra le persone con un forte coinvolgimento alimentare e tra chi possiede un elevato livello di istruzione. Per quanto riguarda le DOP, la conoscenza raggiunge il 60% tra i senior, il 52% tra i soggetti con alto coinvolgimento alimentare e il 49% tra i laureati, con risultati analoghi anche per le IGP.
Territorio, controlli e qualità tra i valori più riconosciuti
Per circa 7 consumatori su 10, la presenza di una certificazione DOP o IGP rappresenta un elemento importante nelle decisioni d'acquisto (71% sia per le DOP sia per le IGP).
L'interesse cresce ulteriormente tra chi mostra un'elevata fiducia nelle istituzioni e nei Consorzi di Tutela (90% per le DOP), tra gli over 56 (79%) e tra i consumatori con un forte coinvolgimento alimentare (87%).
I valori maggiormente associati ai salumi certificati sono le certificazioni (86%), i controlli (86%), la qualità (86%) e il territorio (84%). I consumatori più giovani attribuiscono invece un'importanza inferiore ai concetti di italianità, tradizione e gusto rispetto alle fasce più mature.
Chi possiede una conoscenza più approfondita dei salumi tutelati tende inoltre a considerarli espressione del territorio e della sostenibilità.
Anche la fiducia nei Consorzi di Tutela influisce sulla percezione complessiva dei prodotti. Tra coloro che considerano i Consorzi organismi affidabili, il valore attribuito a certificazioni, controlli e qualità raggiunge il 93%, mentre risultano particolarmente elevate anche le percentuali associate alla sostenibilità economica (78%) e ambientale (76%).
Per gli intervistati, gli elementi che distinguono maggiormente un salume DOP o IGP da un prodotto generico restano il legame con territori specifici (74% per le DOP e 82% per le IGP), la presenza di un sistema di controllo certificato (75% per le DOP e 77% per le IGP) e il ruolo svolto dai Consorzi di Tutela (74% per le DOP e 71% per le IGP).






