Caffè nel canale Horeca: mercato a 808 milioni di euro ma volumi in calo

Competitive Data fotografa il mercato del caffè Horeca: nel 2025 il valore sale a 808 milioni di euro, mentre volumi e marginalità restano sotto pressione

27 Lug 2026 - 12:22
Caffè nel canale Horeca: mercato a 808 milioni di euro ma volumi in calo

INDAGINI E RICERCHE - Il mercato del caffè torrefatto nel canale Horeca ha raggiunto nel 2025 un valore di 808,0 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto all’anno precedente. L’aumento, tuttavia, è stato determinato soprattutto dal forte rialzo dei prezzi medi, che ha compensato una sensibile contrazione dei volumi venduti.

Il dato emerge dall’edizione 2026 del report Caffè nel Canale Ho.Re.Ca. di Competitive Data, dedicato all’andamento del comparto nell’ultimo triennio e alle prospettive fino al 2030. Le torrefazioni esaminate rappresentano complessivamente l’89,0% del mercato a valore e l’84,4% a volume, con un fatturato aggregato, considerando tutti i prodotti e tutti i canali, pari a 6.105,9 milioni di euro.

I rincari del caffè verde pesano sui conti delle torrefazioni

Per le imprese del settore, il 2025 è stato segnato dai nuovi massimi storici raggiunti dalle quotazioni del caffè verde. Problemi climatici, riduzione delle scorte, speculazione ed EUDR si sono sommati a un cambio euro-dollaro sfavorevole, mantenendo l’incidenza dei costi delle materie prime sui ricavi al di sopra del 60%, su livelli quasi identici a quelli del 2024.

Le torrefazioni hanno cercato di recuperare efficienza attraverso tagli ai servizi, una minore incidenza del costo del personale e una drastica riduzione del peso degli ammortamenti, legata quindi a minori investimenti. Questi interventi hanno consentito alla redditività operativa di tornare almeno in territorio positivo, dopo un 2024 nel quale il comparto aveva lavorato praticamente in perdita.

La marginalità rimane però insufficiente per sostenere pienamente alcune consuetudini tipiche del settore, come la concessione delle attrezzature in comodato e le forme di sostegno agli esercenti.

A questa situazione si aggiunge la pressione sul capitale circolante netto, sottoposto a uno stress raramente registrato nell’ultimo ventennio. Alcune aziende stanno rafforzando le competenze nella gestione degli acquisti di caffè verde e del magazzino, mentre l’attenzione al controllo dei crediti aveva già iniziato a crescere a partire dal 2021.

Nel 2025 chiuse 39 torrefazioni

Le difficoltà emerse nel 2024 si sono aggravate nel corso del 2025. Il settore ha registrato un numero record di 39 chiusure di torrefazioni, insieme a numerosi accordi di cessione o affitto di rami d’azienda e a circa un centinaio di situazioni intermedie, tra liquidazioni, inattività e concordati preventivi.

Il quadro di partenza era già fragile. Nell’analisi condotta da Competitive Data sulle prime 280 torrefazioni, nel 2024 erano 92, pari al 32%, le imprese con un Competitive Score Index compreso tra il livello debole e quello critico. Tra le aziende con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, la quota saliva al 45%.

Il trasferimento dei maggiori costi sui listini è diventato quindi inevitabile, anche se soltanto poche imprese sono riuscite a recuperare interamente la marginalità perduta. Le strategie si sono orientate soprattutto verso un riposizionamento nella fascia alta del mercato, attraverso il lancio di referenze premium, monorigine, specialty e monoporzionate.

L’obiettivo è ricavare maggiore valore dal canale Horeca e, nello stesso tempo, intercettare la crescita che alcuni di questi segmenti stanno registrando in numerosi mercati internazionali.

Nel 2025 le torrefazioni hanno comunque incontrato condizioni più favorevoli per rivedere i prezzi. In molte regioni italiane che nel 2024 presentavano maggiori criticità, la domanda è diventata infatti meno sensibile agli aumenti di listino.

Il mercato del caffè procede a due velocità

Nonostante la contrazione dei volumi, nel 2025 hanno continuato a espandersi e a guadagnare quote soprattutto le torrefazioni con una situazione finanziaria solida o non compromessa e con una gestione efficace del capitale circolante.

