L'estate 2026 si prenota con largo anticipo: cosa dicono i dati
L'estate 2026 si prenota con largo anticipo: richieste +11%, maggio esplode con +59%. I dati dal CRM Mr PRENO su 1.200 strutture.
INDAGINI E RICERCHE - Le richieste di soggiorno per l'estate 2026 crescono dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2025, con l'Emilia-Romagna in testa a +22%, le Marche a +18%, la Calabria a +12% e la Campania a +9%. Il dato più eclatante riguarda maggio, che segna un +59% di richieste rispetto a maggio 2025. È quanto emerge dall'analisi di TITANKA! sui flussi registrati al 31 gennaio 2026 dal CRM Mr PRENO su un campione di oltre 1.200 hotel e villaggi italiani: un segnale inequivocabile di cambiamento strutturale nei comportamenti di prenotazione.
Tra tutti gli indicatori per leggere in anticipo l'andamento di una stagione turistica, il momento in cui i clienti iniziano a cercare le proprie vacanze è tra i più rivelatori. L'osservazione della pressione della domanda al 31 gennaio 2026 fotografa un mercato che si muove con anticipo significativo rispetto agli anni precedenti, con viaggiatori sempre più orientati a pianificare i soggiorni estivi ben prima rispetto ai pattern storici.
Il balzo di maggio trova una spiegazione precisa nel calendario: nel 2026 la Pentecoste cade il 24 maggio, mentre nel 2025 cadeva l'8 giugno. In diversi Paesi europei questa festività coincide con pause scolastiche e rappresenta uno dei periodi più utilizzati per viaggiare. Un esempio di come fenomeni invisibili nell'analisi dello storico dell'anno precedente diventino evidenti monitorando in tempo reale la domanda, con attenzione puntuale al calendario delle festività internazionali.
Al 31 gennaio 2026, la distribuzione delle richieste per la stagione estiva si articola così: maggio al 4%, giugno al 20%, luglio al 27%, agosto al 30%, settembre al 19%. Nel 2025, a consuntivo, il 46% delle richieste dell'intera stagione si era concentrato su agosto. Oggi, nello stesso momento dell'anno, solo 3 richieste su 10 riguardano il mese clou estivo. Non significa che agosto perderà centralità, ma che in questa fase la domanda si distribuisce prima sugli altri mesi. Le strutture che hanno già attivato attività di marketing e vendita su maggio, giugno e luglio stanno intercettando questa dinamica e trasformandola in prenotazioni concrete.
Il nodo centrale non è stabilire se il 2026 sarà una stagione migliore o peggiore del 2025 — i dati disponibili non consentono ancora questa valutazione. Ciò che emerge con chiarezza è un altro aspetto: il ritmo con cui i clienti pianificano le vacanze estive cambia di anno in anno, mentre molte strutture ricettive continuano a operare con un calendario commerciale costruito su abitudini passate. Date di apertura vendite, pianificazione delle campagne e comunicazione delle offerte seguono schemi storici che non sempre coincidono con il momento reale in cui il cliente sta cercando, con il rischio concreto di cedere quote di domanda a chi è già allineato al nuovo ritmo del mercato.
L'elemento più rilevante che emerge dall'analisi non è tanto la crescita percentuale della domanda, quanto la distanza crescente tra il calendario del mercato e quello operativo di molte strutture. Qualora le performance di una struttura non dovessero allinearsi a questa accelerazione, il deficit non sarebbe da ricercare nel prodotto, nella destinazione o nel pricing, quanto in un disallineamento temporale delle strategie di distribuzione e comunicazione. In un contesto in cui il cliente decide prima, la capacità di leggere tempestivamente i segnali della domanda diventa il vero indicatore competitivo.
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