Turismo in Sardegna, oltre un quinto della spesa va alla ristorazione

In Sardegna i ristoranti assorbono il 21,25% della spesa turistica. Nel 2025 il comparto cresce del 17%, mentre diminuisce il ticket medio

29 Lug 2026 - 09:21
Turismo in Sardegna, oltre un quinto della spesa va alla ristorazione

INDAGINI E RICERCHE - La ristorazione si conferma una componente centrale dell’economia turistica della Sardegna. Come riporta Cagliari Today nel 2025 i ristoranti hanno assorbito il 21,25% della spesa turistica analizzata attraverso i dati Mastercard, conquistando il primo posto tra le categorie di consumo durante i soggiorni sull’isola.

Il dato emerge dal report finale sul turismo 2025 dell’Assessorato regionale del Turismo, elaborato attraverso l’analisi delle transazioni effettuate con carte Mastercard. Lo studio permette di osservare non soltanto l’andamento dei flussi, ma anche il modo in cui i turisti distribuiscono il proprio budget tra ristorazione, accoglienza, acquisti e altri servizi.

I ristoranti davanti ad alimentari e hotel

Nella graduatoria delle principali voci di spesa, i ristoranti precedono i supermercati e i negozi specializzati in prodotti alimentari, che raccolgono il 19,37% del totale. Seguono le strutture alberghiere, con una quota del 14,42%, e il comparto dell’abbigliamento, fermo all’8,68%.

I numeri mostrano quindi come una parte consistente del valore generato dal turismo rimanga legata ai consumi alimentari. Mangiare fuori, acquistare prodotti tipici e frequentare i pubblici esercizi rappresentano attività sempre più integrate nell’esperienza di viaggio, accanto al pernottamento e alla visita delle località.

Per la ristorazione, il report registra inoltre un aumento della spesa del 17% rispetto al 2024. La crescita prosegue dopo il risultato già positivo dell’anno precedente, quando il comparto aveva segnato un incremento del 25%.

Crescono le consumazioni, cala il ticket medio

L’espansione della spesa non sembra essere determinata da un aumento del valore delle singole transazioni. Il ticket medio dei ristoranti è infatti passato dai 42,83 euro del 2024 ai 41,25 euro del 2025.

La lieve riduzione dello scontrino, accompagnata dalla crescita complessiva del comparto, indica un aumento del numero delle consumazioni e delle occasioni di visita nei locali. Più clienti, dunque, o una maggiore frequenza durante il soggiorno, anziché una crescita concentrata esclusivamente sul prezzo medio.

Un andamento simile interessa anche bar, enoteche e negozi specializzati nella vendita di vino e bevande alcoliche. In questo segmento la spesa turistica è aumentata del 20%, mentre il ticket medio è sceso da 21,77 a 20,55 euro.

Secondo Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, i risultati confermano il ruolo della ristorazione non soltanto come servizio per chi visita l’isola, ma come parte integrante della sua attrattività e dell’intera filiera turistica.

Per consolidare la crescita, il comparto deve però affrontare alcune criticità. Frongia richiama in particolare la necessità di investire nella formazione, facilitare il reperimento di personale qualificato, favorire la destagionalizzazione dei flussi e rendere i collegamenti più efficienti e competitivi.

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