Nella parte alta del mercato, le imprese maggiori hanno prestato particolare attenzione agli equilibri di bilancio. Alcune aziende che negli anni precedenti presentavano indicatori di allerta compresi tra il giallo e il rosso hanno corretto le proprie debolezze e ripreso slancio.

Ne deriva un mercato a due velocità. I marchi più forti, sostenuti da una maggiore capacità finanziaria e da portafogli diversificati, riescono a difendere meglio i margini. Gli operatori più piccoli, soprattutto quelli legati ad aree del Paese con potenziale ridotto e domanda elastica, subiscono maggiormente gli effetti combinati del costo ancora elevato della materia prima, della fragilità dei clienti professionali e della difficoltà di trasferire integralmente gli aumenti sui prezzi di vendita.

Europa e Asia tra i mercati esteri più attrattivi

L’analisi del potenziale dei mercati esteri per il caffè italiano nel canale Horeca considera, oltre al consumo pro capite, anche il reddito medio, lo sviluppo del segmento specialty, le tariffe, la presenza di reti distributive e numerose altre variabili.

Nel ranking 2026 continua a prevalere il Vecchio Continente, presente con quattro Paesi, rispetto ai cinque indicati nell’edizione precedente. Tra le prime dieci nazioni figurano inoltre tre mercati asiatici.

A livello internazionale prosegue la crescita del caffè e delle bevande RTD, pronte da bere, sia nei mercati occidentali sia in quelli orientali. Avanza anche il segmento specialty, mentre si rafforza l’interesse per i caffè funzionali e per la sostituzione tra macinato e caffè in grani.

Migliorano gli indicatori nelle regioni italiane

Sul mercato nazionale, nel 2026 si registra un netto miglioramento degli indicatori in molte delle regioni che nell’anno precedente risultavano penalizzate. Il cambiamento riguarda in particolare il Centro-Sud, dove il valore peggiore rilevato nel 2026 è pari a -1,2, su una scala compresa tra 5 e -5.

Per il biennio 2026-2027, la strategia commerciale e creditizia indicata dal report consiste nel concentrare gli investimenti nelle aree in cui esistono reali opportunità di crescita, mantenendo disciplina nella gestione e misurando le attività capaci di generare valore.

Resta ampio il divario digitale tra le imprese

Tra il 2025 e il 2026, l’ecosistema digitale delle torrefazioni italiane ha consolidato i progetti pilota avviati nell’anno precedente. L’attenzione si è progressivamente spostata dalla sperimentazione tecnologica alla scalabilità industriale e alla misurazione della redditività.

Rimane però una forte asimmetria tra le aziende che hanno integrato il digitale nel proprio modello di marketing e quelle che continuano a utilizzarlo principalmente come vetrina istituzionale, catalogo dei prodotti o supporto alla rete commerciale.

Nel primo gruppo rientrano le torrefazioni che coordinano contenuti, piattaforme di e-commerce, social media, creator, streaming, CRM, dati e performance marketing. Nel secondo, invece, gli strumenti digitali restano prevalentemente separati dalle strategie commerciali e dai processi aziendali.

Le previsioni del mercato fino al 2030

Nel 2026 alcune delle criticità che avevano condizionato il settore si sono attenuate, mentre altre si sono aggravate. Non si è concretizzato un vero scenario recessivo globale, ma non si è neppure verificata una completa normalizzazione.

I consumi fuori casa risultano sempre più condizionati dal reddito disponibile, dai flussi turistici, dal costo dell’energia, dalla mobilità quotidiana e da altri fattori economici. Nei bar e nella ristorazione, la tenuta del mercato a valore continua a dipendere soprattutto dagli aumenti dei listini, mentre volumi e frequenza di visita restano sotto pressione.

L’incertezza emerge anche dal progressivo ampliamento della distanza tra le proiezioni elaborate da Competitive Data: al 2030, il differenziale tra lo scenario base e quello peggiore raggiunge 127 milioni di euro.

Maggiori informazioni a questo link: https://www.monitoraitalia.it/analisi-del-caffe-nel-canale-horeca-nel-2026-con-le-previsioni-al-2030/

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